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Grandi temi - Inchieste
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030922rosi
Cara
scuola, quanto mi costi
Come ad ogni nuovo inizio di anno scolastico, riesplodono
le lamentele per gli aumenti incondizionati dei prezzi del materiale scolastico.
E' stato provato
che la spesa maggiore per una famiglia italiana per ogni figlio, si ha
con linizio degli studi superiori
E
tornata lora di ritornare in classe. E puntualmente, come a ogni
inizio di anno scolastico, si ripresentano le proteste per il rincaro
del materiale scolastico ed esplodono le polemiche sul caro-libri.
Le cifre parlano da sole: si va dai 2 ai 4 euro e mezzo per un quaderno;
dai 35 agli 80 euro per una cartella, che assomiglia sempre di più
a una valigia da viaggio, mentre gli astucci, più o meno accessoriati,
richiedono dagli 8 ai 17 euro.
Non meno costosi i diari, coloratissimi e griffatissimi, alcuni dei quali
sono vere e proprie maxi-agende: bisogna sborsare dagli 8 ai 13 euro.
A questo punto ogni genitore, una volta equipaggiato il proprio figlio
del materiale scolastico di base, dovrà poi fare i conti anche
con l'acquisto dei libri. E qui si spazia dai duecento euro per uno studente
di prima media ai trecento per quello degli istituti superiori. Secondo
le ultime stime, una famiglia italiana spende in media mille euro per
gli studi superiori di un solo figlio. E tra gli istituti il più
caro in assoluto resta il liceo classico: per i cinque anni di studi la
spesa si aggira sui mille e cinquecento euro.
Bisogna poi
sempre aggiungere dizionari, atlanti e codici, di cui non è obbligatorio
l'acquisto se già presenti in casa e che non rientrano nei tetti
di spesa ma che hanno subito aumenti nell ordine del +1,71% per
la scuola media inferiore e del +1,49% per la scuola media superiore.
"Io ancora sono fortunata - spiega Serena, mamma di un bambino che
frequenta la prima elementare - Ho speso solo cento euro per l'acquisto
del materiale scolastico. Non oso immaginare, però, le difficoltà
di una famiglia con più figli, che si ritrova a fare i conti con
questi prezzi".
Un altro problema è quello delle nuove edizioni dei testi scolastici.
Basta infatti qualche foto in più, lo spostamento di un disegno
o la variazione di un esercizio, insomma modifiche minime, per determinare
la riedizione di un testo scolastico.
"Bisogna bloccare questo gioco tra case editrici e insegnanti - commenta
Paolo, papà di una ragazzina di 12 anni - Propongono ogni anno
nuove edizioni di libri di testo, che magari hanno di diverso dalle vecchie
soltanto la copertina. E' un peccato buttare via i soldi così".
Da alcuni anni, tuttavia, l'Associazione italiana editori ha fissato in
un apposito codice di autoregolamentazione alcuni principi di correttezza
che impegnano le case editrici a tenere conto delle richieste di studenti,
insegnanti e famiglie. Le nuove edizioni, infatti, per essere giustificate
devono avere dei sostanziali aggiornamenti, pari al 20 per cento dei contenuti.
Inoltre, per alcune famiglie italiane, che appartengono alle fasce di
reddito più basse, la legge prevede dei contributi, cioè
dei buoni scuola che vengono erogati sotto forma di rimborso per le spese
sostenute durante lanno scolastico. Anche se non sono sempre tempestivi.
Sono contento che mio figlio ora frequenta la terza media - commenta
un abitante del quartiere palermitano della Kalsa - Ma per ora non può
studiare perché è senza libri, e io non ho i soldi per comprarli.
I buoni scolastici, infatti, spesso arrivano in ritardo rispetto linizio
dellanno scolastico e i genitori per fare studiare i propri ragazzi
sono costretti ad anticipare di tasca propria.
In Sicilia, per esempio, a causa delle numerose domande arrivate alla
Regione per richiedere i contributi scolastici, lattesa per ricevere
i buoni si prolungherà per alcuni mesi. I soldi arriveranno
- ha dichiarato in unintervista Fabio Granata, assessore alla Pubblica
istruzione - ma occorreranno una sessantina di giorni in più.
Roberta
Sichera
(22 settembre 2003)
rev andi / sage
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al n. 10 del 1/6/2001
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