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Rassegna stampa

031006ermi
Rassegna stampa di lunedì 6 ottobre 2003
Il raid di Israele contro la Siria occupa le prime pagine di quotidiani nazionali e regionali. Il problema della riforma previdenziale e il sondaggio di Domenica In su Berlusconi sono le altre notizie del giorno. Grande spazio alla sport. Sui giornali locali molti casi di cronaca, in particolare l'attenzione è puntata sul caso dello sfragiatore di via Malaspina


I titoli d'apertura dei quotidiani nazionali e regionali puntano l'attenzione suI raid israeliano contro la Siria. La Repubblica: "Israele, raid sulla Siria". Il Corriere della sera: "Raid di Israele in Siria: 'Colpiti i terroristi'". Il Giornale di Sicilia: "Missili israeliani sulla Siria 'Colpita base dei terroristi". La Sicilia, in taglio basso: "Raid di Israele la rappresaglia arriva in Siria".
Nell'occhiello, Repubblica aggiunge: "Per la prima volta da 20 anni blitz contro Damasco che protesta: bombardati i civili. Condanna dell'Europa, riunito il consiglio di sicurezza Onu". E nel catenaccio: "Colpito campo terroristi. Arafat: stato d'emergenza nei Territori". I commenti sull'argomento sono due. Vittorio Zucconi: "Bush resta senza road map". Khaled Fuad Allam: "Il sorvegliato speciale". Il Corriere della sera, nell'occhiello : "Bombardato campo di addestramento. Arafat nomina il premier palestinese: 'Governo di emergenza'". Nel catenaccio: "All'Onu seduta straordinaria del Consiglio di sicurezza, condanna di Annan: 'Così si allarga la crisi'. Gli Usa, avvertiti ore dopo, invitano alla moderazione: 'Ma Damasco sta dalla parte sbagliata'"
. Antonio Ferrari prospetta lo scenario di guerra nell'articolo: "Gli spettri di guerra su un regime diviso".
L'altra notizia del giorno è il problema delle pensioni. Il Corriere, in
taglio medio "Pezzotta: l'Ulivo non si occupi di pensioni". Nell'occhiello: "Il leader Cisl: 'I lavoratori li rappresenta il sindacato, loro facciano politica. Il governo vuole il dialogo? Ritiri la riforma". E nel catenaccio: "Sulla previdenza Berlusconi annuncia 'una lettera agli italiani'. E Tremonti tagli le tasse, sennò...". E nel riquadro il sondaggio shock di Domenica In: "Domenica In, gioco beffa per Silvio". L'occhiello: "'Basta con il premier'. Imbarazzo Rai aperta un'inchiesta". E anche su Repubblica, in taglio medio: "Sondaggio Rai: basta Berlusconi" e nell'occhiello: "Mentre il premier annuncia: scriverò agli italiani sulle pensioni, serve una campagna di comunicazione". Nel catenaccio: "Domenica In, scoppia un caso per le risposte degli spettatori". Il commento è di Sebastiano Messina: "La nemesi televisiva".
Il maltempo trova spazio in taglio medio su Repubblica: "Il maltempo blocca l'Italia". E in taglio basso sul Corriere: "Neve e pioggia al Nord. A Milano meno 10 gradi in 24 ore".
Il Giornale di Sicilia punta ancora l'attenzione su un grave fatto di cronaca: "Confessa lo sfregiatore di via Malaspina". Il catenaccio: "Palermo. Le ammissioni dopo un confronto con la vittima. Ancora tre ricercati". Altro fatto di cronaca: "A Licata scoperti altri otto edifici costruiti abusivamente". La Sicilia, invece, da grande spazio ad un reportage: "Etna ritorno alla vita". Tra i fatti di cranaca: "Domani i funerali di Melina" e "Milazzo. Stop dei figli alle nozze di papà".
Allo sport è dedicato il taglio basso della Repubblica: "Milan e Juve, prima fuga". Nel Corriere, in taglio medio: "E' Milan. E Juve, con rigore". Anche Il Giornale di Sicilia dà grande spazio allo sport, in taglio centrale: "Derby al Milan, Juve in fuga con il 'cascatore'". La Sicilia, nella fascia superiore: "Serie A. Milan e Juve in vetta".

Le ultime dall'Ansa

Erekat, iniziata la escalation per allargare la guerra
"E' solo l'inizio di una pericolosa escalation di violenza, da esportare fuori dai luoghi in cui, sino adesso, gli scontri si erano combattuti". Il capo dei negoziatori palestinesi, Saeb Erekat, lancia l'allarme dopo l'attacco di Israele nel presunto campo terroristico siriano, di cui si appare sorpreso,in un'intervista a Repubblica. "Questo raid - afferma - non significa assolutamente niente di buono... quello che temo, soprattutto, è che questo atto apra la strada ad altri simili, non rimanga isolato". Secondo Erekat, "l'America dovrebbe intervenire. Più e meglio di quanto è riuscita a fare sinora". Il capo dei negoziatori palestinesi conclude sottolineando che "non sta ai palestinesi, in questo caso, reagire: spetterà ai siriani difendere la loro sovranità".


Shah, il mio posto in Afghanistan
"L'Afghanistan ha bisogno anche di me. Devo completare i miei progetti. Ecco perché non ho alcuna intenzione di lasciarlo e di tornare in esilio in Italia". L'ex re dell'Afghanistan, Mohammed Zahir Shah, le indiscrezioni su un suo prossimo ritorno a Roma in un'intervista alla Repubblica. "Le affermazioni pubblicate - spiega - non hanno alcuna base, assolutamente. Io resto a Kabul". Shah ha spiegato che "l'Afghanistan ha bisogno di pace e unità, e di ricostruire città, strade, ponti, case". E ricorda che quando partì
dall'Italia "aveva molti progetti, distribuiti in un certo periodo di tempo. Perché distruggere è sempre facile, ma ricostruire ha bisogno di tempo. Ecco perché dobbiamo concentrarci sulle priorità".


Franceschini: europee insieme, poi sfida partito riformista
"Se gli elettori premieranno la lista europea, si aprirà un processo che potrebbe portare alla nascita di un nuovo soggetto politico. Oggi questa idea sembra troppo audace, spaventa, ma attenzione: così si rischia di cadere nella reticenza". Dario Franceschini, coordinatore dell'esecutivo della Margherita, sostiene che il centrosinistra non deve farsi sfuggire l'occasione di presentare una lista unitaria dell'opposizione alle elezioni del 2004. Il passaggio "sarà delicato e non si realizzerà subito". "I tempi saranno più lunghi - afferma - ma nascerà un soggetto che io immagino come 'motore riformista' omogeneo dentro una coalizione più ampia, che comprenderà anche Di Pietro, Bertinotti, Mastella, i movimenti". Secondo Franceschini, "la lista europea ha senso perché apre
un'importante prospettiva politica e i timori sono tutti nelle
classi dirigenti dei partiti, non tra i nostri elettori che ci chiedono di avere coraggio".

Erminia Guastella

(6 ottobre 2003)

rev andi/cave

 

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