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facoltà di Scienze politiche

031117rova
Chimici e mercato del lavoro
Un legame all’insegna della fedeltà

Laboratori, stage esterni in aziende private o pubbliche: sono queste le armi su cui il corso di laurea in Chimica dell’Università di Palermo conta per garantire ai suoi laureati una preparazione di qualità. Del resto i dati parlano chiaro: i neochimici non rimangono a lungo disoccupati, entro un anno trovano lavoro


Se avete fretta di mettere in pratica nel mondo del lavoro le competenze acquisite durante i lunghi studi universitari, Chimica è il corso di laurea che fa per voi. Nel giro di un anno gran parte dei neodottori, secondo quanto ci conferma il presidente Renato Noto, trova un posto di lavoro nel campo specifico delle discipline studiate.
Sono numeri in contrasto con i dati forniti recentemente dall’Istat che parlano di un 30 per cento di laureati che riescono a trovare un’occupazione che abbia un qualche legame con il titolo di studio acquisito. “Nei momenti di espansione - ammette il professore Noto - il mercato assume chimici a prescindere dall’aggettivo”.
Alla luce della nuova riforma universitaria il Corso ha cercato di strutturarsi in maniera tale da mantenersi al passo con le esigenze del mercato del lavoro . Quest’anno, infatti, è prevista l’attivazione del biennio specialistico. “Fino a questo momento - ha detto il professore Noto - gli indirizzi del vecchio ordinamento erano quelli classici di Chimica inorganica, organica e fisica. Il tentativo è quello di attivare indirizzi trasversali non più per area tematica. Per esempio, sintesi e reattività, materiali”.
A conferma della volontà di coniugare teoria e pratica diverse sono le attività di laboratorio, favorite, inoltre, dal ridotto numero di iscritti, circa una cinquantina quest’anno. Il primo anno sono previsti tre corsi di laboratorio, Chimica generale, Chimica organica e informatica; il secondo anno: Chimica fisica, Chimica inorganica II, Chimica organica II, Chimica analitica, Calcolo analitico e Chimica fisica II. Per il terzo anno è previsto il solo laboratorio di Chimica fisica III.
L’obiettivo del Corso, è inoltre, quello di fornire competenze adeguate in relazione al metodo scientifico di indagine applicabile anche in ambito industriale. Per questo alla fine del terzo anno sono state organizzate attività di tirocinio in aziende private che esercitano la propria attivtà nei settori dell’ambiente e dell’energia e scambi di studenti con l’estero. “Attualmente - dice il docente - abbiamo stipulato accordi con l’Amia, l’Amap e il Cnr”.
Teorie e pratica, dunque, ma anche esperienze all’estero. Grazie alla partecipazione del Corso ai programmi di scambio di studenti fra atenei europei, numerosi iscritti hanno potuto frequentare università olandesi, britanniche e spagnole. Non è mancato, inoltre, chi in base all’esperienza maturata all’estero ha preferito spendere il proprio titolo di studio in uno dei Paesi della Comunità europea. “Dei nostri laureati hanno anche deciso - ha detto Noto - di rimanere a lavorare all’estero, in particolare in Inghilterra e Svizzera”.
Inoltre il Corso ha da qualche anno promosso e realizzato delle vere e proprie dimostrazioni scientifiche dirette ad avvicinare gli studenti delle scuole superiori alla Chimica. “L’anno scorso siamo stati al Meli e al Cannizzaro con una serie di iniziative di laboratorio. Dopo una breve lezione si realizzavano piccoli esperimenti ai quali partecipavano anche i ragazzi”. L’obiettivo era di realizzare un approccio pratico alla materia più che pubblicizzare il Corso di laurea. “Per quella che è la nostra impostazione se noi avessimo un numero di studenti più alto non saremmo in grado di garantire la buona qualità dell’insegnamento che contraddistingue le nostre attività di laboratorio”.
Roberto Valguarnera

rev dieffe/cave

(18 novembre 2003)




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