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Sicilia
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031105fab
Vendesi ospedali, la Regione cerca di risanare
il buco
Potranno acquistarli le banche, che dovranno mantenerne
l'uso. Gli immobili, scaduti i termini dell'operazione, verranno riscattati
dalle Asl. Il progetto "sale and lease back" domani al voto dell'Assemblea
regionale. Il disavanzo del sistema sanitario da colmare è di oltre
2 miliardi di euro.
Fortemente contrari,
però, i Ds e la Cgil-medici
Sarà votato domani dall'Assemblea
regionale siciliana il progetto di risanamento finanziario del sistema
sanitario, contenuto in un articolo del disegno di legge sulle variazioni
di bilancio, che prevede la vendita degli ospedali alle banche. Il buco
della sanità, fra debiti con farmacie, cliniche convenzionate e
fornitori, ha oltrepassato i 2 miliardi di euro. La Regione Sicilia ha,
così, deciso la soluzione drastica del problema: mettere in vendita
gli ospedali. Ma già i Ds annunciano battaglia sul provvedimento,
e anche la Cgil-medici è sul piede di guerra.
Il nome della manovra di risanamento è "sale and lease back",
ossia vendita e affitti di ritorno. In parole povere, viene data la possibilità
alle Aziende sanitarie e ospedaliere di vendere alle banche i propri immobili,
compresi gli ospedali, tramite un'asta internazionale. L'istituto di credito
che si aggiudicherà il bene non potrà cambiarne l'uso e
dovrà lasciarne la gestione, in affitto, alle Asl. Queste, dal
canto loro, si impegneranno a rimborsare in dieci anni alla banca il valore
dell'immobile, compresi gli interessi, e a riscattarlo col pagamento dell'ultima
rata.
"La creatività finanziaria del governo Cuffaro non conosce
limiti - commenta il segretario regionale dei Ds, Antonello Cracolici
-. Ci opporremo in tutti i modi a questa legge". E il segretario
regionale della Cgil-medici, Renato Costa, dice: "Chi dice che le
banche non potranno affittare gli ospedali anche ai privati. È
l'ennesimo atto di smantellamento del sistema sanitario pubblico".
Contro la decisione si sono schierati anche Rifondazione comunista e la
Margherita.
Fabio Giacalone
rev rube
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(5 novembre 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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