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Primo piano interni
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031003elpi
Dal 2008 via dal lavoro solo con 40 anni di
contributi e 65 anni di età
Pensioni, il
Consiglio dei ministri approva la
riforma
Incentivi anche per i dipendenti pubblici
e possibilità di lasciare il lavoro prima, ma con pensione ridotta.
Per le donne l'età minima sarà di 60 anni. Previste anche
eccezioni per le attività usuranti, che saranno discusse
insieme con le parti sociali. Soddisfatto il ministro Maroni: "La
riforma
sarà approvata dal Parlamento, insieme alla Finanziaria,
entro la fine dell'anno". Epifani (Cgil): "Provvedimento
immorale". Rizzo (Pdci): "Il governo vuole solo fare cassa"
Dopo tante polemiche
il governo ha varato la riforma delle pensioni. Il provvedimento è
stato approvato oggi dal Consiglio dei ministri, riunitosi stamane per
discutere le modifiche al sistema previdenziale. Ad annunciarlo lo stesso
ministro del Welfare, Roberto Maroni.
Dal 2008 si potrà andare in pensione solo con 40 anni di contributi
oppure con 65 anni di età, 60 per le donne. Previste delle eccezioni
per i lavori usuranti. Dal ministro Maroni arriva l'invito alle
parti sociali per definire insieme quali sono le attività usuranti
che possano permettere al lavoratore di andare in pensione prima dei 65
anni. Ci saranno invece dei disincentivi per chi sceglie
di lasciare il lavoro prima: la pensione in questo caso sarà interamente
calcolata con il metodo di calcolo contributivo e quindi solo sulla base
dei contributi versati.
Altro punto è quello degli incentivi, che ci saranno
anche per i dipendenti pubblici, smentendo l'annuncio del presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi che li voleva solo per i privati. Per le pensioni
d'oro il tetto sarà di 15.000 euro al mese.
"Abbiamo raggiunto un ottimo compromesso"- è stato il
commento a caldo di Roberto Maroni -. "L'emendamento varato oggi
dal Consiglio dei ministri sarà ora introdotto nella delega previdenziale
all'esame del Senato, ed entro la fine dell'anno la riforma sarà
approvata dal Parlamento, insieme alla Finanziaria". Parere positivo
anche da Marcelllo Pera e dalla Commissione bilancio del Senato. "La
Finanziaria è in linea con la normativa relativa a contenuti e
coperture". Ma alcune misure minori del provvedimento, secondo il
presidente del Senato, dovranno costituire autonomi disegni di legge.
"Con la riforma il risparmio di spesa - ha spiegato il ministro alle
politiche comunitarie, Rocco Buttiglione - inizia dal 2008. Poi gradualmente
si arriva a regime al 2018 con un guadagno medio dell'1 per cento, con
un risparmio medio di spesa di 12 miliardi di spesa al 2015".
Martedì la riforma sarà presentata al vertice europeo dell'Ecofin.
Lo ha annunciato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ne ribadisce
"il carattere strutturale e la sua efficienza per la stabilità
complessiva del sistema".
Pesanti critiche arrivano dall'opposizione e dai sindacati. "La riforma
di oggi è addirittura più immorale di quella che veniva
presentata", ha commentato il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani.
Duro anche il segretario confedereale della Cisl Baretta che la definisce
"un salasso sociale". Aggiunge Marco Rizzo, capogruppo del Pdci
alla Camera: "La verità è che devono fare cassa e la
vogliono fare sulla pelle dei lavoratori. I conti dell'Inps sono in ordine
- aggiunge - Quella del disavanzo previdenziale è una colossale
bugia".
Elisa Pizzillo
(3 ottobre 2003)
rev
sage
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1/6/2001
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