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Facoltà
di Ingegneria
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031017veraAPing
Da Palermo progetti
per robot al servizio delluomo
Una mano robotica
capace di imitare i movimenti di una mano umana e di afferrare oggetti
in maniera autonoma. Un gruppo di robot che votano i propri capi, da utilizzare
come sminatori. Questi i progetti del laboratorio di Ingegneria informatica
e intelligenza artificiale illustrati da Antonio Chella (nella
foto assieme alla mano robotica), docente di robotica allUniversità
di Palermo
Una
mano robot per aiutare i disabili e gruppi di automi sminatori, sono due
progetti realizzati dal laboratorio d'Ingegneria informatica e intelligenza
artificiale di Palermo. A parlarcene è Antonio Chella, docente
di robotica all'Ateneo palermitano.
"Da due anni - dice - lavoriamo a un progetto di robotica antropomorfa.
Da una ditta affiliata allUniversità di Genova, con la quale
collaboriamo da oltre dieci anni, - spiega Chella - abbiamo comprato una
mano robotica costituita da quattro dita. Il movimento di tale oggetto
avviene per imitazione: attraverso due telecamere collegate alla mano,
quando una persona muove il proprio arto di fronte alle telecamere, ogni
gesto che compie viene ripetuto automaticamente dal robot. Loggetto
in questione è anche in grado di rispondere alla mano umana senza
acquisire prima i gesti che deve compiere. Per fare interagire la
mano robotica con quella umana, - precisa Chella - le abbiamo fatte giocare
alla morra, cioè al gioco di sasso, pietra e forbice. Quello
che allapparenza è solo un gioco, in realtà contiene
al suo interno una grande importanza.
Riuscendo a far rispondere la mano robotica autonomamente, senza
cioè che questa si muova imitando i gesti di una mano vera, - dice
Antonio Chella - potremmo usare il progetto per aiutare le persone disabili.
Ci sono esseri umani affetti da malattie che non riescono ad usare i propri
arti. Anche il gesto di afferrare una bottiglia dacqua, ad esempio,
per queste persone risulta difficile. Con laiuto di una mano robotica
come quella che abbiamo realizzato, invece, le cose sarebbero diverse.
Aiutare i disabili è solo una delle possibili applicazioni della
mano robotica. Come spiega lo stesso Chella: Si potrebbe utilizzare
il nostro progetto allinterno delle industrie. Ancora oggi, infatti,
esistono prodotti, come alcuni alimenti, che devono essere trattati a
mano. Levare le spine a del pesce, ad esempio, è più facile
per un uomo che per una macchina. Nel caso, però, della mano robotica
la cosa è un po differente: il nostro progetto - continua
- ha tutte le caratteristiche di una mano vera, quindi potrebbe essere
in grado anche di levare le spine al pesce. Cosa che avviene nelle industrie
in cui si produce del pesce congelato.
Sempre in tema di robotica, un altro progetto del laboratorio di Ingegneria
informatica e intelligenza artificiale riguarda gruppi di robot che potrebbero
essere utilizzati come sminatori. Questo tipo di macchine devono
essere coordinate - spiega Antonio Chella -. A proposito, in letteratura
sono state presentate diverse ipotesi. Noi abbiamo avuto lidea di
utilizzare la metafora della politica: ogni robot ha delle caratteristiche
e vota per eleggere i propri capi. Abbiamo la corrente dei robot conservatori
e quella dei progressisti. I primi, ad esempio, sono quelli che tengono
di più al loro benessere, e quindi a risparmiare energia. Una volta
eletti i propri capi - continua Chella - nasce il governo, che controlla
tutti i robot. A seconda di come sta andando la missione, i vari robot
possono cambiare partito, se insoddisfatti della loro scelta precedente,
o continuare a sostenere i propri capi. Dopo un certo periodo ci sono,
infatti, nuove elezioni. Questo procedimento può essere utilizzato
per mettere insieme un gruppo di robot addetti allo sminamento. Al proposito,
al laboratorio di Ingegneria informatica di Palermo sono state fatte delle
simulazioni al computer. Abbiamo diviso i robot in due squadre -
spiega Chella - una composta da sminatori, laltra da robot terroristi
che andavano a mettere le bombe in vari punti della zona delimitata, con
la possibilità di cambiare in qualsiasi momento il posto degli
ordigni. Trasferendo questo schema su robot veri, questi potrebbero essere
utili nella realtà.
Veronica Eracleo
rev-rova / andi
(27 ottobre 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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1/6/2001
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