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Dipartimento di Scienze farmacologiche
Ricerca in primo piano per imparare a 'guarire'

La struttura, attiva da tre anni, unifica i corsi di laurea delle facoltà di Medicina e chirurgia e di Farmacia. L'obiettivo del dipartimento è trattare i farmaci integrando competenze cliniche con la terapia applicata ai singoli individui. Tra le ricerche si è distinta quella orientata a individuare gli effetti di una sostanza estratta
da una pianta nei confronti di cellule tumorali

Studiare i farmaci coniugando gli aspetti clinici applicati all’uomo con i meccanismi di azione delle molecole in vista di una futura guarigione dei pazienti. Questo il progetto del dipartimento di Scienze farmacologiche rivolto da un lato all’approfondimento di competenze tecnico-scientifiche e dall’altro allo sviluppo della ricerca clinica finalizzata alla terapia.
I settori in cui vengono realizzate queste tipologie di intervento riguardano l’ambito della neuropsicofarmacologia, della chemioterapia, della farmacologia cardiovascolare, della tossicologia e della farmacognosia, cioè la disciplina che studia i meccanismi neurobiologici delle vie cerebrali.
“I temi di ricerca e di approfondimento scientifico - spiega il professor Gaspare Cannizzaro, ordinario di Farmacologia e direttore del Dipartimento - si sono sviluppati in varie direzioni, tutte orientate al miglioramento della qualità della vita umana, potenziando l'interscambio scientifico con istituzioni italiane e straniere finalizzato a una migliore e più attuale conoscenza dei fenomeni che riguardano l’utilizzazione dei farmaci”.
Il Dipartimento è stato istituito nel giugno 1999 e comprende gli ex istituti di Farmacologia della facoltà di Medicina e chirurgia e di Farmacognosia della facoltà di Farmacia.
L'attività didattica comprende l'insegnamento della farmacologia e discipline affini per i diversi corsi di laurea e le numerose scuole di specializzazione della facoltà di Medicina e chirurgia nell’ambito della farmacologia applicata, della tossicologia, dell’anestesia e rianimazione neuropsicofarmacologica in campo psichiatrico e della chemioterapia antiblastica in campo oncologico. Per i corsi di laurea della facoltà di Farmacia le aree di riferimento sono la farmacologia e la farmacoterapia. La didattica comprende anche discipline dei corsi di laurea in Scienze biologiche ed in Biotecnologie della facoltà di Scienze e un corso integrato in Fisiopatologia della facoltà di Scienze motorie. Le attività comprendono anche i programmi di tutoraggio per gli studenti, nonché la guida alla preparazione di tesi di laurea, di specializzazione e di dottorato.
“L’unificazione in una struttura dipartimentale - aggiunge Cannizzaro - ha realizzato un notevole miglioramento dell’attività didattica mediante il coordinamento degli insegnamenti del settore disciplinare in farmacologia e ha consentito di utilizzare risorse e apparecchiature per sviluppare nuove linee di ricerca”.
All’interno del Dipartimento, suddiviso in due plessi (uno al Policlinico, l’altro in via Forlanini), sono presenti due biblioteche e quattro aule per lo svolgimento di lezioni, seminari e convegni. L’attività di ricerca viene applicata, invece, in sette laboratori utilizzati per lo studio e l’approfondimento delle tecniche farmacologiche. In particolare, per quanto riguarda la neuropsicofarmacologia, le ricerche in corso stanno individuando i meccanismi molecolari alla base dei farmaci antitumorali, attraverso un’indagine particolare sui dosaggi e sulle caratteristiche biologiche dei singoli tumori al fine di scegliere il trattamento più adeguato per ogni paziente. Recentemente, si è valutata, inoltre, l’attività farmacologica di estratti di sostanze di origine naturale con particolare attenzione ad una pianta molto rara delle Madonie, il Peucedanum nebrodense, mai studiato in precedenza. La ricerca, sperimentata sull’uomo, ha dimostrato che l’estratto possiede una buona attività citotossica, in quanto produce effetti distruttivi nei confronti di alcune cellule tumorali come quelle leucemiche.
Ulteriore approfondimento scientifico è in corso nell'ambito della chemioterapia, per quanto riguarda lo studio dei meccanismi di resistenza ai farmaci tumorali e l’influenza di stress psico-fisico acuto sul sistema endocrino ed immunitario.
Al riguardo, di particolare rilievo è stato lo svolgimento di una tavola rotonda tenutasi a New Orleans sul tema dello stress neonatale e degli effetti di un trattamento farmacologico osservabile anche a distanza dalla nascita. “Gli obiettivi che il dipartimento si era prefisso - conclude Cannizzaro - sono stati ampiamente raggiunti come dimostrano le produzioni scientifiche nei vari settori pubblicate su riviste anche straniere ad alto fattore di impatto e l’assegnazione su decreto ministeriale di due dottorati di ricerca, in Farmacologia e in Tossicologia socioambientale”.
Antonio La Rosa

(9 dicembre 2003)

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