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030918fab
Casa: dimmi dove vivi e ti dirò quanto
costa
Evidenti differenze territoriali
emergono incrociando i dati elaborati da Nomisma sui prezzi degli immobili,
calcolati su base territoriale dalla Cgia di Mestre con il valore del reddito
disponibile delle famiglie. Ecco una panoramica dei risultati più
interessanti di quest'analisi
Casa,
dolce casa. Ma quanto mi costi? In Italia, la risposta a questa domanda
dipende dalla regione in cui si abita. Differenze territoriali evidenti,
infatti, emergono incrociando i dati elaborati da Nomisma sui prezzi al
30 giugno di un appartamento di media grandezza (100 mq), ubicato in una
zona semicentrale delle principali città, con il valore del reddito
disponibile delle famiglie, calcolato su base territoriale dalla Cgia
di Mestre (in base a dati Istat-Prometeia).
Attraverso quest'analisi si può affermare, ad esempio, che i veneziani
conquistano gli agognati 100 metri quadri impiegando otto anni di guadagni,
mentre palermitani e catanesi solamente tre e mezzo. I milanesi spendono
un anno di reddito in piu' rispetto ai romani per abitare in una delle
zone semicentrali della città: sei anni e mezzo per i meneghini,
cinque anni e mezzo per i cittadini della capitale. E così via.
Cosa provoca queste disparità fra le diverse città? Probabilmente
alla combinazione di due fattori fondamentali come la crescita dei prezzi
al mq, verificatasi negli ultimi anni, e l' andamento piu' riflessivo
dei redditi percepiti dai lavoratori.
Ma altre curiosità saltano fuori dall'incrocio dei prezzi degli
immobili con quel che resta dello stipendio, una volta pagate tasse e
contributi.
Si scopre che non sempre chi guadagna di più impiega meno a pagare
una casa. Oppure che acquistare un "nido" a Venezia, Firenze
o Bologna - tutte città d' arte - costa più che a Roma,
dove non mancano certo i monumenti. Se poi si vuole una prova del fatto
che il divario dei prezzi nord- sud non è univoco, basta considerare
lo stato dei prezzi immobiliari a Genova. All'ombra della lanterna, occorrono
3 anni e 8 mesi di guadagni per finire di pagare un appartamento in centro:
in media quanto nelle città del sud.
Un dato sicuramente poco positivo è quello per cui, nelle regioni
dove minore è la disponibilità economica, non sempre il
prezzo degli immobili è più basso. È il caso di Napoli,
dove per un appartamento si spende più che a Torino, ma le entrate
di una famiglia sono piu' limitate (3.298 euro nel capoluogo campano contro
i 3.782 spendibili nel capoluogo piemontese). Ci vogliono quindi, piu'
sacrifici e tempo per potersi permettere gli stessi 100 mq.
Ma esistono in Italia dei posti in cui comprare una casa è particolarmente
conveniente? Sembra che, da questo punto di vista, i "paradisi"
immobiliari della nostra penisola siano Genova e Cagliari. A redditi relativamente
alti, infatti, si affiancano prezzi degli appartamenti sostenibili. I
genovesi, guadagnando solo il 23% in meno rispetto a Milano, spendono
per acquistare la casa il 115% in meno.
I prezzi al Sud sono indubbiamente più bassi, anche se con qualche
distinguo. Se, infatti, a Bari ci vogliono quasi 5 anni per il sospirato
tetto, a Palermo bastano 3 anni e sette mesi, mentre il record del risparmio
nel mattone è a Catania, dove sono sufficienti solo 3 anni e mezzo.
Piacevoli sorprese per il portafogli, si trovano anche al Nord: a Padova
i 100 mq si ottengono con 4 anni di stipendio.
Fabio Giacalone
rev madi/sian
(18 settembre 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
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