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Cultura e spettacolo
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030826moma
Reality-show: dalle origini ad oggi
Dalla Tv
verità a The bachelor, passando per Il grande
fratello e per altri reality che negli anni hanno tenuto incollati
al video milioni e milioni di persone. La storia del format secondo Gianna
Cappello, docente di Storia della radio e della televisione
Diventato uno dei format più diffusi
nelle televisioni di tutto il mondo, il reality continua la sua evoluzione.
Da Il grande fratello a Operazione trionfo e Saranno
famosi fino ai nuovi modelli proposti al grande pubblico durante
lestate. Diario, condotto da Marco Liorni su Italiauno,
Adesso sposami con Antonella Clerici e andato in onda su Raiuno,
e infine The bachelor, il noto programma arrivato in Italia,
dove lo ha condotto Cristina Parodi, direttamente dagli Stati Uniti, dove
a dire il vero ha avuto più fortuna che da noi.
Criticati, attaccati, ma seguitissimi, i reality sono ormai onnipresenti
nella nostra televisione e continuano a fare incetta dascolti. Ma
come sono arrivati al successo? Da che tipo di programmi hanno avuto origine?
Ne abbiamo parlato con Gianna Cappello che insegna Storia della radio
e della televisione presso la Facoltà di Scienze della Formazione
dellUniversità di Palermo. Lantenato del reality-show,
usando un termine tutto italiano, è la Tv verità
- spiega la professoressa -. Emblematico è il caso di Un
giorno in pretura e di altri esperimenti che negli anni 80
sono partiti da Raitre, come Telefono giallo o Chi lha
visto, in particolare durante la direzione della rete da parte di
Angelo Guglielmi e quella del Tg di Alessandro Curzi. I reality hanno
avuto origine da questi grandi esempi di tv di servizio che avevano, fra
i loro pregi, quello di voler rappresentare la realtà con la realtà.
Anche in questo caso, secondo Cappello, si era nel campo della fiction,
nel senso di rappresentazione, già per il solo fatto di usare una
telecamera che comunque comporta una costruzione della realtà.
Forte però era in queste trasmissioni lintento di dare un
servizio. A loro volta alcuni dei programmi prima citati e quindi
anche certi tipi di reality, sono ricollegabili a Portobello,
il programma di Enzo Tortora che ha fatto scuola e che è stato
definito il padre di tutti i format. Portobello, che debuttò
alla fine degli anni 70 in Rai, conteneva al suo interno numerose
e diversificate rubriche: lo spazio per gli inventori, i tentativi di
rintracciare persone di cui non si hanno notizie da tempo, la ricerca
dellamore.
Con il passare degli anni e il diffondersi di questa tendenza, si
è finito per privilegiare lintrattenimento a discapito del
servizio e dellinformazione aggiunge la professoressa Cappello.
Un chiaro esempio di questo processo è la Tv dellintimità,
a cominciare da Amici, capostipite di questa serie di programmi.
E dal genere dellinfotainment, riferito a tutti quei programmi che
stanno a metà fra informazione e intrattenimento come La
vita in diretta, si è passato negli ultimi anni allemotainment,
proprio prendendo spunto da quelle trasmissioni costruite sullimpatto
emotivo che hanno sul pubblico a casa. E il cambiamento non ha di certo
giovato alla qualità dellofferta televisiva, sia pubblica
che privata. Quei linguaggi e quelle grammatiche televisive nate
con la Tv verità, - conclude Gianna Cappello - nei
reality di oggi purtroppo sono andate perse. Lasciando sempre più
spazio allenfatizzazzione attraverso le telecamere e gli altri mezzi
televisivi, dei racconti e delle lacrime delle numerosissime persone che
vanno in tv a parlare della propria intimità davanti a milioni
di italiani.
Monica Mansueto
(26 agosto 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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