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I grandi temi - inchieste

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A Palermo campagna sconti del 10% sui beni di prima necessità

Martedì comune, i consumatori: "Si risparmia davvero"
Abbiamo intervistato i palermitani all'uscita dei supermercati. E' emerso che l'iniziativa del Comune contro il caro-euro sta registrando successo fra i cittadini. I prodotti sui quali viene applicato lo sconto, infatti, spariscono dagli scaffali prima della fine della giornata. Alla richiesta delle associazioni dei consumatori di estendere il paniere dei beni scontati, l'assessore alle Attività produttive Eugenio Randi risponde: "Stiamo lavorando in questa direzione"

Si chiama Martedì comune, ma i consumatori lo hanno ribattezzato il martedì del risparmio: è il giorno in cui la spesa costa il dieci per cento meno. Si tratta dell'ormai nota iniziativa che il Comune di Palermo insieme alla Confcommercio e alle associazioni dei consumatori sta portando avanti contro il caro-euro.
Sono 120 gli esercizi commerciali che hanno aderito: ciascuno applica uno sconto del dieci per cento su un paniere di prodotti, considerati di prima necessità: pasta, latte, olio, frutta, verdura, ma anche saponi, shampoo e alcuni detersivi. Ogni supermercato espone una lista nella quale sono indicate le merci sulle quali è applicato lo sconto, che cambiano di settimana in settimana. I prodotti in questione sono inoltre contrassegnati da un cartellino sul quale sono indicati sia il prezzo corrente di vendita che quello scontato dal Comune.
Ma gli acquirenti del martedì hanno notato davvero una variazione nei prezzi tanto significativa da incidere sui loro portafogli? Da una serie di interviste condotte all'uscita di alcuni supermercati aderenti all'iniziativa è emerso che il martedì è effettivamente diventato per molte famiglie palermitane "il giorno della spesa".
"Il dieci per cento in meno su un prodotto non è uno sconto elevatissimo - dice la signora Maria Ingroia - ma sulla spesa per una famiglia media formata da quattro persone può rappresentare un aiuto". "Siamo tornati a spendere quando spendevamo con la lira - le fa eco il marito - era ora che le istituzioni ponessero un freno al caro-vita".
La convinzione che sia stato l'avvento della moneta unica il responsabile dei rincari è diffusa non solo fra i consumatori, ma anche fra i commercianti. Salvatore Riccobono, titolare di una bancarella di frutta e verdura al mercato storico del Capo ci dice che "da quando c'è l'euro si sono registrati cali nelle vendite di almeno il venti per cento". E ora con il martedì comune? "Il martedì viene più gente - conferma Riccobono - ma in compenso il lunedì non viene quasi nessuno".
Stessa situazione nei supermercati. La folla del martedì pare compensare la flessione di vendite che si registra il lunedì.
Ma le merci su cui è applicato lo sconto sono sufficienti a soddisfare le richieste dell'utenza? "Due martedì fa sono andata a fare la spesa nel pomeriggio - dice la signora Lucia Angileri, impegnata a riempire il carrello - non ho trovato quasi nulla con gli sconti del Comune". "E' probabile", conferma Angelo Prizzi, impiegato presso una delle filiali Coop. "La merce ci arriva in abbondanza, ma ormai la gente si fionda quasi esclusivamente negli scaffali con gli sconti che così si esaurisce rapidamente".
A parte questi inconvenienti, la maggior parte degli intervistati si è detta soddisfatta dell'iniziativa promossa dall'assessorato alle Attività produttive. Ma le associazioni dei consumatori Adiconsum, Adoc e Federconsumatori chiedono coralmente che gli sconti siano estesi a una gamma più vasta di prodotti. "Per esempio sul pesce non è stato applicato nessuno sconto - dicono le associazioni - il prezzo è alto e non tutti possono permetterselo".
"Non è una richiesta insensata - risponde l'assessore alle Attività produttive Eugenio Randi - e per questo stiamo lavorando in questa direzione".
Maria Catena Salerno
rev madi / sage

(28 novembre 2003)

 

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