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Cultura
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030902gept
Le difficoltà palermitane di Emma Dante
La regista teatrale, rivelazione dello scorso anno, apprezzatissima
da pubblico e critica e pluripremiata per i suoi 'mPalermu e
Carnezzeria, si è però scontrata con l'indifferenza
delle istituzioni culturali di Palermo. Lo ha raccontato lei
stessa ad Ateneonline
Emma
Dante, regista palermitana premiata quest'anno con il premio Ubu, il più
prestigioso riconoscimento teatrale italiano, era stata la rivelazione
dellanno passato con mPalermu, e si è confermata
poi con Carnezzeria. Ha presentato le sue opere in tutta Italia,
riempendo i teatri e riportando il consenso del pubblico. Ma a Palermo
non è stato facile per lei mettere in scena i suoi lavori. Quest'estate,
il teatro Garibaldi ha dovuto programmare delle serate supplementari di
rappresentazione per Carnezzeria, perché non riusciva a
soddisfare tutte le prenotazioni. Per la Medea però, l'opera su
cui sta lavorando, ci sono ben poche speranze che sia portata in città.
"In tutti questi mesi - ha detto la regista palermitana - lindifferenza
delle istituzioni teatrali e culturali della città, Teatro Garibaldi
a parte, è stata assoluta. Non una telefonata, o un segno di interessamento,
nemmeno dopo la vittoria dellUbu. Trovo scandaloso che nessuno,
neanche da un centro dinnovazione come il teatro Libero di Palermo,
sia venuto a vedere cosa facevamo, disinteressandosi totalmente della
realtà che ormai la nostra compagnia rappresenta, una realtà
locale che prova a perseguire una strada alternativa al teatro distituzione.
Lunico interesse riscontrato in città è da parte della
stampa locale, che invece, per fortuna, ci segue con attenzione. E poi
il pubblico, che ogni sera ha riempito il teatro."
Eppure il tuo è un lavoro profondamente legato alla città.
Palermo è una sorta di fulcro del sistema di metafore che regge
i tuoi spettacoli.
"Palermo è fondamentale in tutto quello che metto in scena.
Anche se Carnezzeria è una produzione del teatro Crt di Milano,
è nato qui, respirando questa città, né poteva essere
altrimenti. Abbiamo provato per 13 mesi al Capo, presso il Csoa-ex carcere.
D'altra parte, anche se la mia città è il punto di partenza
della mia prospettiva sul mondo, tutto vuole avere un respiro più
ampio. "Carnezzeria", ad esempio, è senza dubbio una
storia di sottoproletariato, ma potrebbe funzionare anche nella borghesia.
La mia ossessione è, chiaramente, lesplorazione del nucleo
familiare. So già che farò sempre lo stesso spettacolo,
d'altronde ogni artista si porta dietro delle domande ricorrenti. Non
mi preoccupa la possibilità di ripetermi, non ho questo tipo di
angoscia".
Le tue opere posseggono una densità degna di una tragedia
greca. Un numero esiguo di personaggi in scena, assoluta unità
di tempo, spazio e azione. Tutto si svolge nella durata stessa della rappresentazione,
nello stesso luogo. Aristotele sarebbe stato contento
"Credo che questi siano i canoni essenziali della tragedia, gli assi
lungo cui far correre ogni dramma. Le tragedie si svolgono sempre nellarco
di una giornata. E stata una scelta naturale: nel tempo del dolore
esiste solo il presente, ripetuto allinfinito. E il mio legame col
dramma antico è molto profondo. Penso al palco come ad un altare,
in cui ogni sera si dice messa. E un rito sacro
Ma è
anche un processo. Il pubblico siede e giudica. Il teatro per discolparsi,
un olocausto espiatorio.
Luniverso della colpa è un lato interessante dei
tuoi lavori. I tuoi personaggi si aggrediscono, si colpiscono e allo stesso
tempo si amano. Violenza e affetti si mischiano inestricabilmente. Ci
sono colpe, ma non sembra che possano esserci davvero colpevoli...
"Io non nego lesistenza della colpa. Però, nel corso
della mia indagine, ho notato che invece è più difficile
attribuire a qualcuno una reale colpevolezza. La violenza e la sopraffazione
sono elementi nei quali i miei personaggi nascono e vivono costantemente
immersi. Sono prigionieri di questo elemento distruttivo che non sono
neanche in grado di capire
"
Giuseppe Troncale
rev cave
(2 settembre 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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