|
|
|
|
Scienze matematiche,
fisiche e naturali
|
|
|
030930damoAPsmf
A Castelbuono il primo corso che studia la
Biodiversità
La laurea triennale della facoltà di Scienze matematiche,
fisiche e naturali, è giunta al terzo anno di programmazione. Si
tratta dell' "unico corso di primo livello esistente su tutto il
territorio nazionale che si occupa delle diverse forme di vita esistenti
e della loro valorizzazione", spiega il preside Francesco
Maria Raimondo
"Il corso di laurea in Conservazione
e valorizzazione delle biodiversità è la prima laurea triennale
in Italia che è volta alla formazione di operatori tecnici in questo
campo". A parlare è Francesco Maria Raimondo, preside della
facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali nonché
presidente del corso di laurea. "Le altre lauree in Biodiversità,
invece - aggiunge il preside - sono tutte di secondo livello, e rivolte
quindi a biologi già formati".
Il progetto che già da tre anni vive a Castelbuono fa parte del
processo di dislocamento dei poli universitari e ha trovato nella località
al centro delle Madonie il luogo ideale per essere realizzata. "Castelbuono
è per molte ragioni il sito ideale per formare degli esperti nella
conservazione e nello studio della biodiversità, cioè l'insieme
di tutte le forme di vita esistenti o pregresse - afferma Raimondo -.
Si trova, infatti, a contatto con i due parchi naturali siciliani, le
Madonie e i Nebrodi, che contengono al loro interno la serie più
completa del mediterraneo nel campo della biodiversità".
Si tratta di un corso completo e articolato che prevede settanta esami
per un totale di 180 crediti in 3 anni. Al primo anno 27 prove, tra scritti
e orali, 30 al secondo e infine tredici al terzo. Ciascun esame dà
diritto a un numero diverso di crediti a seconda delle ore di lezione
e di laboratorio. "Il primo anno abbiamo avuto circa 30 iscritti,
al secondo 35 e per quest'anno prevediamo un ulteriore incremento - continua
il preside -. Inoltre non si tratta solo di studenti che provengono dalle
zone vicine a Castelbuono, ma anche da tutto il resto della Sicilia. Questo
dimostra la validità e l'utilità del corso", sottolinea
Raimondo.
Tra i principali obiettivi della laurea quello di fornire agli studenti
una formazione adeguata nel campo della Biologia di base e della ricerca
scientifica nell'ambito degli ecosistemi naturali. L'attività didattica
è mirata alla creazione di professionisti e tecnici con una conoscenza
degli ecosistemi naturali, subnaturali e seminaturali. "I nostri
laureati - continua Raimondo - potranno operari in vari campi: saranno
operatori nella gestione dei processi di tutela, conservazione e valorizzazione
della biodiversità". Potranno occuparsi dell'allevamento degli
animali selvatici, dagli insetti ai lupi e potranno occuparsi della coltivazione
di specie a rischio di estinzione per scopi economici". Un esempio
è il caso del fungo basilisco, che cresce nella zona delle Madonie
e ha rischiato l'estinzione. La soluzione trovata per consentire il consumo
e la vendita del prodotto senza intaccarne la sopravvivenza è stato
raggiunto attraverso lo studio e la successiva coltivazione della specie
di funghi che cresce naturalmente nei boschi. "Così siamo
riusciti ad abbassare anche il costo del basilisco, conservando e valorizzando
il prodotto", conclude il preside.
Attraverso i laboratori e le escursioni in loco gli studenti
acquisiranno gli strumenti operativi di lettura, analisi, monitoraggio
e localizzazione degli elementi che esprimono le diversità biologiche
di ciascun ambiente.
I laureati in Valorizzazione e conservazione delle biodiversità
dovranno avere delle caratteristiche precise e delle abilità specifiche
che permetteranno di studiare e interpretare i caratteri fenici e quindi
le caratteristiche delle specie presenti negli ecosistemi. Tra i compiti
dei professionisti e neolaureati ci sarà quello di effettuare analisi
e diagnosi tassonomiche e biocenotiche, di rilevare in situ espressioni
di biodiversità e trasferire i dati raccolti in appositi elaborati
cartografici. Dovranno anche immagazzinare, gestire e conservare informazioni
per ulteriori ricerche e approfondimenti e coordinare attività
di riproduzione e di allevamento di organismi animali e vegetali.
Tra gli sbocchi professionali previsti, occupazione nell'ambito delle
attività rivolte al controllo e alla gestione della biodiversità,
quindi le aree protette, direzione delle azioni di ripopolamento biologico
come il vivaismo, la rinaturazione e il restauro ambientale. L'ecoturismo,
la gestione di orti botanici, erbari, giardini storici, zoologici e banche
del germoplasma sono altri campi d'impiego per i futuri esperti del settore.
"Per il momento - spiega Raimondo, parlando della sede del corso
- le lezioni si tengono presso la Badia, ma a breve è previsto
il trasferimento nei locali dell'ex convento di San Francesco, dove verrà
costituito anche un giardino detto dei semplici, adibito alla coltivazione
delle piante officinali".
Daniela Mogavero
rev-rova / sage
(1 ottobre 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|