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Esteri
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031202damo
Terrorismo islamico, undici indagati a La Spezia
Tra le
persone sotto inchiesta ci sono anche gli imam di Albiano Magra e di una
cittadina toscana. Già eseguite 11 perquisizioni da parte della Digos.
Si sospetta possa essere una cellula islamica con collegamenti costanti
con Pakistan e Afghanistan
Continuano le indagini sul terrorismo islamico
in Italia e in Europa. L'ultima ha come palcoscenico la città di
La Spezia, dove la Digos ha da tempo avviato ricerche e intercettazioni
per scoprire gli appartenenti a una cellula islamica vicina ad Al Qaeda.
Tra gli indagati, in tutto 11, anche gli imam di Albiano Magra e di una
città toscana, che sarebbero in contatto con i combattenti islamici.
È stata monitorata in particolare l'attività della moschea
di Albiano Magra, con non poche sorprese. La moschea, che nel 1998 era
nata come riferimento della Tablig Edaiua, una missione religiosa di diffusione
dell'Islam nata dopo la seconda guerra mondiale, ha attirato l'attenzione
della Digos per i toni accesi delle prediche, che propagandavano inviti
alla mobilitazione, in linea con il concetto di guerra santa.
Per il momento le undici persone risultano solo indagate, ma sono attesi
sviluppi. In particolare sono in corso indagini sui movimenti di persone
che arrivavano in Italia, nello Spezzino, e poi ripartivano per Pakistan
e Afganistan. La Digos è interessata alla natura di questi tragitti
e delle permanenze, che potrebbero ricondursi a periodi di formazione,
legati al fenomeno del terrorismo internazionale.
Sempre nell'ambito dell'inchiesta sono state effettuate 11 perquisizioni,
nel corso delle quali sono stati rinvenuti fra l'altro documenti in arabo
e pubblicazioni di natura integralista. Per quattro degli indagati l'
ipotesi di reato è quella di associazione con finalità di
terrorismo anche internazionale: sono l'imam della moschea di Albiano
Magra, due suoi collaboratori e l'imam di una moschea di una città
toscana della quale non è stato per ora reso noto il nome. Altre
sette persone (cinque marocchini e due imprenditori italiani) sono indagate
per violazione sulle normative di regolarizzazione dei clandestini. Avrebbero
fatto dichiarazioni non rispondenti al vero per sistemare persone non
in regola. Tutti gli indagati hanno età compresa fra 22 e 45 anni.
Daniela Mogavero
(2
dicembre 2003)
rev
damo / sage
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