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Cronaca
universitaria
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Ricerca in agricoltura, Tudisca: "Riforma
necessaria"
Dopo la mancanza di integrazione
fra le istituzioni coinvolte nella ricerca in agricoltura, arriva il nuovo
Cra. Con Salvatore Tudisca, uno dei suoi componenti, preside della Facoltà
di Agraria, abbiamo parlato del ruolo chiave che riveste il nuovo organismo
Un organo unico che possa gestire e guidare
l'ambito della ricerca nel settore agricolo. Grazie alla nascita del Consiglio
per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, oggi in Italia nell'ambito
della ricerca in
agricoltura si guarda al futuro con ottimismo, dopo i tempi duri del passato
caratterizzati da ostacoli e problemi che hanno rallentato e rischiato
di compromettere il settore chiave dello sviluppo.
Tenuto conto di questi aspetti, la formazione del Cra si rivela ancora
più significativa. L''importanza dell'attività di questo
organismo va letta proprio alla luce della disgregazione del passato.
"Negli ultimi anni - spiega il preside della facoltà di Agraria,
Salvatore Tudisca, nominato membro del Cra in qualità di esperto
- sono intervenuti numerosi provvedimenti legislativi finalizzati alla
riforma e alla riorganizzazione della ricerca pubblica, in particolare
di quella in agricoltura, poiché l'insieme degli enti che vi operano
presenta una connotazione policentrica e alcuni elementi strutturali critici".
Fra questi secondo Tudisca (nella
foto sopra) ci sono: la limitata
integrazione fra le diverse istituzioni, con evidenti riflessi negativi
sul coordinamento delle attività di ricerca a livello nazionale
e internazionale; la polverizzazione dei finanziamenti e, a volte, la
duplicazione delle strutture spesso inadeguate; le insufficienti risorse
umane impegnate (in Italia abbiamo circa 1200 ricercatori nel complesso
degli enti pubblici nazionali di ricerca in agricoltura contro gli oltre
4000 del solo Inra in Francia); il ridotto coinvolgimento del mondo operativo
(agricolo e industriale) nel finanziamento della ricerca e infine, la
mancanza di un reale collegamento fra il settore della ricerca e quello
del trasferimento e della divulgazione delle innovazioni oltre che nell'acquisizione
della domanda di ricerca.
"Questa preoccupante situazione deve tenere conto in agricoltura del fatto
che la riduzione dei costi di produzione e il necessario miglioramento
qualitativo, obiettivi questi prioritari e irrinunciabili, - aggiunge
il preside - richiedono un complesso costante di innovazioni tecnologiche
e continue ristrutturazioni ambientali". Dunque la ricerca in Italia è
fondamentale e da tempo si avverte la necessità di una sinergia
fra le istituzioni coinvolte, in particolare a livello agricolo.
Con l'entrata in vigore del decreto legge 454/1999 e anche a seguito dell'approvazione
della legge 137 del 2002, si sono poste le basi per la riforma e la riorganizzazione
della ricerca agricola pubblica effettuata al ministero per le Politiche
agricole e forestali. "Oggi, i 28 istituti di ricerca e sperimentazione
agraria Irsa, privati della personalità giuridica, insieme al laboratorio
centrale di idrobiologia e ad altre istituzioni che operano nel settore
agricolo, diventano strutture organiche del Cra". In particolare Salvatore
Tudisca, evidenzia il ruolo centrale attribuito dal legislatore al neo
costituito Consiglio per la ricerca e la sperimentazione, che emerge dal
tipo di struttura che si è voluto creare e dalle funzioni che vi
sono state affidate affinché sia attivo, produttivo e perché
no, competitivo. Si tratta, infatti, di un ente con personalità
giuridica di diritto pubblico, posto sotto la vigilanza del Ministero
delle politiche agricole e forestali e che ha competenza scientifica generale
nel settore agricolo, agro-industriale, ittico e forestale.
"L'innovativo assetto voluto dalla normativa di riforma - conclude Tudisca
- intende rispondere, sotto il profilo formale e sostanziale, alle esigenze
di unitarietà e organicità del settore, più volte
evidenziate in documenti, dibattiti e proposte di legge, nella consapevolezza
che l'agricoltura riveste un ruolo chiave nello sviluppo economico, sociale
e territoriale italiano".
Monica Mansueto
rev-rova / andi
(7 ottobre 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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