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I grandi temi - Inchieste

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Ricerca della Eta Meta Research

In Tv una parolaccia ogni 21 minuti
Intervistati 130 fra psicologi, pubblicitari, linguisti. Il pubblico trova più fastidiose le espressioni "hard" fatte per alzare l'audience. Più tollerabili le battute dei comici. Presenza di volgarità pericolosa nei programmi d'attualità e di costume. Rischio principale, l'assuefazione al turpiloquio di grandi e piccoli. Piero Angela il più politically correct

"Boccaccia mia statti zitta". È la frase che molti personaggi televisivi dovrebbero ripetere fra sé e sé, ogni qualvolta stanno per aprire bocca. Il più delle volte, infatti, lo fanno pronunciando una parolaccia. Per essere precisi, sul piccolo schermo se ne sente una ogni 21 minuti.
Lo dice uno studio condotto da Eta Meta Research, intervistando 130 esperti tra psicologi, pubblicitari e linguisti e monitorando i palinsesti, per individuare ogni quanti minuti viene pronunciata una parolaccia o un'espressione volgare. Un tempo gestacci e parolacce si concentravano nei programmi fuori dalla così detta fascia protetta, pertanto si poteva stare tranquilli che non arrivassero agli occhi e alle orecchie dei piccoli telespettatori. Adesso, invece, non c'è più orario che tenga alla profusione di volgarità. Un dato sotto gli occhi di chiunque si pone davanti allo schermo e che la ricerca di Eta Meta ha semplicemente confermato: le parolacce sono ormai a tutte le ore e in tutti i contenitori televisivi. Anche i programmi un tempo innocui, da questo punto di vista, e ritenuti educativi o "per famiglie", oggi subiscono la subdola invasione.
Ma cosa hanno detto sul fenomeno gli esperti intervistati? Sette su dieci (pari al 73% del totale) si ribellano al linguaggio televisivo "hard", cioè volto ad enfatizzare aspetti della sfera sessuale. Gli intervistati mettono in chiaro che tutto questo accade ''solo per alzare l'audience''. A preoccupare gli esperti sono sicuramente le parolacce (58%), ma anche i gestacci (43%), le frasi piene di doppi sensi (39%), e il ricorso a espressioni dialettali (31%) che spesso uniscono sia l'espressione volgare che l'allusione sessuale. Più clemenza per il registro espressivo proprio dei comici e della satira: solo il 13% si lamenta delle volgarità negli sketch (13%).
Alla domanda ''In che tipo di programmi ritiene essere più pericolosa la presenza di volgarità?'', gli intervistati sembrano non avere dubbi, indicando i ''programmi legati all'attualità e al costume'' (42%) che addirittura vengono prima della ''prima serata'' (27%) e delle ''trasmissioni sportive'' (24%). Solo il 18% ritiene pericolosi programmi comici e satirici. Percentuali basse anche per gli spot (16%) e i telegiornali (11%).
La condanna della volgarità non è, ovviamente, fine a sé stessa. In realtà, si cerca di mettere in guardia la gente dagli effetti negativi dell'inflazionata presenza di parolacce in Tv. Di questi effetti, il primo a preoccupare gli esperti è che parole volgari, gestacci e insulti, entrino nel linguaggio comune, smettendo di essere condannati (43%). C'è poi il rischio di un ulteriore impoverimento del linguaggio (28%), ma anche (17%) di una crescita dell'aggressività verbale e, in ultima analisi, dell'intolleranza.
Nessun dubbio sul fatto che i più colpiti da questa ondata di volgarità sono i bambini e gli adolescenti, che peraltro si ''possono sentire giustificati ad avere degli atteggiamenti irrispettosi'' o a ''rispondere in modo sgarbato''.
Insomma, se un tempo si diceva che la scuola insegnava ai bambini le parolacce, ora sembra essere la televisione ad essersi trasformata in una vera enciclopedia della volgarità.
Ma ci saranno delle figure positive, in un panorama complessivamente inquinato dal turpiloquio? Dalla ricerca emerge che i personaggi più "politically correct" in quanto a linguaggio sono Piero Angela (67%), seguito dalle altre nuove signorine buonasera della Rai (58%). Sul fronte Mediaset, gli esperti segnalano invece Maurizio Costanzo (51%), ma anche il nuovo volto di Rete 4, Tessa Gelisio (43%).
Fabio Giacalone

rev madi - andi


(12 novembre 2003)

 

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