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Terrorismo, espulsi dall'Italia altri sette "indesiderabili"
Dopo il provvedimento contro l'imam di Carmagnola, Abdou Kadel Mamour, altre sette persone, di nazionalità magrebina, sono state allontanate dal nostro Paese perché sospettate di far parte di cellule terroristiche in quiescenza. Polemiche dalla comunità marocchina di Torino. Il Viminale: "espulsi per gravi motivi concernenti la sicurezza dello Stato e l'ordine pubblico"

Dopo l'espulsione dell'imam di Carmagnola, Abdou Kadel Mamour, (nella foto a sinistra) altre sette persone, indicate come "indesiderabili", sono state mandate via dal nostro Paese perché sospettate di avere legami con strutture terroristiche, già oggetto di recenti inchieste giudiziarie.
La decisione è del ministero dell'Interno, su segnalazione della questura di Torino. Il decreto esecutivo ha portato anche a 25 perquisizioni nelle abitazioni degli espulsi e di altrettanti sospetti.
Il provvedimento è simile a quello adottato nei confronti di Abdou Kadel Mamour, già arrivato insieme alla moglie in Senegal, loro paese d'origine, anche se il questore di Torino, Rodolfo Poli, ha precisato che le indagini sull'imam e quelle sugli altri espulsi seguono "due filoni indipendenti". Poli ha inoltre spiegato che il provvedimento di espulsione nei confronti di Mamour è scattato per "le pubbliche dichiarazioni da lui rilasciate e per il materiale sequestrato in casa sua dopo la perquisizione della scorsa settimana".
Intanto si scatena un piccolo "giallo" sulla vera nazionalità dell'imam: l'ambasciata del Senegal in una nota precisa infatti che Mamour non è senegalese, in quanto risulta "sconosciuto nello schedario delle immatricolazioni relativo ai cittadini senegalesi stabilitisi in Italia". Eppure risulta avere un regolare passaporto.
Le sette persone
espulse sono tutte di origine magrebina. Per loro la Procura di Torino aveva già chiesto, nei mesi scorsi, misure cautelari in carcere, che però erano state respinte dal gip. Secondo gli investigatori torinesi, il gruppo farebbe parte di una cellula terroristica "in sonno". La richiesta di procedere agli arresti nei loro confronti era stata negata per la presunta mancanza di sufficienti prove. Cinque erano accusati di associazione sovversiva, due di reati collegati.
Contestazioni e polemiche sul provvedimento di espulsione arrivano dalla comunità marocchina di Torino. "Se qualcuno che ha violato la legge, è giusto che paghi - ha dichiarato il presidente Moustafa Kobba - ma è la magistratura che deve stabilirlo". E si dice d'accordo con l'imam di Porta Palazzo, Bouchta, nel definire "ingiusto" il decreto.
I sette provvedimenti di espulsione adottati da Pisanu sono stati decisi "per gravi motivi concernenti la sicurezza dello Stato e l'ordine pubblico". Alcuni dei sette maghrebini, spiega il Viminale, hanno "partecipato ad attività addestrative in campi paramilitari di mujaheddin e due sono stati in rapporti con miliziani fatti prigionieri in Afghanistan dall'esercito statunitense".
Pierangela Maniscalchi

(19 novembre 2003)

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