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Mantova, acqua minerale alterata, trovata quarta bottiglia
Un'altra bottiglia forata è stata trovata a Sermide, nel mantovano, dove agisce "l'uomo con la siringa". Gli esami tossicologici hanno dato esito negativo, ma il panico dilaga. Gli inquirenti dicono che la sostanza iniettata dal contaminatore non dovrebbe essere pericolosa, si tratterebbe di un prodotto chimico schiumoso normalmente utilizzato nei detersivi

Dopo unabomber il nuovo terrore dei supermercati è un soggetto armato di siringa che inietta nelle bottiglie d'acqua minerale uno strano liquido, probabilmente ammoniaca diluita. Colpisce nel mantovano, a ripetizione, e sono due i bambini finiti all'ospedale nelle ultime due settimane.
Adesso è stata trovata una quarta bottiglia di acqua minerale sospetta. Aveva un foro di siringa nella zona sotto il tappo e a darne segnalazione è stata una pensionata 60enne che lunedì l'aveva acquistata nel supermercato del centro commerciale Arcobaleno di Sermide. La donna si è presentata con la bottiglia di plastica, da un litro e mezzo, al direttore del centro commerciale: a casa si era accorta di alcune gocce che uscivano da un piccolo foro.
A un primo esame, comunque, l'acqua non sembrava presentare tracce di avvelenamento. "Dopo quello che ho visto in televisione - ha detto la donna - ho subito controllato le bottiglie che avevo appena acquistato al supermercato. Quando ho visto che usciva acqua da un forellino ho informato subito il punto vendita". Il direttore ha avvertito i carabinieri che hanno sequestrato la bottiglia e proceduto a un capillare controllo, all'interno del punto vendita, di tutte le confezioni di acqua. Controllo che ha dato esito negativo. A differenza dei liquidi trovati negli altri tre casi di Ostiglia, Marmirolo e Magnacavallo, a un primo sommario esame l'acqua contenuta nella bottiglia di Sermide appariva cristallina, inodore, non urticante se messa a contato con la pelle e, agitandola, non presentava schiuma o bollicine.
Intanto, i medici del reparto di patologia neonatale dell'ospedale di Mantova hanno rassicurato sulle condizioni della neonata di sedici giorni, che nella notte tra lunedì e martedì aveva ingerito acqua minerale contaminata, che i genitori avevano miscelato con il latte in polvere.
Prima di lei, due settimane fa, un ragazzo di undici anni aveva provato le stesse sensazioni di disgusto, lo stesso bruciore alla gola, dopo aver bevuto un sorso d'acqua minerale appena aperta: anche lui ricoverato. E, tra i due episodi, un terzo finito bene solo per caso: famigliola riunita a tavola, la bottiglia nuova di zecca che cade a terra, si incrina e una strana schiuma compare sul pavimento.
Il fascicolo degli inquirenti parla di attentato alla salute pubblica. "Si tratta di un' inchiesta difficile da risolvere e pure da gestire - avvertono gli inquirenti mantovani spaventati all'idea che le gesta del sabotatore inneschino panico e psicosi nelle famiglie - non è una ragazzata, è una cosa seria".
L' uomo con la siringa, come già l'hanno ribattezzato, si muove nel raggio di una quarantina di chilometri. La prima spedizione, a metà novembre, ha avuto come teatro il supermercato "Famila" di Ostiglia, nella Bassa Mantovana, a sud del capoluogo. Con il secondo blitz ha invece sconfinato nel modenese, infilando l'ago nelle bottiglie dell'"Ipercoop" di Mirandola. E infine si è spostato a nord di Mantova, colpendo nel supermercato "D" a Marmirolo.
La tecnica adoperata dal contaminatore è estremamente sottile: l'ago della siringa viene infilato sotto il tappo della bottiglia, ma, per evitare che il liquido iniettato produca immediatamente il suo effetto schiumoso, il minuscolo foro viene fatto sopra il livello dell'acqua minerale, in quei due centimetri di bottiglia vuota. "In questo modo - spiegano gli investigatori - la confezione ha un aspetto normale".
L'unico dato consolante è che la sostanza iniettata dal sabotatore non dovrebbe avere un alto tasso di pericolosità. A giorni saranno pronti gli esiti degli esami tossicologici effettuati dai periti di Medicina legale di Modena sulle bottiglie alterate. L'ipotesi è che non si tratti di ammoniaca allo stato puro, micidiale, bensì di ammonio quaternario, un prodotto chimico schiumoso, e dal vago sapore di limone, normalmente utilizzato nei detersivi.
Maria Catena Salerno
mariacatens@tiscalinet.it


(4 dicembre 2003)

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