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L'aula magna di Economia dedicata a Vincenzo Li Donni
E' al preside scomparso in seguito ad una lunga malattia quasi un anno fa, che il corpo accademico ha voluto intitolare l'Aula magna della facoltà. Alla cerimonia sono intervenute le autorità accademiche, civili, religiose, i familiari e molti studenti

La grande Aula magna della facoltà di Economia è avvolta in un mesto silenzio nel giorno scelto per la sua intitolazione al preside Vincenzo Li Donni, scomparso il 22 dicembre scorso in seguito ad una lunga malattia. Sono presenti il rettore Giuseppe Silvestri insieme alle altre autorità accademiche, il preside di Economia Vincenzo Lo Iacono, numerosi colleghi, i familiari e gli studenti. Sono tutti lì per commemorare non il luminare dell'economia, internazionalmente riconosciuto, ma l'amico Enzo "da sempre aperto alla soluzione di problemi umani oltre che scentifici" come ricorda Lo Iacono.
Tocca a lui dare il via alla cerimonia, lo fa ribadendo la volontà corale e unamine del corpo accademico di intitolare l'Aula magna al preside della facoltà di Economia dal 1997 e presidente della Società degli economisti dei trasporti. Non è stato un caso, infatti, che la cerimonia sia stata ospitata in seno al convegno nazionale degli economisti dei trasporti, materia cui Li donni ha fornito straodinari contributi.
"Vincenzo Li Donni è morto solo fisicamente - afferma il preside Lo Iacono - in quanto il suo impegno, la sua dedizione, il suo rapporto paritario con gli studenti rappresentano costantemente una testimonianza viva della sua presenza in questa facoltà".
Altrettanto commosso e partecipato, l'intervento del rettore Silvestri, che definisce la morte dell'amico "una perdita irreparabile". Ha gli occhi lucidi il rettore, che in quella circostanza sembra spogliarsi della sua veste ufficiale per indossare i panni del collega privato di un affetto importante. "Tante volte mi capita di domandarmi come l'amico Li Donni mi avrebbe suggerito di affrontare un problema - dice - è stato per me un maestro di vita, un raro esempio in cui la competenza professionale si contemperava in maniera esemplare con le doti umane".
Il collega Fazio ricorda Li donni come "un economista un po' fuori dal campo. Non viveva di sola dottrina, ma di interessi vivi e di continui impulsi - afferma - lo ricorderò sempre come lo definì suo fratello Ignazio sul letto di morte: un vero professore".
Parallelamente all'attività accademica Li Donni è stato da sempre presente nel campo divulgativo come autore di articoli sull'attività economica, esperto economico per conto di autorevoli testate giornalistiche quali Rai regionale e come consulente di gruppi editoriali. Ha fatto parte dei consigli di amministrazione di società operanti nel campo dei trasporti quali Tirrenia e Gestione Aereoportuale di Palermo ed è stato anche assessore alla Provincia di Palermo. Nell'ultimo periodo della sua vita è stato membro della Commissione Paritetica per l'attuazione dello Statuto della Regione Siciliana.
La cerimonia si conclude con il ringraziamento commosso da parte della moglie Rita, che ha donato alla facoltà un busto raffigurante il marito.
"Un dono dovuto - dice - la vita di Vincenzo si è svolta quasi interamente all'interno di queste mura, dalla laurea, all'insegnamento fino alla presidenza".Si laurea nel 1966 proprio nella facoltà di Economia e assume il ruolo di assistente ordinario di Economia politica dal 1969 al 1981 e di professore incaricato di Economia dei trasporti dal 1973 al 1981, poi diviene professore associato in Politica economica e finanziaria per sei anni, dal 1981 al 1987. Dal 1981 è stato anche supplente di Economia dei trasporti presso la facoltà di Architettura di Palermo. sempre ad Economia dal 1973 al 2002 ha tenuto il corso di politica economica.
Il busto, posto su una base in travertino, disegnato e realizzato dal maestro Santo Ciconte di Roma è stato collogato all'ingresso dell'Aula magna, sul lato destro. Alla sua base, una studentessa ha deposto una corona di fiori. La platea si è poi spostata all'esterno dell'aula, dove è stata scoperta la targa che reca il nome del compianto preside.
Maria Catena Salerno

rev sian

(13 novembre 2003)

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