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Cronaca universitaria
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Cosa sono i Cultural studies? I ricercatori
discutono
Per rispondere alla domanda, per tre giorni a Palermo un gruppo di
studiosi e docenti italiani e stranieri parteciperà al convegno "Studi
culturali. Paradigmi a confronto". Il ruolo della Germanistica, della
Semiotica e dell'Anglistica nella genesi degli Studi culturali in Italia
e in Europa
Un nuovo sito dedicato interamente ai Cultural
studies, un dizionario online e un libro intitolato "Cultura e rappresentazione
nell'età di Goethe". Sono i risultati di un progetto durato
due anni e che ha come suo punto di arrivo e di partenza il convegno "Studi
culturali. Paradigmi a confronto" che si svolge in questi giorni
a Palermo presso la Fondazione Banco di Sicilia.
"Dopo il primo incontro, nel marzo del 2001 - ha detto il professore
Michele Cometa, direttore del dipartimento di Arti e comunicazioni (nella
foto)- il gruppi di docenti universitari che ha lavorato per questo progetto
si riunisce nuovamente per discutere dei risultati raggiunti e per guardare
al futuro della ricerca ". Alle
tre giornate in programma parteciperanno, infatti, anche relatori provenienti
da tutt'Europa, che illustreranno "la situazione della ricerca nel
campo dei Cultural studies nei Paesi di lingua tedesca e inglese - continua
Cometa - per approfondire l'analisi dei testi e degli studi già
fatti". All'apertura dei lavori hanno partecipato il preside della
facoltà di Scienze della formazione, Patrizia Lendinara, il presidente
dell'Associazione italiana germanistica, Domenico Mugnolo e Salvatore
Butera, presidente della Fondazione Banco di Sicilia che ha accolto i
convenuti con i saluti di rito. L'incontro tra diversi paradigmi scientifici,
che analizzano in modo differente gli aspetti delle scienze umane, sta
alla base del convegno, "mettere insieme e nello stesso tempo a confronto
l'approccio germanistico, anglistico e semiotico, ci permette di guardare
a tutti senza escluderne nessuno e capire cosa sono e perchè si
studiano i Cultural studies", afferma Cometa.
Gli interventi del primo pomeriggio di lavori hanno trattato il temi della
cultura e delle sue diverse valenze simboliche all'interno del paradigma
semiotico e dello schema che regola la teoria narrativa della cultura.
Sono stati tre i relatori d'eccezione dell'incontro, Christoph Jamme,
dell'Università di Lüneburg, Iain Chambers, dell'Università
di Napoli e Wolfgang Müller- Funk, dell'Università di Wien/Birmingham.
"La sfida dei Cultural studies", è stato il titolo dell'intervento
del professor Chambers, che ha sviluppato il problema dell'audacità
di questa branca del sapere che affronta i propri oggetti di studio tenendo
conto del contesto e del divenire in cui essi agiscono. Si tratta, infatti,
di discipline ibride, in cui il metodo di ricerca diventa la contaminazione
dei saperi. Il paradigma semiotico è stato, invece, il principale
argomento della relazione del professore Jamme. Le "Valenze simboliche
delle culture" sono state affrontate dal docente secondo le teorie
di Cassirer, di Eco, Parson e altri semiotici di illustre fama. "La
cultura intesa quale processo simbolico è in ultima analisi immaginifica
- ha detto Jamme - per studiarla occorre dunque elaborare una teoria degli
ordini simbolici delle immagini e quindi un paradigma semiotico. Ma questi
sistemi di senso fanno parte della cultura e quindi il compito di ciascun
appartenente a una cultura, oggi, è di confrontarsi con i sistemi
di interpretazione di senso in concorrenza", conclude il docente
di Lüneburg. Infine "Le linee fondamentali di una teoria narrativa
della cultura", intervento curato dal professor Wolfgang Müller-
Funk, ha trattato il concetto di cultura attraverso i modelli narrativi,
che si rifanno alla tragedia greca antica.
Il convegno, che continuerà fino a sabato mattina, è stato
organizzato dal dipartimento Arco, in collaborazione con il Miur, la Fondazione
Banco di Sicilia, Meltemi editore e la libreria dello spettacolo Broadway.
Daniela Mogavero
rev sian
(25
settembre 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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