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Facoltà di Lettere

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Dai templi alle necropoli, i nuovi archeologi di Sicilia
Il corso in Beni culturali archeologici con sede ad Agrigento, è rivolto a chi vuole lavorare nei musei, sovrintendenze e istituzioni che si occupano della conservazione di monumenti e reperti. Con un occhio di riguardo all'Inglese. E ora parte la laurea specialistica in Archeologia

“Il corso di laurea in Beni culturali archeologici fornisce una formazione di base per quanto riguarda le discipline archeologiche, storiche e tecniche per quei giovani che un domani sperano di lavorare all’interno di strutture universitarie, museali o nell’ambito della conservazione e della tutela del patrimonio”. Così il professore Nicola Bonacasa presenta il Corso di laurea di cui è presidente.
“Alla preparazione tecnico-scientifica degli studenti si aggiunge anche quella info-linguistica; - spiega il professore - quest’anno, tra l’altro, in accordo con il consorzio universitario di Agrigento si è creata una struttura funzionale per l’insegnamento delle lingue straniere, e in particolare l’inglese. Inoltre – aggiunge il docente - la presenza di docenti madrelingua serve a garantire un alto livello di competenza e professionalità. Oltre alle lezioni frontali, poi, il Corso di laurea assicura agli studenti un certo numero di attività didattiche integrative direttamente sul campo: dagli scavi nell’agrigentino e nella zona archeologica di Imera vicino Termini Imrese, ai lavori in campo osteologico o per il rilevamento di monumenti”
Lo stesso Bonacasa terrà un corso monografico dal titolo: “Prospezioni sulla coroplastica in Sicilia” per analizzare modi di esplorazione del sottosuolo indirizzati allo studio di tecniche di lavorazione delle terracotta.
Quest’anno, inoltre, dovrebbe partire la laurea specialistica in Archeologia. Il Ministero e il Cun hanno approvato la laurea di secondo livello che si fonda sul riscatto dei crediti e delle conoscenze dei giovani. Secondo Bonacasa “la laurea specialistica in Archeologia approfondisce e affina, con l’apporto di lezioni frontali, tirocini e laboratori, il bagaglio di conoscenze che un laureato in Beni culturali archeologici è necessario abbia per affrontare i concorsi nella pubblica amministrazione, soprattutto se questi vuole raggiungere livelli dirigenziali o possibilità di impiego nella classe medio-alta (tecnico-ispettivo, dirigenziale etc.)”.
All’interno del piano di studi della laurea specialistica sono stati inserite alcune nuove discipline come Civiltà egee, Archeologia subacquea, Storia dell’archeologia, Etruscologia, Paleoantropologia, Geoarcheologia, Storia dell’archeologia antica. Così con la presenza di docenti altamente qualificati e specializzati che provengono dalle università di Pisa e Roma sarà possibile garantire un altissimo livello di competenze anche in quegli ambiti che in Sicilia non hanno una lunga tradizione di studi, quali Etruscologia o Archeologia subacquea.
Il polo di Agrigento, pensato proprio come un minuscolo campus, ha al suo interno anche un laboratorio per il disegno e il rilevamento e un altro per lo studio della ceramica. Di prossima attivazione è, inoltre, un laboratorio per il restauro.
“La nostra avventura nei beni culturali iniziò sette anni fa - racconta il professore Bonacasa - con il primo corso in Conservazione dei beni culturali. Quel primo anno furono ben 680 gli iscritti al corso di laurea. Oggi, invece il numero si è stabilizzato e benché non esista nessun numero chiuso o programmato non si supera mai il tetto dei 70 allievi. Considerando poi che circa il 20 per cento si perde per strada – continua - solo una cinquantina arriva a conseguire il titolo. Con questo numero fisiologico anche per i professori diventa più facile avere un rapporto privilegiato con i ragazzi ed è sicuramente più semplice gestire gli stage e i tirocini che, comunque vengono fatti a turno”.
Il Corso di laurea fornisce anche un livello base per le cosiddette lingue morte, greco e latino zero, ma anche per l’apprendimento dell’inglese. In questo modo tutti gli studenti hanno la possibilità di raggiungere il medesimo livello di competenza linguistica.
Noemi Brugarino
rev-rova/anme/cave

(20 ottobre 2003)

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