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Primo piano - Interni
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031027damo
Pensioni, Maroni riapre il dialogo
Dopo lo sciopero generale di venerdì il tavolo delle trattative
sulla riforma previdenziale è sempre più infuocato. Il ministro
del Welfare è pronto al confronto, ma dai sindacati, in particolare
dalla Cgil,
arriva la proposta di ripartire da zero. Udc e An dicono sì a un
accordo con le parti sociali
A due giorni dalla manifestazione di piazza
che ha coinvolto milioni di italiani, il ministro del Welfare, Roberto
Maroni manda un segnale ai sindacati: "Siamo pronti a riaprire il
confronto". Segnale che, però, non raccoglie il consenso della
controparte.
Savino Pezzotta, leader della Cisl, dice di essere pronto a valutare nuove
ipotesi del governo, ma la Cgil chiede l'azzeramento della delega. Tra
i sindacati comunque, anche la Cisl è chiara: se la proposta da
discutere resta "quella contro cui abbiamo fatto lo sciopero generale,
è molto difficile il confronto", ha detto Pezzotta.
Maroni, quindi, fa il primo passo e chiede ai sindacati "una proposta
alternativa" dicendosi convinto che oggi "ci sono i tempi, i
margini e i contenuti" per ricominciare a trattare. Ma il ministro
del Welfare precisa che comunque "l'emendamento alla delega pensioni
verrà consegnato domani alla commissione Lavoro del Senato. Lo
avevo già detto che sarebbe stato presentato subito dopo lo sciopero".
E' questo che rende perplessi i sindacati, visto che l'emendamento contiene
in sostanza la riforma. Il segretario confederale della Uil, Adriano Musi,
non chiude la porta al confronto, a patto che si tratti di "un dialogo
vero e costruttivo". Pezzotta aggiunge: "Abbiamo fatto uno sciopero
generale contro i contenuti di quell'emendamento ed è chiaro che
non possiamo dire di sì ad una cosa a cui abbiamo detto di no ieri.
E' inutile dire, come fa il governo, siamo pronti al dialogo senza poi
dare segnali di cambiamento. La prima mossa - sottolinea - tocca al governo".
A sostenere la necessità di arrivare ad una riforma concertata
con le forze sociali sono anche Udc e An. Dall'opposizione, il segretario
Ds, Piero Fassino apre al dialogo ("la sinistra politica e il movimento
sindacale - ha detto - devono avere l'ambizione di riformare il welfare,
di non arroccarsi su una trincea puramente difensiva"). Marco Rizzo
dei Comunisti Italiani non ha dubbi: "Se si dà credito in
qualche modo a una interlocuzione con questo governo sulla riforma delle
pensioni si compie un errore molto serio".
Daniela Mogavero
rev sing/cave
(27 ottobre 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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