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I grandi temi
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030827vaso
Le canzoni che tormentone
L'estate 2003 ha ufficialmenbte istituzionalizzato i tormentoni e
la loro necessaria presenza per rendere popolare qualsiasi hit che vuole
essere ballato in discoteca o in spiaggia. Una situazione che ha destato
gli interessi di amanti della lingua scritta e parlata come Stefano Bartezzaghi
(nella foto) e Tullio De Mauro
Da
I Watussi di Edoardo Vianello al Cacao Meravigliao di Renzo
Arbore. Dalla sudamericana Macarena alla recentissima Canzone
del capitano del Dj Francesco che piace tanto ai bambini. Come una
tassa da pagare ogni estate, anche questa calda stagione è stata
caratterizzata dalla canzone tormentone da ballare in gruppo che vede
in Chihuahua di Dj Bobo il principale rappresentante del 2003.
Un rito collettivo, quello del tormentone che incuriosisce parecchio i
conoscitori degli aspetti evolutivi della lingua scritta e parlata, perfino
di chi si serve della parola con un fine ludico.
"Con il termine tormentone - secondo il principe dei linguisti italiani
Tullio De Mauro - si indica una voce gergale, nata in ambito teatrale
e diffusosi in ambito televisivo. Identifica la ripetizione forzata, non
necessaria dal punto di vista della ripetizione dei pezzi, ma necessaria
dal punto di vista dello spettacolo, di una frase, di una parola o di
un gesto. I comici dellarte conoscevano già il tormentone
e lo utilizzavano come pratica per attrarre lattenzione. Il modello
del tormentone si è protratto fino ai giorni nostri e lo troviamo
nel teatro del Novecento grazie a Totò che è stato un grande
inventore di tormentoni. Negli spettacoli televisivi la ripetizione continua
rende evidente la tormentosità di un tormentone. Arbore è
stato un altro grande inventore di tormentoni
dati ad altri però.
Secondo me per diffondere un tormentone cè bisogno di quello
che i sociologi chiamano pubblico influente, cioè un pubblico selezionato
e di afezionados".
Il tormentone, in senso stretto è quindi un espediente degli attori
comici (ma anche dei pubblicitari e dei cantanti) che, continuando a ripetere
una frase fatta, scatenano lilarità o lattrazione del
pubblico. Se poi questo meccanismo avviene attraverso i media, il tormentone
passa nel linguaggio comune.
Una visione parallela, ma più moderna, sulla definizione di tormentone
la da anche il popolare enigmista Stefano Bartezzaghi: "Altro non
è che un evoluzione della tradizionale battuta teatrale. Singole
parole o frasi, provenienti o dai mass media o dalle canzoni, che entrano
a far parte della conversazione tipica della vita metropolitana. Dialoghi
che ognuno di noi ha con il barista dove va a prendere il cappuccino o
in ascensore o nei luoghi di lavoro. In quei posti quindi dove si crea
quel tipo di conoscenze collettive che nascono intorno a spazi molto limitati.
Lì il tormentone porta la simpatia di una strizzata d'occhio che,
se condivisa, diventa una sorta di modo simpatico di interagire anche
fra chi si conosce da poco". E allora: Ta tatta tatà chihuahua.
Vassily Sortino
rev sian
(27
agosto 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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