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Esteri
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Corea del Nord delusa dal vertice di Pechino
Minaccia di accrescere il suo arsenale nucleare
Il vertice con Usa, le due Coree, Russia, Cina e Giappone si chiude
oggi con l'accordo dei sei a continuare il negoziato pacifico, per risolvere
la crisi nucleare nordcoreana. I delegati di Pyongyang non gradiscono il
rifiuto statunitense di un patto di non-aggressione. Washington vuole disarmo
incondizionato. El Baradei: "Grave minaccia per il mondo"
La
Corea del Nord minaccia di accrescere il suo arsenale nucleare, se le
condizioni presentate dai suoi delegati al vertice di Pechino, per risolvere
la crisi nucleare, non verranno accettate dagli Usa.
Questa nota poco rassicurante, è l'ultimo aggiornamento proveniente
dalla Cina, nell'ultima giornata di colloqui sul programma nucleare della
Corea del Nord. La tre giorni apertasi a Pechino mercoledì scorso,
ha visto la partecipazione delle due Coree, degli Usa, della Cina, della
Russia e del Giappone.
I rappresentanti dei sei paesi si avviano verso la conclusione odierna
del vertice, concordi circa l'impegno di riprendere i negoziati. Lo ha
affermato l'agenzia sudcoreana Yonhap, riportando quanto dichiarato dal
capo della delegazione sud-coreana, Lee Soo-hyuck. Il negoziatore sudcoreano
ha aggiunto che c'è accordo anche sul fatto che la questione della
Corea del Nord va risolta in modo pacifico.
Stando così le cose, la prossima sessione dei negoziati dovrebbe
svolgersi a metà ottobre, sempre a Pechino. Tuttavia, già
oggi un diplomatico vicino ai colloqui parlava di una Corea del Nord non
soddisfatta della posizione assunta dagli Usa nel corso del negoziato.
I delegati nordcoreani erano giunti a Pechino con una proposta articolata,
mirante a produrre un'inversione d'atteggiamento nella posizione ostile
degli Stati Uniti.
Per risolvere la crisi legata al suo programma nucleare, lo stato asiatico
si era detto disposto a non costruire più armi atomiche e a consentire
ispezioni internazionali in cambio di un trattato di non-aggressione con
gli Usa e di aiuti economici. Lo ha riferito l'agenzia ufficiale nordcoreana
Kcna.
Ma la proposta di un patto di non-aggressione tra Usa e Corea del Nord
è stata respinta dai diplomatici americani, che ieri hanno anche
escluso la possibilità di colloqui bilaterali formali con i nordcoreani,
all'interno del vertice di Pechino. Per Washington, lo smantellamento
del programma nucleare da parte di Pyongyang deve avvenire in maniera
incondizionata.
Secondo la stessa Kcna, gli Stati Uniti, rimanendo fermi sulle proprie
posizioni, hanno messo in pericolo la possibilita' di tenere una seconda
tornata di colloqui sul programma nucleare nordcoreano.
La Corea del Nord chiede, insomma, garanzie per la propria sicurezza.
Ma nei giorni del vertice, Pyongyang non si è sottratta dal dichiarare
di essere in possesso dell'arma nucleare e di volere effettuare un test
con essa. Il viceministro degli esteri nordcoreano, Kim Yong, ha anche
detto che il suo Paese è in possesso dei mezzi per lanciare l'arma.
Conferme sulla pericolosità dell'arsenale nucleare della Corea
del Nord giungono dal capo dell'Agenzia atomica di Vienna (Aiea), Mohamed
el Baradei. In una intervista alla Bbc, el Baradei ha detto che la Corea
del Nord è colpevole di ricatto nucleare e che non le si può
dare fiducia. L'Aiea vorrebbe lavorare per riportare Pyongyang al Trattato
di non proliferazione. "Ma attualmente - afferma il capo dell'Aiea
- la Corea del nord costituisce la maggior minaccia nucleare al mondo".
Fabio Giacalone
rev cave
(29 agosto 2003)
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