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Cultura e spettacoli

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"Matrix Revolutions", arriva il finale della trilogia
L'ultima fatica dei fratelli Wachowski delude lo spettatore. Niente di originale e veramente rivoluzionario. Effetti speciali ripetitivi e banali, combattimenti tirati per le lunghe, sceneggiatura confusa e quasi piatta

E' sulle sale già da qualche giorno "Matrix Revolutions", capitolo conclusivo della trilogia fantascientifica dei fratelli Wachowski. La pellicola finale conferma in pieno tutto quello che il precedente "Reloaded" aveva anticipato, niente di particolarmente originale, un film piuttosto prevedibile nello sviluppo e scontato nel finale. Insomma, l'ultimo capitolo della serie di rivoluzionario ha solo il titolo. La trama riprende le fila della narrazione esattamente da dove erano state interrotte in Reloaded, con Neo apparentemente in coma dopo aver salvato Trinity, l’agente Smith, variabile impazzita all’interno di Matrix, Zion sotto assedio da parte delle macchine. Il film si sviluppa principalmente attraverso un’interminabile quanto noiosa lotta per la difesa di Zion, mentre Neo e Trinity viaggiano nella città delle macchine, per concludere il tutto con l’inevitabile confronto finale tra il presunto eletto e l’agente Smith. Dialoghi poco credibili, effetti speciali ripetitivi e banali, combattimenti tirati per le lunghe, sceneggiatura confusa e quasi piatta. In questa ultima fatica dei fratelli Wachowski insomma sono venuti meno proprio tutti quegli ingredienti fondamentali che avevano fatto del primo film, uscito nel 1999, il capostipide di un genere rivoluzionario e di successo, riuscendo ad equilibrare le scene d’azione con l’aspetto più filosofico e spirituale della trama. Il terzo capitolo delude profondamente e non coinvolge lo spettatore, ormai saturo di quegli effetti speciali scontati e meno aggressivi che trasformano il film, privo di un filo conduttore coerente, soltanto nella parodia di un videogioco sparatutto.

Nadia La Malfa
rev cave

(11 novembre 2003)




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