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Grandi temi - Inchieste

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Cara scuola, quanto mi costi
Come ad ogni nuovo inizio di anno scolastico, riesplodono le lamentele per gli aumenti incondizionati dei prezzi del materiale scolastico.
E' stato provato
che la spesa maggiore per una famiglia italiana per ogni figlio, si ha con l’inizio degli studi superiori

E’ tornata l’ora di ritornare in classe. E puntualmente, come a ogni inizio di anno scolastico, si ripresentano le proteste per il rincaro del materiale scolastico ed esplodono le polemiche sul caro-libri.
Le cifre parlano da sole: si va dai 2 ai 4 euro e mezzo per un quaderno; dai 35 agli 80 euro per una cartella, che assomiglia sempre di più a una valigia da viaggio, mentre gli astucci, più o meno accessoriati, richiedono dagli 8 ai 17 euro.
Non meno costosi i diari, coloratissimi e griffatissimi, alcuni dei quali sono vere e proprie maxi-agende: bisogna sborsare dagli 8 ai 13 euro.
A questo punto ogni genitore, una volta equipaggiato il proprio figlio del materiale scolastico di base, dovrà poi fare i conti anche con l'acquisto dei libri. E qui si spazia dai duecento euro per uno studente di prima media ai trecento per quello degli istituti superiori. Secondo le ultime stime, una famiglia italiana spende in media mille euro per gli studi superiori di un solo figlio. E tra gli istituti il più caro in assoluto resta il liceo classico: per i cinque anni di studi la spesa si aggira sui mille e cinquecento euro.
Bisogna poi sempre aggiungere dizionari, atlanti e codici, di cui non è obbligatorio l'acquisto se già presenti in casa e che non rientrano nei tetti di spesa ma che hanno subito aumenti nell’ ordine del +1,71% per la scuola media inferiore e del +1,49% per la scuola media superiore.
"Io ancora sono fortunata - spiega Serena, mamma di un bambino che frequenta la prima elementare - Ho speso solo cento euro per l'acquisto del materiale scolastico. Non oso immaginare, però, le difficoltà di una famiglia con più figli, che si ritrova a fare i conti con questi prezzi".
Un altro problema è quello delle nuove edizioni dei testi scolastici. Basta infatti qualche foto in più, lo spostamento di un disegno o la variazione di un esercizio, insomma modifiche minime, per determinare la riedizione di un testo scolastico.
"Bisogna bloccare questo gioco tra case editrici e insegnanti - commenta Paolo, papà di una ragazzina di 12 anni - Propongono ogni anno nuove edizioni di libri di testo, che magari hanno di diverso dalle vecchie soltanto la copertina. E' un peccato buttare via i soldi così".
Da alcuni anni, tuttavia, l'Associazione italiana editori ha fissato in un apposito codice di autoregolamentazione alcuni principi di correttezza che impegnano le case editrici a tenere conto delle richieste di studenti, insegnanti e famiglie. Le nuove edizioni, infatti, per essere giustificate devono avere dei sostanziali aggiornamenti, pari al 20 per cento dei contenuti.
Inoltre, per alcune famiglie italiane, che appartengono alle fasce di reddito più basse, la legge prevede dei contributi, cioè dei buoni scuola che vengono erogati sotto forma di rimborso per le spese sostenute durante l’anno scolastico. Anche se non sono sempre tempestivi. “Sono contento che mio figlio ora frequenta la terza media - commenta un abitante del quartiere palermitano della Kalsa - Ma per ora non può studiare perché è senza libri, e io non ho i soldi per comprarli”. I buoni scolastici, infatti, spesso arrivano in ritardo rispetto l’inizio dell’anno scolastico e i genitori per fare studiare i propri ragazzi sono costretti ad anticipare di tasca propria.
In Sicilia, per esempio, a causa delle numerose domande arrivate alla Regione per richiedere i contributi scolastici, l’attesa per ricevere i buoni si prolungherà per alcuni mesi. “I soldi arriveranno - ha dichiarato in un’intervista Fabio Granata, assessore alla Pubblica istruzione - ma occorreranno una sessantina di giorni in più”.
Roberta Sichera

(22 settembre 2003)

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