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031022fati
Un interrogativo di oltre 100 anni
risolto da un matematico palermitano

Sollevato nel 1902 e studiato per anni dalla comunità scientifica, uno dei più importanti “rompicapo” di analisi matematica è stato risolto dal professor Benedetto Bongiorno, docente dell’Università di Palermo

Dopo cento anni uno dei più importanti interrogativi di analisi matematica ha trovato la sua risposta proprio a Palermo. A proporla il professore Benedetto Bongiorno, docente di analisi matematica dell’ateneo palermitano.
Nel 1902 un giovane studioso francese, Henry Leon Lebesgue, enuncia la sua tesi e solleva il problema, croce e delizia per matematici e studiosi di tutto il mondo: ha individuato una funzione che sembra andare contro le più elementari nozioni di analisi matematica.

La prima soluzione arriva poco più di dieci anni dopo, nel 1914, e a proporla è un allievo dello stesso Lebesgue. Ma il problema è ancora tutt’altro che chiuso e la comunità scientifica continua ad interessarsene: lo riprende, lo rianalizza e ne ricerca la soluzione ottimale. Se ne riparla concretamente nel 1960, grazie a due studiosi europei, un finlandese ed un ceco, ma è soprattutto negli ultimi vent’anni che l’annosa e centenaria questione viene affrontata nel modo più vario ed organico.
“La questione sollevata da Lebesgue nel 1902 - dice il professor Bongiorno - verte su argomenti classici di analisi reale. Per diversi anni la comunità scientifica si è interessata ed ha analizzato questo problema, offrendo una serie di soluzioni. Io sono riuscito a trovare, con la collaborazione di un altro matematico palermitano e di uno inglese, la minima soluzione possibile, quella ottimale, e cioè una soluzione che consente un’applicazione del metodo solo ed esclusivamente per questo tipo di funzioni e non per altre. Le soluzioni trovate dagli altri studiosi avevano, invece, un campo di applicazione più vasto ed erano quindi più complesse”.
Un risultato importante che ha offerto al professore Bongiorno molta visibilità a livello internazionale, e gli è valso il conferimento di un premio internazionale durante un convegno in Polonia da parte della società di analisi reale internazionale la “Real Analysis”, oltre all’inserimento nel comitato di redazione della rivista di analisi matematica più diffusa al mondo il “Journal of mathematical analysis and applications”, pubblicata a San Diego negli Stati Uniti. Un vero e proprio compendio di tutte le ultime e più importanti notizie sul mondo dell’analisi matematica pura ed applicata; un mondo in continuo fermento visto che la rivista è capace di pubblicare in media trecentocinquanta pagine ogni quindici giorni.
Il gruppo di ricerca che il professore Bongiorno coordina all’interno del dipartimento di Matematica e applicazioni è composto da cinque persone ed è tuttora impegnato in altre ricerche condotte anche in collaborazione con studiosi stranieri e altri atenei italiani, nella fattispecie quelli di Napoli, Perugia e Trieste.
“La soluzione che ho individuato - continua il professore Bongiorno - è solo un problema di base che apre molti altri fronti di ricerca ed analisi. Con il gruppo di ricerca stiamo conducendo anche altri studi con molto successo. Per esempio siamo riusciti a mettere a punto un nuovo metodo di riconoscimento delle primitive basato su tecniche più moderne di teoria della misura”.
Diverse sono le occasioni in cui la comunità di matematici può incontrarsi e confrontarsi. Alcune sono organizzate dalla società internazionale Real Analysis, altre vedono il nostro Paese coinvolto più direttamente.
“Il gruppo italiano di cui faccio parte - conclude il professor Bongiorno - si riunisce ogni due anni e organizza un convegno internazionale. Il prossimo si terrà nel mese di luglio ad Ischia. Ogni due anni, inoltre, viene organizzata una scuola in cui i docenti cercano di introdurre i giovani alle loro ricerche. Quest’anno la scuola si è tenuta proprio a Mondello. In questo modo speriamo di avviare nuove leve all’affascinante mondo della ricerca”.
Fatima Pace

(27 ottobre 2003)

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