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031121nomi
Scanzano, il governo frena sulle scorie nucleari
In una nota da Palazzo Chigi la decisione di rimandare il trasferimento
dei rifiuti in Basilicata. Intanto, sarà nominato un commissario
che avrà il compito di verificare con gli enti locali la validità
della scelta definitiva di Scanzano e, nel frattempo, valutare valide
alternative
Le scorie radioattive
per ora restano dove sono, e cioè sparse in 150 depositi, più
o meno grandi, disseminati in tutto il territorio italiano. La decisione
di trasferirli nella miniera di Scanzano, in Basilicata, è stata
rimandata di almeno sei anni dal governo e comunque a data da destinarsi.
Ora non è più così scontato che la scelta di Scanzano
sia quella definitiva, dato che sarà subordinata al vaglio di soluzioni
alternative.
Con una nota di Palazzo Chigi, il governo si è dichiarato "disponibile
a modificare il decreto durante la discussione parlamentare, con la messa
in sicurezza dei depositi a maggior rischio, dove attualmente si trovano
le scorie in tutto il territorio nazionale", prevedendo la nomina
di un commissario straordinario con il compito di "verificare, assieme
alla comunità scientifica, agli enti locali e alle regioni la validità
della scelta di Scanzano Jonico quale sito di stoccaggio definitivo, o
di altro sito nel caso le regioni indicassero sul territorio nazionale
un luogo con caratteristiche migliori".
Le scorie quindi, non saranno più trasferite in Basilicata, nei
bunker corazzati di superficie previsti in attesa della costruzione del
rifugio sotterraneo, ma aspettando una decisione definitiva si provvederà
alla "messa in sicurezza" dei numerosi depositi attuali, soprattutto
quelli più a rischio, con la costruzione di strutture per lo stoccaggio
provvisorio. "Oggi in Italia i depositi di scorie nucleari sono molte
decine e, alcuni di questi, si trovano in condizioni di sicurezza precarie
- ha commentato ieri Giancarlo Bolognini, amministratore delegato della
Sogin, la società a cui è stata affidata la responsabilità
degli ex impianti nucleari e la realizzazione del futuro sito unificato
-. Questi siti sono vulnerabili non solo riguardo allimpatto ambientale,
ma soprattutto alle minacce di terroristi".
Noemi Brugarino
(21 novembre 2003)
rev damo/cave
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al n. 10 del 1/6/2001
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