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cronaca universitaria

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Marcello Carapezza e Alberto Monroy,
il cuore internazionale della ricerca palermitana
E' on line, sul sito del Quality College del Cnr,la relazione di Mario Pagliaro su due dei più grandi scienziati siciliani: "Mantenere viva la loro memoria servirà ai giovani studenti siciliani nel loro impegno scientifico e civile e a far rivivere nella pratica le capacità espresse con le loro opere"

Una delle sale più belle di palazzo Chiaramonte è dedicata a lui. E' stato Marcello Carapezza a volere e seguire, oltre venti anni fa, i lavori di restauro dello Steri, che nel 1985 sarebbe diventato la sede del rettore. Ed alla sua amicizia con Renato Guttuso dobbiamo la possibilità di ammirare la famosa tela "La Vucciria" proprio nella sede del rettorato dell'Università di Palermo.
Marcello Carapezza e Alberto Monroy fondarono nel capoluogo siciliano scuoledi livello mondiale, rispettivamente nei campi della geochimica e della
biochimica.. A molti anni dalla loro morte, i due scienziati vengono ricordati nella interessante relazione di Mario Pagliaro, ricercatore chimico e formatore manageriale al Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Palermo.
Nel lavoro di Carapezza vi era un interesse preminente: trovare un equilibrio nella difficile relazione tra l'uomo e la natura. Negli anni Settanta si cominciava a percepire quali fossero gli effetti devastanti dell'intervento umano sull'ambiente. Le sue ricerche scientifiche erano mirate alla risoluzione di problemi ambientali come il degrado dei monumenti dovuto all'inquinamento atmosferico, ma soprattutto alla protezione dei cittadini da terremoti ed eruzioni vulcaniche attraverso la "sorveglianza geochimica" e una più completa valutazione del rischio sismico sul territorio italiano.Alberto Monroy era invece un medico cui si deve la fondazione dell'Istituto di Anatomia comparata, oltre a importanti scoperte di biologia marina.
La relazione di Pagliaro si conclude con una riflessione sull'importanza delle ricerche dei due studiosi: "Gli studenti siciliani hanno oggi la possibilità di studiare in scuole di biochimica e geochimica di livello internazionale. E bisogna mantere viva la memoria di due scienziati che sono riusciti a portare avanti importantissime scoperte in una città che non è di certo conosciuta nel mondo per i propri risultati scientifici".
Silvia Andretti

(nelle immagini, dall'alto: Marcello Carapezza e Alberto Monroy)

(26 agosto 2003)

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