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Facoltà
di Agraria
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031003sic1APagr
Dottorato di ricerca in colture arboree
Obiettivo: innovazione tecnologica
in agricoltura
Il dottorato di ricerca in Colture arboree ha solo tre anni ma
ha già ambiziosi traguardi da raggiungere. Accordi con università
straniere offrono ai dottorandi numerose possibilità di stage all'estero
ma anche l'opportunità di approfondire l'agroforestry con
docenti d'oltralpe
Il dottorato di ricerca
in Colture arboree consente di approfondire gli studi di interesse agricolo
e forestale tra le attività strettamente didattiche anche uno stage
di almeno nove mesi. Finora i dottorandi si sono recati presso la facoltà
di Davis in California, il Politecnico di Valencia in Spagna e presso
un istituto di ricerca nel Kent in Inghilterra.
"Due dei nostri dottorandi sono in procinto di partire, uno per l'Australia
presso luniversità di Adelaide, e un altro presso una stazione
di ricerca a New York", lo afferma il professore Tiziano Caruso responsabile
del dottorato in Colture arboree.
Anche se questo dottorato di ricerca è giovane, ha solo tre anni
di vita, sono già stati instituiti intensi rapporti per i dottorandi
con istituti di ricerca del Texas e Nuova Zelanda. "Questi stage
allestero sono soprattutto nei campi delle biotecnologie applicate
alle piante legnose e ad approfondimenti relativi alla fisiologia della
fruttificazione". A novembre si licenzieranno i primi dottorandi.
Oggetto del dottorato è "tutto ciò che riguarda la
pianta arborea o legnosa, sia essa dinteresse agricolo o forestale.
Per quanto riguarda questultimo aspetto si guarda allagroforestry
- spiega Caruso - una disciplina che interessa le piante che da noi hanno
funzione paesaggistica e di tutela del territorio e hanno anche funzione
boschiva, ma che hanno anche una funzione produttiva: il carrubo, il pistacchio,
il nocciolo".
Il collegio dei docenti è composto da persone che si occupano dellarea
propria delle colture arboree (appartenenti al settore Agr03), sia docenti
che trattano del settore delle industrie agrarie, che della difesa delle
piante. Per il futuro cè lintenzione di aprire il collegio
a colleghi esterni con competenze più diversificate: chimici, biologi,
ingegneri, medici nutrizionalisti, anche di altri atenei. Tra gli obiettivi
c'è anche quello di raggiungere accordi di collaborazione con le
università straniere e altri accordi sono in corso, con la New
York State University e con luniversità della California.
"Sono necessarie non soltanto competenze interdipartimentali ed interfacoltà,
ma anche competenze sviluppate presso altri atenei stranieri - si augura
il docente - bisogna dare una certa dinamicità ai curricula
che permettano di formare nuove competenze su sollecitazione territoriale
e disattivare quelli che nel tempo diventano obsolescenti, infine, bisogna
dare una certa dinamicità ed elasticità".
Gli studi che interessano il corso non riguardano esclusivamente la coltivazione
ma anche argomenti inerenti a tutta la filiera produttiva, che danno luogo
a studi sulle fruttificazioni delle piante legnose e dei prodotti non
commestibili.
I ragazzi durante i tre anni di dottorato trascorrono gran parte del tempo
presso il dipartimento di Colture arboree, frequentando lezioni e seminari.
"Vengono
coinvolti anche in attività di ricerca svolte dal dipartimento,
con la frequenza di campi sperimentali ai ragazzi viene data lopportunità
di frequentare congressi in Italia e soprattutto in altri atenei e laboratori
nel territorio nazionale per apprendimento di tecniche innovative".
Un dottorando di solito trascorre in dipartimento mediamente sei ore al
giorno. Alcuni di loro sono coinvolti in attività seminariali con
gli studenti, collaborano con i tesisti. I ragazzi producono numerose
pubblicazioni, soprattutto quelli che si occupano di biotecnologie, campo
particolarmente fruttifero. Quando arrivano a conseguire il titolo hanno
già pubblicato mediamente quattro pubblicazioni. Alcuni di loro
lehanno già presentate nel corso di convegni e congressi nazionali
e internazionali. "Quello che noi formiamo è proprio un ricercatore,
il cui sbocco naturale è nel settore dellinnovazione tecnologica
in agricoltura - conclude Caruso - alcuni di questi studenti che erano
partiti per un periodo di sei mesi, alcuni sono stati trattenuti nelle
sedi straniere e sono stati coinvolti in attività di ricerca".
Silvia Iacono
(9 ottobre 2003)
rev andi/cave
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al n. 10 del 1/6/2001
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