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Sciopero generale, la voce dei sindacati
"Lavoratori contro una politica che affossa il Paese"
I tre leader Pezzotta (Cisl), Epifani (Cgil) e Angeletti (Uil) si sono divisi rispettivamente nei cortei di Roma, Bologna e Napoli. L'ironia di Cofferati: "Non mi sembra proprio uno sciopero part-time". Forti critiche dal presidente di Confindustria D'Amato: "Sì al dialogo". La risposta di Pezzotta: "Il governo ha fatto saltare la trattativa"

Sono partiti stamane i cortei di protesta contro il riordino del sistema previdenziale. I leader sindacali si sono divisi nelle città di Bologna, Roma, e Napoli.
“E’ uno sciopero giusto - ha detto dal capoluogo emiliano l'ex segretario della Cgil Sergio Cofferati - perché se verrà approvata la delega sulle pensioni ci sarà un danno enorme per giovani e pensionati. E rispondendo ai cronisti, sulla battuta del ministro del welfare Roberto Maroni aggiunge - a giudicare dalle persone che ci sono non mi sembra proprio uno sciopero part-time".
Gli fa eco dalla capitale Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl.
“Se non ne basta uno ne faremo un altro, e visto che un ministro dice che questo è uno sciopero part-time, ne faremo uno full-time". Secondo il leader della Cisl, "con questa riforma si vogliono far perdonare da Bruxelles condoni e una tantum".
Appena arrivato in piazza ha sottolineato che "davanti alla miriade di persone che oggi è scesa in piazza, Berlusconi deve prendere atto del fatto che milioni di cittadini chiedono a gran voce di cambiare la politica economica e la sua proposta di modifica del sistema previdenziale. La giornata di oggi sarà un primo segnale molto importante e significativo di cui si dovrà tenere conto".
Sempre da Bologna il leader della Cgil Epifani incalza :"Il governo ci ha messo di fronte ad un fatto compiuto e non vuole dialogare, tolga quel fatto compiuto e vedremo. Occorre far capire al governo che il mondo del lavoro non è d'accordo con una politica economica che affossa il Paese. Non si scambi questa unità e la forza di questa piazza - ha aggiunto - come qualcosa destinato a finire presto".
Da Napoli, per Luigi Angeletti "la manifestazione di oggi è il segnale che la gente comprende che la controriforma va cambiata. Ma oggi - aggiunge il segretario della Uil - non ci sono le condizioni per riaprire una trattativa".
Di parere opposto il presidente di Confindustria Antonio D'Amato che ha invitato i sindacati a “tornare al confronto perché i problemi vanno affrontati con un percorso serio – ha detto ieri intervenendo all'assemblea degli industriali di Cremona - per arrivare a un quadro di riforme condivise".
E oggi Pezzotta durante il corteo che si sta svolgendo a Roma in coincidenza con lo sciopero generale ha ribadito: "Noi siamo sempre disposti al dialogo, al tavolo della trattativa c'eravamo. Ma non siamo noi che ce ne siamo andati, è il governo - dice - che ha ribaltato il tavolo della trattativa."
Elisa Pizzillo
rev sing

(24 ottobre 2003)

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