|
|
|
| Facoltà
di Agraria |
|
|
i030911inca
Azienda
Pietranera, una "palestra" per Agraria
Più di cinquecento ettari di terreno in provincia
di Agrigento destinati a fare da modello per lo sviluppo dell'entroterra
siciliano. Un'attività fra sperimentazione e produzione che ha
ormai venticinque anni. Ecco come si svolge il lavoro di una vera e propria
impresa
Si
chiama Pietranera, ma non si tratta di un minerale scoperto di recente.
Infatti esiste dal 1975 ed è un'azienda che opera nell'ambito della
ricerca e della sperimentazione, da quando la fondazione Angelo e Salvatore
Lima Mancuso ha lasciato in eredità all'Università di Palermo
la gestione di 700 ettari di terreno. Ed è proprio il rettore dell'Università
a presiedere il consiglio di amministrazione, che governa l'azienda insieme
al preside della facoltà di Agraria, ai titolari delle cattedre
di Coltivazioni erbacee ed Economia agraria e a tre rappresentanti, uno
dell'assessorato Agricoltura e foreste della Regione Sicilia e due nominati
dal preside della facoltà di Economia.
L'azienda è gestita dalla facoltà di Agraria, che ha scelto
di adottare una politica di sviluppo mirata allla crescita e alla salvaguardia
delle risorse naturali che caratterizzano Pietranera, nell'entroterra
siciliano, dove un elevato rischio di erosione ha dato vita nel 1982 ad
un progetto di forestazione per 180 ettari.
Il
territorio è quello di Santo Stefano di Quisquinia, in provincia
di Agrigento. Qui ricercatori, studenti, ma anche lavoratori esterni all'ambiente
accademico trascorrono le loro giornate per portare avanti un' attività
redditizia, mirata al miglioramento dell'azienda stessa. Come spiega il
direttore Luigi Stringi, ordinario di Coltivazioni erbacee alla facoltà
di Agraria: "Lo scopo della fondazione è quello fornire un'azienda
modello per il progresso dell'agricoltura siciliana".
A Pietranera uno studente che vuole mettere in pratica le proprie conoscenze,
lo può fare grazie anche alla presenza di un attrezzatissimo laboratorio
di analisi chimiche. I finanziamenti per la ricerca hanno permesso la
nascita di un centro per la raccolta del seme finalizzato alla fecondazione
artificiale: i soggetti sono le capre e le pecore tipiche del posto. Fondi
che hanno consentito di dare vita ad un caseificio e di dotare l'azienda
di macchinari e attrezzature all'avanguardia. Ed è sempre grazie
ai finanziamenti che si è potuto provvedere al recupero di fabbricati
presenti nella zona e di poterli utilizzare come aule didattiche e guesthouses.
A Santo Stefano di Quisquinia hanno trovato ospitalità animali
che rischiano l'estinzione. Si tratta della capra girgentana, di cui l'azienda
ha acquistato alcuni capi selezionati, nel tentativo di conservare la
specie.
E' sempre da attribuire all'azienda la nascita di nuove varietà
di leguminose e di cereali, grazie anche alla presenza di un laboratorio
per la conservazione del germoplasma di specie tipiche dell'area mediterranea.
Per chi volesse lavorare su una tesi sperimentale di laurea, l'azienda
è a disposizione per un periodo che va da uno a tre anni. Stessa
sede hanno i corsi dei dottorati di ricerca in agronomia ambientale, pedologia,
produttività delle piante coltivate e delle produzioni di foraggere
mediterranee, fino ad oggi venti.
E per chiunque intendesse svolgere un progetto di ricerca, ci sono sempre
le borse di studio per chi si laurea in Agraria o Economia. Oltre quindici
sono i corsi di perfezionamento post lauream interfacoltà. E nell'ambito
dell'attività didattica svolta all'interno dell'azienda sono previsti
anche tirocini della facoltà di Agraria. Mentre gli studenti stranieri
possono fare affidamento sulle borse di studio Erasmus.
Carla
Incorvaia
rev-rova/cave
(16 settembre 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del
1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze
della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|