|
|
|
|
Esteri
|
|
|
031117mari
Al
Qaida rivendica le bombe di Nassiriya e Istanbul
E-mail
a un giornale inglese di lingua araba:"I nostri attacchi saranno
dolorosi e ciò che abbiamo fatto contro gli italiani in Iraq ne
è un esempio". I carabinieri hanno fermato 4 sospetti. Bush:
"Nessuno ama la guerra, era inevitabile". Anche Tokyo nel mirino
dei terroristi
Al Qaida ha rivendicato
il sanguinoso attacco suicida contro la base militare italiana a Nassiriya
e gli attentati di sabato contro due sinagoghe a Istanbul e nel contempo
ha minacciato di colpire Tokyo. Lo ha fatto attraverso una e-mail inviata
a un giornale saudita, un settimanale pubblicato a Londra, Al Majallah.
"I nostri attacchi (...) saranno dolorosi e ciò che abbiamo
fatto contro gli italiani in Iraq, in particolare contro la sede del loro
comando a Nassiriya, nel sud del Paese, ne è un esempio".
Questo il contenuto del messaggio, attribuito ad un esponente dell'organizzazione
di Osama Bin Laden, Abu Mohamed Al-Ablaj.
La rivendicazione dell'attentato-kamikaze contro il contingente italiano,
contenuta in un'anticipazione dell'edizione di venerdì prossimo
di Al Majallah, coincide con una svolta nell'indagine sull'attacco a Nassiriya.
Secondo quanto si è appreso sul posto, infatti, gli investigatori
italiani hanno fermato quattro sospetti, che sarebbero coinvolti, come
esecutori o con un altro ruolo, in un imprecisato attacco terroristico
a Baghdad.
Nella stessa giornata in cui il deposto presidente Saddam Hussein è
tornato a scagliare anatemi contro le forze d'occupazione in Iraq, l'Italia
è stata oggetto di esplicite minacce anche in un messaggio nel
quale un'organizzazione affiliata ad al Qaida, le misteriose 'Brigate
Abu Hafs al-Masri', ha rivendicato gli attentati contro due sinagoghe
a Istanbul. 'Diciamo al criminale Bush e ai suoi lacché arabi e
occidentali, specialmente Gran Bretagna, Italia, Australia e Giappone,
che le auto della morte non si fermeranno a Baghdad, Riad, Istanbul, Nassiriya,
Giakarta, ecc., ma che le vedrete con i vostri occhi fin nel cuore della
capitale del tiranno di quest'epoca, l'America". Afferma un comunicato
dell'organizzazione pervenuto al giornale arabo 'Al Quds al Arabi'. Nel
rivendicare il doppio attentato in Turchia le brigate affermano di aver
"inflitto un colpo mortale dopo aver sorvegliato agenti dei servizi
segreti ebraici ed essersi assicurate che cinque di essi si trovavano
in due sinagoghe nel centro della città di Istanbul". Nel
medesimo messaggio, le 'Brigate' minacciano di compiere altri attacchi
"in tutto il mondo". Lo stesso gruppo aveva rivendicato l'attentato
del 19 agosto scorso alla sede Onu di Baghdad, che ha causato la morte
di oltre 20 persone, compreso l'inviato speciale in Iraq Sergio Vieira
de Mello - definendolo "una lezione agli Stati Uniti e al loro dipartimento
di stato". In un comunicato diffuso il 25 agosto su Internet, le
'Brigate' avevano inoltre affermato: "Il prossimo inverno sarà
pieno di vendette contro i nemici dell'Islam". In una giornata che
potrebbe segnare una svolta nella strategia di al Qaida, di solito poco
propensa a rivendicare attentati, minacce non sono mancate neanche al
Giappone, un Paese alleato degli Stati Uniti che si è mostrato
tuttavia assai reticente ad inviare truppe in Iraq. "Se (i giapponesi)
vogliono annientare la propria potenza economica e farsi schiacciare sotto
ai piedi dai combattenti di Allah, che vengano pure in Iraq. Colpiremo
fino al cuore di Tokyo", scrive, sempre in un messaggio e-mail Abu
Mohamed Al Ablaj. Dopo l'attentato contro la base italiana il governo
giapponese ha rinunciato all'invio di una missione di ricognizione nell'Iraq
meridionale, ma sabato il ministro della difesa Shigeru Ishiba ha dichiarato
che il suo Paese intende partecipare alla ricostruzione dell'Iraq e invierà
delle truppe appena possibile.
Intanto il presidente americano George W.Bush risponde ai pacifisti che
sfileranno nelle vie della capitale britannica giovedì prossimo."Vorrei
dire agli scettici che ho il dovere di garantire la sicurezza degli Stati
Uniti d'America e che Saddam Hussein rappresentava un rischio per la sicurezza".
In un'intervista al londinese "Sun", Bush, che oggi a Londra
incontrerà i familiari delle militari britannici uccisi in Iraq,
assicura che i soldati morti durante la guerra sono caduti per "la
nobile causa" della "pace e della libertà". "Nessuno
ama la guerra - dice Bush - Sono cosciente delle conseguenze della guerra,
soprattutto quando stringo tra le mie braccia le mamme e i papà
e i fratelli e le sorelle e i figli e le figlie di coloro che sono morti
in combattimento. Ma sono anche cosciente delle conseguenze che comporterebbe
il non fare nulla, sperare che tutto vada bene di fronte ad assassini
tirannici".
Maria Catena Salerno
(17 novembre 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|