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La visita ufficiale del capo dello Stato negli Usa
Ciampi: "Italia in Iraq per contribuire alla ricostruzione"

Il presidente della Repubblica ieri sera ha incontrato nella sede della Banca Mondiale gli italiani che lavorano nelle istituzioni internazionali di Washington. "Un viaggio tecnicamente perfetto, ma da incubo": il primo cittadino italiano ha descritto così il suo stato d'animo immediatamente prima di partire alla volta degli Stati Uniti, non appena informato della strage a Nassirja

Un viaggio "tecnicamente perfetto", ma da incubo. Con la voce rotta dall'emozione per i fatti di Nassirija, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha usato queste parole per descrivere il suo stato d'animo immediatamente prima della partenza per la visita ufficiale negli Usa (nella foto, il Presidente con il generale Bellini a Ciampino prima della partenza per gli Stati Uniti). E ha scelto una platea a lui molto cara: quella della Banca Mondiale, dove ieri sera erano riuniti gli italiani che lavorano nelle istituzioni internazionali di Washington.
Il capo dello Stato ha raccontato così, in uno sfogo, i momenti davvero difficili che ha vissuto lasciando Roma alla volta degli Usa, viaggiando da una sponda all'altra dell'Atlantico mentre all'altro capo del mondo il bilancio dei morti italiani a Nassiriya aumentava drammaticamente, seguendo una macabra ed implacabile aritmetica.
Alla Banca mondiale Ciampi si sente davvero a casa: ci era stato la prima volta nel 1964, quando lavorava al servizio studi della Banca d'Italia, quando era governatore Guido Carli. In seguito ci è tornato regolarmente, prima nelle vesti di banchiere centrale, poi come ministro del Tesoro.
"Certo non vi nascondo che nei tanti viaggi che ho fatto su e giù per l'Atlantico l'ultimo è stato il più doloroso - racconta il presidente Ciampi -.
Un viaggio tecnicamente ottimo, ma mettetevi nel mio stato d'animo. Stavo già sull'elicottero per andare a Ciampino a prendere l'aereo, quando di corsa prima che avviassero i motori mi hanno portato un telefonino e mi hanno dato la prima notizia su questo attentato ai carabinieri italiani".
Prosegue il capo dello Stato: "Arrivato a Ciampino ho avuto notizie dal comandante dell'arma dei carabinieri Bellini, e m'ha confermato almeno sei morti. Poi il viaggio è stato scandito di mezz'ora in mezz'ora da messaggi dall'Italia che purtroppo davano il terribile aggiornamento che il numero dei morti saliva, saliva".
Sono 18 gli italiani che hanno perso la vita nell'attentato, con un altro militare italiano in stato di morte cerebrale.
"Con questo animo mi trovo qua in America - aggiunge Ciampi - per fare anche qui il mio dovere come presidente della Repubblica Italiana, per parlare con gli amici americani di questa situazione difficile, delicata, alla quale dobbiamo dare il nostro apporto per uscirne in positivo. Per costruire, per far sì che in Iraq si arrivi al più presto, applicando la risoluzione 1511 dell'Onu, ad un governo al quale poter poi trasferire effettivi poteri".
Questa mattina, infine, il presidente della Repubblica si recherà alla Casa Bianca, per un incontrare il presidente degli Stati Uniti George W. Bush.
In serata Ciampi si sposterà New York, dove incontrerà il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan.
A Washington, il presidente della Repubblica ha voluto ancora una volta rendere omaggio alle vittime della strage di Nassiriya, ricordando l'impegno dei militari italiani, da sempre incentrato sulle missioni di pace.
"Siamo andati in Iraq non per partecipare al conflitto - ha spiegato Ciampi - ma per partecipare sin dall'inizio, come vuole la tradizione italiana, alla ricostruzione del paese dopo il conflitto".
A conclusione del suo intervento alla Banca Mondiale, Ciampi ha ricordato che "l'Italia è un popolo che opera per la pace, per migliorare le condizioni per lo sviluppo nel mondo".
Pierangela Maniscalchi

(14 novembre 2003)

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