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AP- Scienze
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Fra
i partner di Scienze ambientali anche Amia, Amap e Enel
All'Arpa i manager dell'ambiente formati dall'Università
La convenzione con l'Agenzia regionale per l'ambiente è dello
scorso anno. La laurea triennale forma figure capaci di gestire e coordinare
i diversi interventi dell'uomo sull'ambiente. Antonio Gianguzza, presidente
del corso: "I gestori degli ecosistemi sono in grado non solo di risolvere
situazioni patologiche ma anche di valutare l'impatto ambientale degli interventi
antropici"
La
convenzione con l'Arpa (Agenzia regionale per l'ambiente) firmata lo scorso
anno, rappresenta una delle iniziative attraverso cui il corso di laurea
in Scienze biologiche avvia i propri studenti verso il mondo del lavoro.
Il corso triennale di primo livello forma figure capaci di gestire e coordinare
i diversi interventi che l'uomo opera sull'ambiente. "Il nostro laureato
- spiega Antonio Gianguzza, presidente del corso di laurea - può
essere definito un manager degli ecosistemi, in grado di valutarne non
solo le condizioni patologiche ma anche la capacità di assorbire
interventi strutturali, promossi da soggetti operanti nel settore urbanistico
o turistico". A questo scopo, viene promossa una conoscenza generale
che investe tutti i settori del 'sistema-ambiente'. "Per studiare
gli ambienti, oggi inquinati dall'intromissione dell'uomo - continua il
professore - servono competenze complesse. Gli altri corsi di laurea puntano
su una formazione specialistica, volta a curare problemi specifici; noi
lavoriamo su quella di base".
La laurea in Scienze biologiche nasce nel '97, partendo da un nuovo approccio
culturale alle questioni ambientali: ad una gestione prettamente scientifica
va affiancata l'azione di tipo manageriale. La tutela e la modifica degli
ecosistemi richiamano l'intervento di chimici, biologi, ingegneri che
operano sui problemi secondo compartimenti stagni. Il laureato in Scienze
biologiche ha, invece, uno sguardo d'insieme che tiene particolarmente
in considerazione la salvaguardia degli equilibri naturali. "Una
delle materie che gli studenti affrontano al terzo anno - sottolinea Gianguzza
- è proprio 'Valutazione d'impatto ambientale', a conferma della
nostra attenzione agli aspetti patologici che possono derivare dall'intervento
antropico sull'ambiente". Parlando di stati patologici dell'ambiente,
attenzione a considerare lo studente che esce da questo corso di laurea
come un medico della natura. "Più che l'intervento a seguito
della nascita dei problemi - dice il presidente - la collocazione ideale
del laureato in Scienze biologiche è quella preventiva. Oggi, però,
questo aspetto non è ancora chiaro alle istituzioni e alle amministrazioni
che gestiscono la risorsa ambientale e spesso si consulta l'esperto a
danno avvenuto".
"I 'manager dell'ambiente' dovrebbero figurare in tutti gli staff
tecnici di enti pubblici e privati, che programmano interventi sugli ecosistemi".
Tuttavia, si tratta di figure non ancora tutelate da uno specifico ordine
professionale. "Da questo punto di vista - precisa Gianguzza - siamo
in attesa della revisione nazionale degli ordini. Provvisoriamente, i
nostri laureati possono iscriversi all'ordine dei geologi".
I progetti per mettere a contatto studenti e mondo del lavoro, comunque,
sono stati già avviati. Oltre alla collaborazione con L'Arpa, il
corso di laurea ha stipulato convenzioni con Amap, Amia, Lega ambiente
e Protezione civile, dove al terzo anno gli studenti svolgono l'attività
di tirocinio. Inoltre, Scienze biologiche figura fra i cinque corsi che
sono stati inseriti nel progetto 'Campus one', promosso dall'Università
per intensificare il dialogo fra mondo accademico e impresa, pubblica
e privata. "Il comitato d'indirizzo, formato da i nostri docenti
e dai rappresentanti degli enti coinvolti (Arpa, Amap, Amia, assessorato
Turismo e ambiente della Provincia, Wwf, Enel), si è già
riunito un paio di volte fissando i punti essenziali per orientare l'attività
didattica e il tirocinio", ricorda il presidente.
Il programma di formazione del corso in Scienze biologiche, dunque, è
avviato. Inoltre, ci sono già i primi laureati ( questo mese si
aggiungeranno altri 20 ragazzi) e da due anni sono attivi i corsi per
la laurea specialistica in Analisi e gestione ambientale, Ecosistemi terrestri
ed Ecosistemi marini. "Il progetto - conclude Gianguzza - è
di far confluire verso una specializzazione unica i laureati nella classe
ventisette, che comprende Scienze ambientali, Scienze naturali e Stat
(Scienze e tecnologie per l'ambiente e il turismo), per dare una formazione
uniforme ai gestori dell'ambiente".
Fabio Giacalone
(2
dicembre 2003)
rev nu
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al n. 10 del 1/6/2001
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