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Ateneo
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030906elpiAp
Pronto a partire l'anno accademico
2003/04
Tasse: gli studenti chiedono servizi migliori
Cosa
cambia nei contributi generali d'Ateneo?
Ecco
lo schema di aumento, approvato dal Consiglio d'amministrazione lo scorso
aprile, così come era stato elaborato dalla commissione Tasse e
contributi
Si avvicina l'apertura del nuovo anno accademico. E tra una riforma e
l'altra anche le tasse universitarie crescono per potenziare ed aumentare
la qualità dei servizi offerti agli studenti palermitani. Da quest'anno,
i diritti fissi sono aumentati del 30 per cento e
il contributo d'Ateneo in media del 20 per cento. Restano
invariate la tassa regionale e quella d'iscrizione, in quanto non possono
essere modificate. Ma variano anche altre voci:il
contributo generale di Ateneo ha subito aumenti diversi a seconda della
fascia di appartenenza (vedi
tabella 1). Tra le novità (vedi
tabella 2), I'istituzione di una tassa separata per il Cus e le attività
studentesche, prima inclusa nei diritti fissi, che dal 1951 destinava
a entrambe le voci 500 lire e che ora sale a 5 euro. Queste nuove entrate
serviranno al Centro universitario sportivo per riorganizzare le attività
dell'Ente.
I contributi di biblioteca interessano solo gli studenti fuori corso e crescono
del 100 per cento. Rimane costante la mora per i ritardi nei pagamenti. Diminuisce
invece da 103,29 a 100 euro la tassa di ammissione agli esami di laurea (meno
3 per cento) per le lauree del vecchio ordinamento e quelle di primo livello
del nuovo. Per le lauree specialistiche, la tassa è di 150 euro. Il contributo
per la pergamena di laurea dal prossimo anno accademico sarà di 20 euro.
Crescono del 50 per cento gli esborsi per i passaggi di facoltà, i trasferimenti
ad altro ateneo e l'interruzione degli studi.
Il provvedimento è stato adottatto lo scorso aprile
dal Consiglio d'amministrazione dell'Università di Palermo dopo
una lunga discussione in commissione Tasse e contributi, l'organismo
che ha il compito di
effettuare
controlli di merito, di legittimità e di spesa sulle proposte
avanzate dal Cda in merito alle tasse e ai contributi, valutandone
anche la fattibilità.
Il motivo dell'aumento? Adeguare l'Ateneo agli standard nazionali.
La legge fissa, infatti, un limite al rapporto tra le entrate derivanti
dal
pagamento dei contributi e i finanziamenti che lo Stato versa all'Università
(il cosidetto Fondo di trasferimento ordinario). Valore che non può
superare il 20 per cento: la tendenza indicata è di allinearsi
attorno al 10. Palermo, al terzultimo posto tra gli atenei italiani,
non
supera la soglia del 7 per cento. L'aumento degli esborsi era quindi
inevitabile. Il
rapporto tra Fondo di trasferimento ordinario e contributi degli studenti
sale così al 9 per cento.
Fin qui tutto liscio. La polemica è nata invece sull'utilizzo delle
entrate. La proposta di destinarle al pagamento degli aumenti di stipendio
dei professori ha incontrato la ferma opposizione dei rappresentanti degli
studenti facenti parte della commissione "Tasse e contributi",
Ambrogio Panzarella, Marcello Capetta e Manfredi Lombardo. Inaccettabile
l'idea che i soldi servissero a coprire un buco di bilancio, che la stessa
Moratti si era impegnata a colmare, e non a migliorare la qualità
della vita degli studenti universitari.
Un esempio può aiutare a capire meglio il rapporto che intercorre
tra l'importo delle tasse pagate e i servizi offerti.
L'Università di Bologna è tra le più care in Italia.
L'ammontare delle tasse dell'ateneo è pari al 28 per cento del
Fondo di trasferimento ordinario, ben oltre il tetto massimo fissato dalla
legge. Eppure, nessuna sommossa tra gli studenti bolognesi. Evidentemente
a tasse così alte corrispondono servizi di alta qualità.
Situazione opposta, invece, nel capoluogo siciliano, dove si registra
un livello di esborso tra i più bassi, ma soprattutto meno servizi.
"E' giusto quindi che all'aumento deciso corrispondano pìù
opportunità e prestazioni per gli universitari, quando sono loro
stessi a pagare". E' stata questa la proposta lanciata da Ambrogio
Panzarella, rappresentante al Cda dell'Università.
Tasse sì, quindi, ma nella misura in cui servano a istituire nuovi
servizi e a potenziare quelli già esistenti.
Tabella 1
CONTRIBUTO
D'ATENEO
Tabella
2
ALTRI
CONTRIBUTI
Elisa Pizzillo
rev-rova/cave
rev
andi
(9 settembre 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del
1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze
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