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Rassegna stampa
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031107pima
Rassegna stampa
di venerdì 7 novembre 2003
In
primo piano sulle prime pagine dei quotidiani l'attacco della Lega
al presidente della Camera Casini sulle riforme. Ancora poemiche sul caso
Violante scoppiato dopo l'assoluzione di Andreotti per l'omicidio Pecorelli.
I giornali locali si concentrano sulle vicende sanitarie siciliane sugli
arresti eccellenti per mafia dei giorni scorsi. Inoltre, grande rilievo
all'operazione anti-pedofilia della polizia postale regionale che ha portato
all'iscrizone di 68 persone nel registo degli indagati
Le prime pagine dei quotidiani nazionali dedicano l'apertura alla politica
interna italiana. Dopo la bocciatura della proposta di riforma del ministro
della Giustizia, il leghista Roberto Castelli, Umberto Bossi, ministro
per le Riforme, ha attaccato il presidente della Camera Pierferdinando
Casini lanciandogli un ultimatum: fiducia sulle riforme o crisi di
Governo.
Il Corriere della sera: "Bossi attacca, Ciampi difende Casini".
La Repubblica: "Bossi, riforme o salta tutto" e in più
gli approfondimenti: "Un Governo sull'orlo del baratro" e un'intervista
a Casini, "Ma si preoccupino i franchi tiratori". Anche i quotidiani
locali danno spazio all'accaduto, posizionando la notizia a sinistra del
taglio alto. Il Giornale di Sicilia:
"Bossi all'attacco, le riforme o sarà crisi". La Sicilia:
"Ultimatum di Bossi, riforme o a casa". Il commento di Bruno
Vespa: "L'orchestra che stona".
Ancora polemiche sul caso Andreotti: dopo la sua assoluzione in
Cassazione dall'accusa di essere stato il mandante dell'omicidio del giornalista
Mino Pecorelli, alcuni membri del Senato hanno attaccato il Ds Luciano
Violante per aver "perseguitato" in veste di presidente dell'Antimafia
il senatore a vita. Violante ha risposto ricostruendo in Aula la sua versione
dei fatti, giudicata da Andreotti un'excusazio non petita. Il Corriere
della sera, nel taglio alto: "Luciano Violante? Cercò
di incastrarmi". La Repubblica, nel taglio medio: "Andreotti
in Senato, Violante voleva incastrarmi". Il Giornale di Sicilia:
"Andreotti, Violante ha tentato di incastrarmi". La Sicilia,
nel taglio medio: "Andreotti, Violante cercò di incastrarmi".
Corsera e la Repubblica danno poi spazio alla politica estera:
in primo piano la visita del presidente russo Vladimir Putin in Italia.
Nel vertice di ieri a Roma fra Russia e Ue, sono emerse ancora una volta
le divergenze fra il premier italiano, attuale presidente di turno dell'Unione,
e il presidente della Commissione europea. Il quotidiano di via Solferino,
nel taglio alto: "Sulla Cecenia scontro tra Berlusconi e Prodi".
La Repubblica, nel taglio medio: "Cecenia, Berlusconi difende
Putin", con il commento "Incidente istituzionale con gli Stati
della Ue". Il Giornale di Sicilia: "La Russia vuole incrementare
i rapporti con l'Europa".
Sempre per la politica estera, nel taglio medio il Corriere della sera
mette in risalto la questione irachena: "Medio Oriente e democrazia,
manifesto di Bush".
In primo piano anche l'emergenza Brigate rosse. Il Corriere
della sera, nel fondo di Giovanni Sartori: "Quei no sbagliati
all'unità anti-Br". Il Giornale di Sicilia, nel taglio
medio: "Minacce di morte al senatore Roberto Schifani".
Trovano spazio anche le polemiche sulla Finanziaria. La Repubblica,
di spalla: "I Comuni costretti a tagliare i servizi". La
Sicilia, nel taglio medio: "Finanziaria, 1900 emendamenti. No
Udc alla polizza anti-sisma".
Il Corriere della sera completa la prima pagina mettendo di spalla
un corsivo di Michele Salvati: "Ulivo, se i partiti non rinunciano
al potere di veto". Nel taglio medio, "Il mio viaggio alle origini
della purezza" di Sebastiao Salgado. Continua il ricordo in memoria
di Indro Montanelli: "L'anno dei Mille e i pregiudizi". Nel
taglio basso, infine: "Tre manager corruttori, basta appalti pubblici
alla Siemens" e "la pagella come la patente: un brutto voto
e perdi i punti", quest'ultima notizia riferita a una iniziativa
di una scuola di Foligno. E poi, la cronaca rosa: "E Letizia la giornalista
zittì il fidanzato reale".
La Repubblica chiude la sua prima pagina con il caso: "La
memoria delle vedette partigiane" e l'inchiesta "I gioielli
minacciati dal cemento - A rischio il golfo dei Poeti a La Spezia e la
laguna di Hemingway. Le proteste degli ambientalisti".
