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Galliani decide: "B in campo domenica"
Ma i presidenti ribelli non ci stanno

L'assemblea di Lega di ieri si è chiusa con il dictat del suo presidente: "Chi non giocherà se la vedrà col giudice sportivo". Spaccatura fra A e B: non c'è accordo su promozioni e retrocessioni. I presidenti ribelli: "La A non ci ha sostenuto". Ma il fronte si indebolisce: Cellino vuole lasciare il calcio

"La serie B parte domenica". Lo ha comunicato il presidente della Lega, Adriano Galliani, al termine della tormentata assemblea di ieri. E ha aggiunto: "La decisione è definitiva". Ma l'incertezza rimane, poiché i club di A e B non hanno raggiunto un accordo, dando conferma di un'insanabile spaccatura. Da una lato, le società di A che hanno votato la proposta 5-3 del Lodo Galliani: cinque promozioni in A e solo tre retrocessioni in B, per stabilizzarsi con 3 e 3 nella stagione successiva.
Dall'altro, i club ribelli della serie B che hanno reclamato le sei promozioni in questo campionato, lasciando invariato il numero di 4 retrocessioni dalla A.
Vista l'inconciliabilità delle parti, Galliani ha adottato la soluzione d'imperio. La composizione dei campionati rimane quella indicata da Coni e Federcalcio: B a ventiquattro squadre e numero invariato di promozioni e retrocessioni, quattro e quattro.
Di fronte alla decisione dei presidenti irriducibili (fra cui quelli di Torino, Atalanta, Palermo, Triestina, Verona e Ternana) di continuare a non scendere in campo, Galliani ha risposto: "Chi gioca lo vedremo domenica, mentre per chi non si presenta... c'e' il giudice sportivo".
Dal canto loro, i 18 presidenti di B sono insoddisfatti perchè nessuna delle loro richieste - modifica dei campionati, più soldi dai contratti televisivi e dimissioni di Carraro - è stata finora esaudita. In più si dicono delusi dai club di A: "Non solo non ci hanno sostenuto - dicono - ma hanno approfittato della nostra disgrazia per ottenere la riduzione delle loro retrocessioni e spianare la strada ad una futura Superlega delle società più ricche''.
Il fronte dei presidenti ribelli sembra essere ancora abbastanza compatto. Ma ieri si è verificata un'importante defezione. Massimo Cellino, uno dei capi della protesta, ha abbandonato l'assemblea dando le dimissioni da vice presidente di Lega e da presidente del Cagliari. Squadra in vendita e per estremo paradosso inserita alla fine nella lista di quelle che domenica giocheranno.
Ma giocheranno?
Fabio Giacalone

rev damo

(5 settembre 2003)

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