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Primo piano - Interni
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031119pima
Terrorismo, espulsi dall'Italia altri sette
"indesiderabili"
Dopo il provvedimento contro l'imam di Carmagnola, Abdou Kadel Mamour,
altre sette persone, di nazionalità magrebina, sono state allontanate
dal nostro Paese perché sospettate di far parte di cellule terroristiche
in quiescenza. Polemiche dalla comunità marocchina di Torino. Il
Viminale: "espulsi per gravi motivi concernenti la sicurezza dello
Stato e l'ordine pubblico"
Dopo
l'espulsione dell'imam di Carmagnola, Abdou Kadel Mamour, (nella
foto a sinistra) altre sette persone, indicate come "indesiderabili",
sono state mandate via dal nostro Paese perché sospettate di avere
legami con strutture terroristiche, già oggetto di recenti inchieste
giudiziarie.
La decisione è del ministero dell'Interno, su segnalazione della
questura di Torino. Il decreto esecutivo ha portato anche a 25 perquisizioni
nelle abitazioni degli espulsi e di altrettanti sospetti.
Il provvedimento è simile a quello adottato nei confronti di Abdou
Kadel Mamour, già arrivato insieme alla moglie in Senegal, loro
paese d'origine, anche se il questore di Torino, Rodolfo Poli, ha precisato
che le indagini sull'imam e quelle sugli altri espulsi seguono "due
filoni indipendenti". Poli ha inoltre spiegato che il provvedimento
di espulsione nei confronti di Mamour è scattato per "le pubbliche
dichiarazioni da lui rilasciate e per il materiale sequestrato in casa
sua dopo la perquisizione della scorsa settimana".
Intanto si scatena un piccolo "giallo" sulla vera nazionalità
dell'imam: l'ambasciata del Senegal in una nota precisa infatti che Mamour
non è senegalese, in quanto risulta "sconosciuto nello schedario
delle immatricolazioni relativo ai cittadini senegalesi stabilitisi in
Italia". Eppure risulta avere un regolare passaporto.
Le sette persone espulse sono tutte
di origine magrebina. Per loro la Procura di Torino aveva già chiesto,
nei mesi scorsi, misure cautelari in carcere, che però erano state
respinte dal gip. Secondo gli investigatori torinesi, il gruppo farebbe
parte di una cellula terroristica "in sonno". La richiesta di
procedere agli arresti nei loro confronti era stata negata per la presunta
mancanza di sufficienti prove. Cinque erano accusati di associazione sovversiva,
due di reati collegati.
Contestazioni e polemiche sul provvedimento di espulsione arrivano dalla
comunità marocchina di Torino. "Se qualcuno che ha violato
la legge, è giusto che paghi - ha dichiarato il presidente Moustafa
Kobba - ma è la magistratura che deve stabilirlo". E si dice
d'accordo con l'imam di Porta Palazzo, Bouchta, nel definire "ingiusto"
il decreto.
I sette provvedimenti di espulsione
adottati da Pisanu sono stati decisi "per gravi motivi concernenti
la sicurezza dello Stato e l'ordine pubblico". Alcuni dei sette maghrebini,
spiega il Viminale, hanno "partecipato ad attività addestrative
in campi paramilitari di mujaheddin e due sono stati in rapporti con miliziani
fatti prigionieri in Afghanistan dall'esercito statunitense".
Pierangela
Maniscalchi
(19 novembre 2003)
rev
damo/andi/cave
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