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Cultura

031013gept
I sogni confusionari di Bertolucci
The Dreamers, l’ultimo film del maestro italiano, è un lavoro contraddittorio. Mescola con disordine idee e vicende pubbliche e private nella Parigi del ’68, guardando a quegli anni attraverso la liberazione sessuale di tre giovani
Fra provocazioni che non scandalizzano più nessuno e un manifesto dell’antipolitica che non rientrava nelle sue intenzioni

Parigi, 1968. Tre giovani ossessionati dal cinema si chiudono in una casa per dar vita alla loro personale versione della rivolta, avvertendo appena quel che succede intorno a loro. Isabelle, il fratello gemello Theo e Matthew, un giovane americano incontrato alla Cinémathèque, esploreranno i confini della loro libertà sessuale e personale, mentre si isoleranno dai rivolgimenti che li circondano. Questo almeno fino a quando non saranno le strade stesse a entrare letteralmente nel loro appartamento, sotto forma di un sasso lanciato in uno scontro con la polizia…
The Dreamers è un coacervo di emozioni e riflessioni confuse. Sostiene Bertolucci: “Volevo dire ai giovani: se era giusto che noi ci si sia ribellati alla vostra età, è giusto che lo facciate anche voi adesso. Mi sorprende – ha continuato il regista - il fatto che molti, tra coloro che hanno vissuto il '68, non abbiano avvertito il bisogno di trasmettere la propria avventura ai figli. Perché aprano gli occhi su qualcosa che oggi è quasi loro vietato: il futuro". Queste erano le intenzioni dichiarate di Bertolucci, ma ilo film sembra ben altro.
L’unica liberazione cui tendono i tre ragazzi, quella sessuale, non riesce mai ad acquisire lo status di metafora, a superare un livello puramente fisico e individualista.
Inoltre, Bertolucci confonde – volutamente – le posizioni. Matthew, il ragazzo americano, si lancia in una perorazione in difesa dei soldati americani in Vietnam, e il tutto suona come una difesa, o almeno non colpevolizzazione, dell’intero intervento. La risposta di Theo, secondo cui i soldati sono lì ad ammazzare contadini, non appare molto convinta, come sempre lo sono affermazioni del vago ragazzo francese. La vicinanza fisica dei due vuole suggerire che anche il loro sistema di pensiero, in realtà, non è poi così distante.
Quando i tre si ritroveranno loro malgrado coinvolti in uno scontro con la polizia, l’adesione ai moti di Theo e Isabelle appare un gesto umorale e irrazionale, mentre Matthew li invita a un generico usare la testa. “E’ questo che facciamo noi” dice il ragazzo, senza che si capisca a cosa si riferisca esattamente, visto che fino a quel momento si sono completamente disinteressati di qualsiasi cosa che non fossero i loro problemi personali.
E la carica finale della polizia assume, come tutto il resto, connotati ambigui.
Secondo Bertolucci “Quella carica della polizia, che io ho molto allungato in digitale, desideravo allungarla fino a che arrivasse a quello che è accaduto due anni fa a Genova durante il G8. Ecco il cordone ombelicale tra il passato e il presente del film.”
Un film controverso insomma. Ma alla fine non si riesce a non leggerlo, nonostante le dichiarazioni del regista, come un’esaltazione del disinteresse, un invito all’astensione dalla partecipazione personale ai problemi collettivi.

The Dreamers - I sognatori
Francia/Gran Bretagna/Italia 2003
Regia: Bernardo Bertolucci
cast:Michael Pitt, Louis Garrel, Eva Green
Distribuzione: Medusa
Giuseppe Troncale

rev cave

(13 ottobre 2003)


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