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Interni
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031009mari
Crui: sì all'esame di qualità sugli atenei
Ma occorrono finanziamenti immediati
Nuove regole di valutazione per destinare i finanziamenti agli Atenei.
E' quanto ha annunciato nella riunione di ieri coi rettori il ministro
dell'Istruzione Letizia Moratti. La Crui approva, "ma al momento
attuale non esistono le condizioni per garantire il servizio", dice
Piero Tosi. Oggi una nuova riunione dei rettori deciderà le forme
di protesta da attuare
"Accettiamo l'esame di qualità, ma occorrono finanziamenti
immediati". Questa la risposta dei rettori delle università
italiane al progetto Moratti. Il sistema universitario italiano è
pronto, quindi, a subire una serie di cambiamenti sia in merito ai criteri
di valutazione della didattica che nell'efficienza degli Atenei.
L'idea del ministro dell'Istruzione, esposta ieri nell'ambito di un convegno
coi rettori che si è svolto a Roma, è quella di individuare
entro il 2005 gli indici qualitativi da applicare a tutte le università
e ai corsi di laurea in base a cui poi indirizzare i finanziamenti pubblici.
I criteri finora individuati da Letizia Moratti, insieme coi rettori
sono: la percentuale di abbandoni dopo il primo anno di iscrizione, la
percentuale di immatricolati che non abbiano superato esami dopo un anno
di corso, le lauree ottenute nei tempi prefissati e la percentuale di
occupati ad un anno dal conseguimento del titolo. Resta da stabilire quale
organo si occuperà di gestire questi dati e di fornire al ministero
le valutazioni per poi indirizzare i finanziamenti. Si ritiene che possa
trattarsi di un istituto indipendente con rappresentanti di tutte le categorie
e del ministero.
I rettori sono quindi favorevoli a riformare il sistema di finanziamento
delle università, ma hanno messo in evidenza la necessità
immediata di mettere a disposizione dei fondi. "Siamo pronti a una
verifica delle condizioni di qualità che ci consentono di premiare
i comportamenti virtuosi e di disincentivare condotte errate - ha detto
il presidente della conferenza dei rettori Piero Tosi - ma nella condizione
attuale non siamo neppure in grado di garantire al Paese il servizio".
La Finanziaria di quest'anno prevede 190 milioni di euro in più
per il fondo ordinario di funzionamento, ma solo una ventina saranno effettivamente
spendibili per gli investimenti. Al contrario, i rettori vorrebbero un
miliardo in più l'anno per equilibrare il sistema italiano a quello
europeo.
Oggi i rettori si riuniranno in assemblea per decidere le forme di protesta
da attuare, dopo le dimissioni in massa che presentarono lo scorso anno,
questa volta non è escluso che si possa giungere ad un blocco dell'attività
universitaria.
Maria Catena Salerno
rev fati/cave
(9 ottobre 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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