Università di Palermo

Ufficio Stampa
Tel. 091.6075843
Tel./Fax 091.6114188

Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. - ateneo@unipa.it


www.ateneonline-aol.it
portale d'informazione
dell'Università degli Studi
di Palermo

 > Prima pagina <

LE SEZIONI

Attualità
> News
>
L'edicola online
>
Novità in mediateca
>
I grandi temi

Cronaca universitaria
> L'editoriale
>
L'opinione
>
Università
> e mondo del lavoro
>
Dentro l'Ateneo
>
I Dipartimenti
>
Le Facoltà
>
Il Policlinico Universitario
>
La ricerca universitaria
>
La voce degli studenti
>
L'Opera universitaria
>
Il sito www.unipa.it

Sport, viaggi
e tempo libero

> Sport | CUS
> Turismo |
CTS
> Tempo libero |
CRAL

Cultura e spettacoli
> Attività culturali
> e congressuali
> Cinema, radio, tv
>
Musei e mostre
>
Teatro
>
Musica
> Fumetti e animazione

Rubriche
> Secolo postmoderno
>
Media e dintorni

 

Esteri

031117mari
Al Qaida rivendica le bombe di Nassiriya e Istanbul
E-mail a un giornale inglese di lingua araba:"I nostri attacchi saranno dolorosi e ciò che abbiamo fatto contro gli italiani in Iraq ne è un esempio". I carabinieri hanno fermato 4 sospetti. Bush: "Nessuno ama la guerra, era inevitabile". Anche Tokyo nel mirino dei terroristi

Al Qaida ha rivendicato il sanguinoso attacco suicida contro la base militare italiana a Nassiriya e gli attentati di sabato contro due sinagoghe a Istanbul e nel contempo ha minacciato di colpire Tokyo. Lo ha fatto attraverso una e-mail inviata a un giornale saudita, un settimanale pubblicato a Londra, Al Majallah. "I nostri attacchi (...) saranno dolorosi e ciò che abbiamo fatto contro gli italiani in Iraq, in particolare contro la sede del loro comando a Nassiriya, nel sud del Paese, ne è un esempio". Questo il contenuto del messaggio, attribuito ad un esponente dell'organizzazione di Osama Bin Laden, Abu Mohamed Al-Ablaj.
La rivendicazione dell'attentato-kamikaze contro il contingente italiano, contenuta in un'anticipazione dell'edizione di venerdì prossimo di Al Majallah, coincide con una svolta nell'indagine sull'attacco a Nassiriya. Secondo quanto si è appreso sul posto, infatti, gli investigatori italiani hanno fermato quattro sospetti, che sarebbero coinvolti, come esecutori o con un altro ruolo, in un imprecisato attacco terroristico a Baghdad.
Nella stessa giornata in cui il deposto presidente Saddam Hussein è tornato a scagliare anatemi contro le forze d'occupazione in Iraq, l'Italia è stata oggetto di esplicite minacce anche in un messaggio nel quale un'organizzazione affiliata ad al Qaida, le misteriose 'Brigate Abu Hafs al-Masri', ha rivendicato gli attentati contro due sinagoghe a Istanbul. 'Diciamo al criminale Bush e ai suoi lacché arabi e occidentali, specialmente Gran Bretagna, Italia, Australia e Giappone, che le auto della morte non si fermeranno a Baghdad, Riad, Istanbul, Nassiriya, Giakarta, ecc., ma che le vedrete con i vostri occhi fin nel cuore della capitale del tiranno di quest'epoca, l'America". Afferma un comunicato dell'organizzazione pervenuto al giornale arabo 'Al Quds al Arabi'. Nel rivendicare il doppio attentato in Turchia le brigate affermano di aver "inflitto un colpo mortale dopo aver sorvegliato agenti dei servizi segreti ebraici ed essersi assicurate che cinque di essi si trovavano in due sinagoghe nel centro della città di Istanbul". Nel medesimo messaggio, le 'Brigate' minacciano di compiere altri attacchi "in tutto il mondo". Lo stesso gruppo aveva rivendicato l'attentato del 19 agosto scorso alla sede Onu di Baghdad, che ha causato la morte di oltre 20 persone, compreso l'inviato speciale in Iraq Sergio Vieira de Mello - definendolo "una lezione agli Stati Uniti e al loro dipartimento di stato". In un comunicato diffuso il 25 agosto su Internet, le 'Brigate' avevano inoltre affermato: "Il prossimo inverno sarà pieno di vendette contro i nemici dell'Islam". In una giornata che potrebbe segnare una svolta nella strategia di al Qaida, di solito poco propensa a rivendicare attentati, minacce non sono mancate neanche al Giappone, un Paese alleato degli Stati Uniti che si è mostrato tuttavia assai reticente ad inviare truppe in Iraq. "Se (i giapponesi) vogliono annientare la propria potenza economica e farsi schiacciare sotto ai piedi dai combattenti di Allah, che vengano pure in Iraq. Colpiremo fino al cuore di Tokyo", scrive, sempre in un messaggio e-mail Abu Mohamed Al Ablaj. Dopo l'attentato contro la base italiana il governo giapponese ha rinunciato all'invio di una missione di ricognizione nell'Iraq meridionale, ma sabato il ministro della difesa Shigeru Ishiba ha dichiarato che il suo Paese intende partecipare alla ricostruzione dell'Iraq e invierà delle truppe appena possibile.
Intanto il presidente americano George W.Bush risponde ai pacifisti che sfileranno nelle vie della capitale britannica giovedì prossimo."Vorrei dire agli scettici che ho il dovere di garantire la sicurezza degli Stati Uniti d'America e che Saddam Hussein rappresentava un rischio per la sicurezza". In un'intervista al londinese "Sun", Bush, che oggi a Londra incontrerà i familiari delle militari britannici uccisi in Iraq, assicura che i soldati morti durante la guerra sono caduti per "la nobile causa" della "pace e della libertà". "Nessuno ama la guerra - dice Bush - Sono cosciente delle conseguenze della guerra, soprattutto quando stringo tra le mie braccia le mamme e i papà e i fratelli e le sorelle e i figli e le figlie di coloro che sono morti in combattimento. Ma sono anche cosciente delle conseguenze che comporterebbe il non fare nulla, sperare che tutto vada bene di fronte ad assassini tirannici".

Maria Catena Salerno

(17 novembre 2003)

> torna alla Prima Pagina


Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina