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Rassegna stampa
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La rassegna stampa
di lunedì 24 novembre 2003
Tra le notizie più in
evidenza nei quotidiani nazionali, il nuovo attentato in Iraq contro soldati
Usa e le dimissioni di Shevarnadze, oltre alle proteste di Scanzano contro
i rifiuti nucleari. I giornali locali danno ampio spazio al calcio e agli
sbarchi di immigrati
La Repubblica apre nel taglio centrale
con il nuovo attentato a militari americani: "Iraq, sgozzati
due soldati Usa". Sotto, il fondo di Vittorio Zucconi: "La lunga
discesa verso l'orrore". La stessa notizia viene data più
defilata dal Corriere della sera, nel taglio medio a destra. Sempre
sul tema del terrorismo compare nel box l'articolo: "Computer e 12
uomini - Così nasce un attentato".
Nel taglio alto, invece, il giornale di piazza Indipendenza dà
ampio spazio alla giustizia con un'intervista a Ilda Boccassini. Sull'argomento,
i commenti di Giorgio Bocca e Curzio Maltese.
Nel taglio centrale, una grande foto documenta le dimissioni di Shevarnadze
in Georgia, mentre a sinistra si parla di Israele, con Sharon che accusa
l'Ue di scarsa attenzione all'antisemitismo".
L'apertura del Corriere è invece dedicata al patto di
stabilità europeo: "Più tempo a Parigi e Berlino".
Nei box in taglio altro, notizie di politica estera e un fondo di Franco
Venturini sugli incontri del Dalai Lama a Roma. Di spalla una foto sulle
proteste in Basilicata contro le scorie nucleari, notizia che la
Repubblica dà in un picclo box in basso.
Nel taglio medio del Corriere, al centro, una vignetta di Giannelli
e un commento di Grasso su Sabina Guzzanti che ha portato in piazza
il suo spettacolo, "Raiot". Sulla Repubblica, in basso
a destra: "E Sabina porta Raiot in piazza".
Entrambi i giornali dedicano poi un piccolo spazio alla giornata di campionato.
Infine, il Corriere dedica un articolo (in taglio medio, a destra)
alla scomparsa del giornalista Vaiano: "Dino, il nostro ricordo",
mentre nel taglio basso compaiono un pezzo sulle denunce di Legambiente
("Meglio fermi in auto che sul bus") e la rubbrica di Francesco
Alberoni "Pubblico & privato", dal titolo: "Nel fiume
della storia, ai fanatici seguon i moderati".
I quotidiani locali danno ampio spazio al calcio. La prima pagina del
Giornale di Sicilia è occupata abbondantemente dalla notizia
del Palermo primo in classifica e dalla giornata di Serie A,
con commenti di Brandaleone e Cucci. Anche la Sicilia pone in evidenza
l'argomento, dando però maggiore risalto al risultato del Catania
e delle altre squadre siciliane, oltre che alla partita-rissa di ieri,
Lazio-Perugia.
Il giornale di Catania dedica l'apertura allo sciopero dei benzinai:
"Sicilia, corsa al pieno". La stessa notizia viene data dal
Gds in taglio basso: "Benzinai, da domani sciopero in Sicilia".
Da entrambi i giornali viene dedicato spazio alle vicende delle proteste
di Scanzano per i rifiuti e degli sbarchi di immigrati nelle isole
siciliane, ma la Sicilia li tratta maggiormente in prima pagina
con due fotografie.
Il Giornale di Sicilia, a sinistra nel taglio alto dà due
notizie di cronaca estera, con i soldati Usa uccisi e la visita di Fini
in Israele. Nella stessa posizione, la Sicilia tratta di terrorismo
islamico e del vertice Ecofin con due commenti di Ernesto Galli Della
Loggia ("Quei silenzi dell'Islam moderato") e Antonio Martino
("L'instabile Patto di stabilità").
Il giornale catanese dedica spazio a centro pagina alle notizie dall'Iraq,
dalla Georgia e sulla censura Rai al programma di Sabina Guzzanti, mentre
sulla destra vi sono due interviste al rettore dello Iulm di Milano e
al sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti, oltre a un articolo
di Roberto Cafiso ("La baby privacy").
Le ultime dall'Ansa
EMI: RINUNCIA AD ACQUISTO WARNER MUSIC
Emi rinuncia all'acquisto di Warner Music e lascia il campo libero alla
cordata rivale guidata da Edgar Bronfman. "Abbiamo capito - ha affermato
in una nota il presidente Eric Nicoli - che non è più possibile
raggiungere un accordo dai termini accettabili per entrambe le parti e
nell'interesse degli azionisti dell'Emi". Adesso Time Warner, secondo
fonti vicine all'operazione, potrebbe raggiungere già in giornata
l'accordo con il gruppo di investitori guidato dall'ex numero uno della
casa di liquori Seagram, che per Warner Music e Warner Chappell ha offerti
2,6 miliardi di dollari. Emi aveva offerto 1 miliardo di dollari in contanti
e una quota del 25% della nuova società nata dalla fusione tra
Emi e Warner.
RUSSIA: INCENDIO A MOSCA, SALE BILANCIO VITTIME
Il bilancio provvisorio delle vittime dell' incendio avvenuto nella notte
in un dormitorio per studenti universitari a Mosca è di 28 morti
e di almeno 78 feriti, alcuni dei quali in gravissime condizioni. Lo ha
reso noto il Ministero russo per le situazioni di emergenza.
Le vittime, a quanto pare, sono tutte studenti di età compresa
tra i 17 ed i 30 anni. I vigili del fuoco hanno portato soccorso ad un
centinaio di altri studenti, entre almeno altri 50 sono feriti più
o meno gravemente e sono stati portati in un vicino ospedale. Il residence
fa parte del complesso universitario dell' Amicizia tra i popoli che fino
a qualche tempo fa si chiamava "Patrice Lumumba". Era stato
aperto durante l'epoca sovietica per formare gli studenti del terzo mondo
che poi avrebbero portato l'ideologia sovietica e comunista nei rispettivi
Paesi d'origine. Da allora l'Università è frequentata generalmente
da giovani provenienti da Paesi in via di sviluppo. Sulle cause dell'
incendio è stata aperta un'inchiesta. Non si esclude che le fiamme
possano essere divampate in seguito ad un evento doloso.
FINI-ISRAELE: NUOVA CONDANNA SU LEGGI RAZZIALI
C'è un dovere della memoria, dice Gianfranco Fini lasciando lo
Yad Vashem e "un dovere di denunciare le pagine vergognose che ci
sono nella storia del nostro passato. Si deve capire la ragione per la
quale l'ignavia, l'indifferenza, la complicità fecero sì
che tantissimi italiani nel 1938 nulla facessero per reagire alle infami
leggi razziali volute dal fascismo". Il leader di An chiede dunque
di ricordare "non tanto per chiudere i conti col passato, ma per
preparare il nostro futuro".
"Di fronte all'orrore della Shoa simbolo perenne dell'abisso di ferocia
in cui puÚ cadere l'uomo quando disprezza Dio, si avverte fortissimo
il dovere di tramandare la memoria e fare tutto ciÚ che è
possibile per evitare che in futuro sia riservato anche a un solo essere
umano ciò che il nazismo riservò all'intero popolo ebraico".
E' la frase che Gianfranco Fini sceglie di scrivere sul registro delle
firme, al termine della visita al museo dell'Olocausto di Gerusalemme".
Daniele Sabatucci
(24 novembre 2003)
rev andi
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1/6/2001
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