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Telekom Serbia, Prodi: "E' una montatura contro di me"
Favorito un regime criminale? "E' un falso storico". Il presidente della Commissione Ue
in un documento di cinque pagine ricostruisce i fatti della compravendita della società telefonica. "Si tratta di un'azione politica
contro la mia persona, basata sulle accuse di un personaggio che attualmente è in carcere"

"Contro di me si è scatenata una violentissima campagna politica da parte del centrodestra, che si avvale di una dovizia di mezzi senza precedenti". A parlare è Romano Prodi, in una dichiarazione sulla vicenda Telekom Serbia diffusa a Bruxelles.
"L'accanimento con cui è stata condotta - aggiunge il presidente della Commissione europea - ripropone con forza il tema della libertà e del pluralismo dell'informazione e dei rapporti tra proprietà dei mezzi di informazione e politica''.
Prodi dice che l'accusa di aver favorito il regime criminale della Serbia di Slobodan Milosevic è "un falso storico". Il presidente della Commissione nega decisamente l'accusa, sottolineando che l'operazione risale al '97, mentre la guerra del Kosovo è di due anni dopo. "Non c'erano obiezioni di ordine politico - continua Prodi - a una ripresa degli investimenti nella nuova situazione politica". Secondo l'ex premier italiano, la decisione di acquistare una quota di Telekom Serbia fu esclusivamente del gruppo Telecom. "Mai, da nessuno, l'acquisto fu sottoposto alla mia attenzione - afferma Prodi - e nessuna informazione venne trasmessa al Tesoro".
Il presidente della Commissione Ue sostiene che la
compravendita fu un'operazione analoga a tante altre, che non andava a incidere sui conti dello Stato. Confutando così la versione secondo cui l'erario perse 250 milioni di euro. E il cambio ai vertici del gruppo poco prima dell'acquisto fu deciso solo per favorire la privatizzazione.
Intanto la Commissione parlamentare d'inchiesta che sta indagando sulla vicenda potrebbe decidere venerdì se e quando convocare Prodi. L'accusa è di aver preso tangenti per l'affare assieme ad altri politici del centrosinistra. E Prodi si dichiara disposto ad essere ascoltato per fornire ogni utile chiarimento agli organi deputati alle indagini.

Elisa Pizzillo

(9 settembre 2003)

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