I quotidiani locali in apertura puntano tutto sulla cronaca regionale,
in particolare sulla gestione della sanità nell'isola. Il
Giornale di Sicilia: "Dietrofront alla Regione, gli ospedali
non si vendono". La Repubblica Palermo, nella spalla: "La
Regione non vende più gli ospedali", con il commento ndi Mario
Centorrino, "Sanità, l'esercito dei cinquantamila".
Ancora spazio alla vicenda degli arresti eccellenti per mafia.
Il Giornale di Sicilia, nel taglio medio: "Cuffaro, si, conosco
Aiello. E con ciò?". La Sicilia, in apertura: "Cuffaro,
trame contro di me", con un commento "Le talpe dei palazzi".
La Repubblica Palermo, in apertura: "Aiello racconta, io e
la mafia". Gli approfondimenti: "Cuffaro assediato dagli amici"
e "Nella clinica altramoderna aleggia io fantasma di Binnu".
Ampio spazio anche alla maxi-operazione anti-pedofilia della Polizia
postale siciliana che ha portato all'individuazione di 68 persone
"insospettabili". Il Giornale di Sicilia, nel taglio
medio: "Maxi-inchiesta sulla pedofilia, 68 indagati". La
Sicilia, nel taglio basso: "Sito-civetta, in trappola pedofili
di tutta Europa".
Infine, spazio alla vicenda di Fatima, la somala ventiduenne arrivata
a Lampedusa nelle scorse settimane e ricoverata a Palermo in gravi condizioni.
Il Giornale di Sicilia, nel taglio basso: "Sbarcò moribonda,
ora è uscita dal coma". La Sicilia, nel taglio basso:
"Quale futuro per la resuscitata Fatima?".
La Sicilia chiude la prima pagina con la notizia del sequestro della Procura
di Gela al Petrolchimico, dal titolo "Il serbatoio dei veleni".
Infine, la cultura ("Beni culturali, Al via feste per i 25 anni")
e la cronaca ("Piazza Armerina, sventato colpo nel Duomo").
L'edizione palermitana apre con una a notizia sull'Imesi di Carini: "Mancini
oggi entra all'Imesi". Nel taglio medio: "Dall'isola di sport
all'informazione globale", sulla festa di ieri per i 15 anni dell'agenzia
giornalistica Italpress, e "Il 7 dicembre saranno chiuse ben 35 strade"
per la maratona di Palermo. nel taglio basso, infine, "Gesap, giallo
su impianto mancante".
La Repubblica Palermo, da ultimo, nel taglio medio da spazio alla
notizia "Stagisti, diciotto mesi di paga per pulire giardini e spiagge".
Nel taglio basso, "Facciamo santo Andreotti" e "Baby-boom
a Santo Stefano".
Le ultime dall'Ansa:
Mafia: confiscati beni per 13 milioni al boss Tommaso Spadaro
Beni per un ammontare complessivo di 13 milioni di euro sono stati confiscati
a Palermo dal Gico della Guardia di Finanza al boss del rione Kalsa Tommaso
Spadaro. Il provvedimento, disposto dalla Corte d' Appello su richiesta
della sezione misure di prevenzione del Tribunale, riguarda appartamenti,
terreni e quote societarie. Spadaro, che ha subito numerose condanne per
associazione mafiosa, nel corso del maxiprocesso si era definito "l'Agnelli
di Palermo", perché con il traffico di tabacchi avrebbe consentito
a centinaia di famiglie di avere uno "stipendio". L'indagine
patrimoniale è stata avviata in seguito alle dichiarazioni di tre
pentiti.
Fini in Israele: a Gerusalemme
entro fine novembre
Con una notizia in prima pagina, il quotidiano Haaretz preannuncia oggi
che la visita ufficiale in Israele del vicepremier Gianfranco Fini avrà
luogo entro la fine di novembre. L'annuncio ufficiale, secondo il giornale,
sarà dato alla metà della settimana prossima. Haaretz scrive
che a Gerusalemme la visita viene considerata di importanza "storica"
e che Fini sarà ricevuto con tutti gli onori dal Capo dello stato
Moshe Katzav, dal premier Ariel Sharon e da altri dirigenti israeliani.
Vietnam: fanno radio bomba
per amore, tre morti
La polizia vietnamita ha arrestato una coppia responsabile della fabbricazione
di un pacco-bomba che ha causato la settimana scorsa la morte di tre persone
ad Hanoi. Lo ha reso noto un portavoce della pollizia precisando che Ngo
NAnh Hung, 32 anni, consulente di una società, e la sua futura
moglie Lai Thi Khieu Lan, 26 anni, contabile, hanno confessato di avere
fabbricato l'ordigno per uccidere l'ex fidanzato della donna. Lan ha accettato
di partecipare all'operazione per provare al futuro marito il suo amore
per lui. Gli amanti diabolici hanno quindi consegnato a casa della vittima
una bomba nascosta in una radio. Ma il loro piano è fallito. L'ex
fidanzato era fuori casa. Ma suo fratello, sua moglie e la loro figlioletta
di due mesi sono morti sul colpo e un giovane di 14 anni è rimasto
gravemente ferito nell'esplosione dell'ordigno perdendo la vista.
Pierangela Maniscalchi
(7 novembre 2003)
rev andi
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al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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