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Cultura e spettacoli
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031029vaso
Sting e i suoi sacred love
Lex Police torna nei negozi con un disco che viaggia
attraverso tutti i livelli del sentimento. Dal senso dellesistenza
alla morte, arrivando al più classico amore, Sting ne approfitta
anche per esprimere il suo stato danimo, così fragile dopo
la strage delle Torri Gemelle
Ha
quasi 52 anni, e da venti Sting è ormai un'icona fondamentale della
musica. Il suo ultimo lavoro è stato un disco live registrato
lundici settembre 2001, giorno in cui ha anche perso un amico nellattacco
alle Torri Gemelle.
In queste settimane è tornato con Sacred love, un album
calmo, ricco di riflessione sul mondo, sullamore, sullesistenza
e sulla morte. Certo, la musica è sempre la sua, ma sono scomparse
le storie surreali e di stampo buddista.
Qui narra la brutalità del terrorismo in forma di ballata con They
dance alone, Fragile e Inside. Seguono poi Send your
love (suonata con la chitarra spagnola), Lets forget about
the future, This war e lhit radiofonico Sacred love,
tutte canzoni che comunque aggiungono poco al classico repertorio dellex
bassista dei Police.
Non manca naturalmente la parte riservata al duetto, così Sting
si serve della polivalente voce di Mary J. Blige per cantare Whenever
I say your name. In Dead mans rope sembra fare quasi
un duetto con se stesso. Never coming home è invece un rap
non troppo ben riuscito (a ognuno il suo lavoro e il suo genere). Completa
il tutto The book of my life, anticipazione a suon di sitar dellautobiografia
di prossima uscita.
Vassily Sortino
rev alca/sian
(29 ottobre 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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