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030930verarube
Blackout, "La soluzione non è nelle nuove
centrali"
Dopo
l''incidente svizzero di sabato notte, il governo
ha detto che occorrono nuovi impianti energetici nel nostro Paese. Ma
c'è chi, come Alex Sorokin della InterEnergy e Mario Pagliaro del
Cnr, la pensa diversamente: "Il
problema è che gli odierni stabilimenti non erano in funzione perché
si è ritenuto inutile e costoso tenerli in servizio: la nostra
dipendenza energetica dall'estero è senz'altro eccessiva"
Trovare una soluzione
per evitare che si ripeta il blackout del 27 settembre scorso si può.
Anzi, Alex Sorokin della InterEnergy, società di ingegneria e consulenza
energetica, afferma che esiste più di un rimedio. "Il blackout
di sabato notte - dice Sorokin - proprio in quanto accaduto nel momento
di minore domanda elettrica, dimostra che non si trattava di un problema
che si risolve costruendo nuove centrali. Gli impianti elettrici del nostro
Paese - continua - non erano in funzione perché si è ritenuto
inutile e costoso tenerli in servizio".
I primi comunicati arrivati dalla Francia e dalla Svizzera rivelano che
l'assenza di luce sia stata provocata da un albero caduto su un palo dell'alta
tensione. L'incidente, accaduto in Svizzera, nel Paese d'origine è
stato subito risolto, ma in Italia l'energia elettrica è continuata
a mancare.
"Quello che è accaduto - dice Mario Pagliaro, chimico del
Cnr - è una cosa grave. Questa crisi senza precedenti ci richiede
di governare il cambiamento, non di subirlo disorientati. La nostra dipendenza
energetica dall'estero - continua - è eccessiva. Dovremmo partecipare
tutti: il governo, a tutela dell'interesse generale, tornando a dettare
regole stringenti per la produzione di energia e per una gestione efficace
della rete. Gli imprenditori, i dirigenti delle amministrazioni pubbliche
e i cittadini per migliorare radicalmente l'efficienza nei consumi, attualmente
bassissima".
Il blackout di sabato notte, oltre a svelare la debolezza del nostro Paese
nel campo dell'energia elettrica, fa riflettere un po' tutti riguardo
quanto dichiarato dal nostro governo in seguito alla mancanza di corrente
avvenuta negli Stati Uniti lo scorso agosto.
"Dov'è la conclamata superiorità della rete energetica
europea e italiana così orgogliosamente invocata dopo il black-out
americano dello scorso agosto?", si chiede Mario Pagliaro, che
a Palermo dirige la scuola di formazione manageriale del Cnr nota come
Quality College.
"Eppure - continua - si era detto che la completa interrelazione
fra le reti elettriche europee avrebbe intrinsecamente prevenuto un blackout
su vasta scala dovuto ad un guasto locale come avvenuto a New York. E
invece il crollo degli investimenti pubblici nelle infrastrutture di produzione
e distribuzione dell'energia elettrica si è accompagnato ad aumenti
annui dal 2 al 4 per cento dei consumi dall'inizio degli anni Novanta
quando si scelse la via di una deregulation che nessun altro grande Paese
dell'Unione ha intrapreso e chi ci ha condotto a questi risultati".
Veronica Eracleo - Rudy Belcastro
(1 ottobre 2003)
rev
sage
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