Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. - ateneo@unipa.it


www.ateneonline.info
portale d'informazione
dell'Università degli Studi
di Palermo

LE SEZIONI


Notiziario

>Esteri

>Interni

>Sicilia

>Palermo

>Sport e tempo libero

>News

>L'edicola online

>Rassegna stampa

>I grandi temi



Esteri

030829fab
Corea del Nord delusa dal vertice di Pechino
Minaccia di accrescere il suo arsenale nucleare

Il vertice con Usa, le due Coree, Russia, Cina e Giappone si chiude oggi con l'accordo dei sei a continuare il negoziato pacifico, per risolvere la crisi nucleare nordcoreana. I delegati di Pyongyang non gradiscono il rifiuto statunitense di un patto di non-aggressione. Washington vuole disarmo incondizionato. El Baradei: "Grave minaccia per il mondo"

La Corea del Nord minaccia di accrescere il suo arsenale nucleare, se le condizioni presentate dai suoi delegati al vertice di Pechino, per risolvere la crisi nucleare, non verranno accettate dagli Usa.
Questa nota poco rassicurante, è l'ultimo aggiornamento proveniente dalla Cina, nell'ultima giornata di colloqui sul programma nucleare della Corea del Nord. La tre giorni apertasi a Pechino mercoledì scorso, ha visto la partecipazione delle due Coree, degli Usa, della Cina, della Russia e del Giappone.
I rappresentanti dei sei paesi si avviano verso la conclusione odierna del vertice, concordi circa l'impegno di riprendere i negoziati. Lo ha affermato l'agenzia sudcoreana Yonhap, riportando quanto dichiarato dal capo della delegazione sud-coreana, Lee Soo-hyuck. Il negoziatore sudcoreano ha aggiunto che c'è accordo anche sul fatto che la questione della Corea del Nord va risolta in modo pacifico.
Stando così le cose, la prossima sessione dei negoziati dovrebbe svolgersi a metà ottobre, sempre a Pechino. Tuttavia, già oggi un diplomatico vicino ai colloqui parlava di una Corea del Nord non soddisfatta della posizione assunta dagli Usa nel corso del negoziato. I delegati nordcoreani erano giunti a Pechino con una proposta articolata, mirante a produrre un'inversione d'atteggiamento nella posizione ostile degli Stati Uniti.
Per risolvere la crisi legata al suo programma nucleare, lo stato asiatico si era detto disposto a non costruire più armi atomiche e a consentire ispezioni internazionali in cambio di un trattato di non-aggressione con gli Usa e di aiuti economici. Lo ha riferito l'agenzia ufficiale nordcoreana Kcna.
Ma la proposta di un patto di non-aggressione tra Usa e Corea del Nord è stata respinta dai diplomatici americani, che ieri hanno anche escluso la possibilità di colloqui bilaterali formali con i nordcoreani, all'interno del vertice di Pechino. Per Washington, lo smantellamento del programma nucleare da parte di Pyongyang deve avvenire in maniera incondizionata.
Secondo la stessa Kcna, gli Stati Uniti, rimanendo fermi sulle proprie posizioni, hanno messo in pericolo la possibilita' di tenere una seconda tornata di colloqui sul programma nucleare nordcoreano.
La Corea del Nord chiede, insomma, garanzie per la propria sicurezza. Ma nei giorni del vertice, Pyongyang non si è sottratta dal dichiarare di essere in possesso dell'arma nucleare e di volere effettuare un test con essa. Il viceministro degli esteri nordcoreano, Kim Yong, ha anche detto che il suo Paese è in possesso dei mezzi per lanciare l'arma.
Conferme sulla pericolosità dell'arsenale nucleare della Corea del Nord giungono dal capo dell'Agenzia atomica di Vienna (Aiea), Mohamed el Baradei. In una intervista alla Bbc, el Baradei ha detto che la Corea del Nord è colpevole di ricatto nucleare e che non le si può dare fiducia. L'Aiea vorrebbe lavorare per riportare Pyongyang al Trattato di non proliferazione. "Ma attualmente - afferma il capo dell'Aiea - la Corea del nord costituisce la maggior minaccia nucleare al mondo".
Fabio Giacalone

rev cave

(29 agosto 2003)

> torna alla Prima Pagina


Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina