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Inchiesta
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030808nomi
Con
Sky via al monopolio della tivù via satellite
Sky e Murdoch sbarcano
in Italia. Proponendo un'offerta vastissima, che comprende cinema, sport
e news, il magnate australiano tenterà di fare concorrenza alla
nostra televisione generalista. Dopo le bufere scatenate dalle sue testate
in Gran Bretagna e Usa, si aspetta di vedere cosa accadrà in Italia
Il 31 luglio 2003 segna
lingresso in scena di Rupert Murdoch nella televisione italiana,
seppure, per ora, solo in quella via satellite. Acquistando Telepiù
e Stream e fondendole in ununica nuova emittente, Sky, il magnate
australiano ha adesso il monopolio della tv pay per view, accostandosi
così allaltro monopolio, però delletere, che
in Italia è tenuto da Silvio Berlusconi.
50 canali di base, tutto il meglio del cinema: con sei canali che offrono
in anteprima e per tutto il giorno i migliori film italiani e stranieri,
i classici, gli inediti, i film dautore, le esclusive del mondo
del cinema. Poi lo sport, che vanta una programmazione imponente: il campionato
italiano con anticipi e posticipi in esclusiva, la Champions League, il
calcio estero; ma cè spazio anche per gli altri sport, sono
in programma, infatti, i più importanti tornei di basket, gli Europei
di basket, e ancora lo sport made in Usa, partendo dalla Nba. Infine le
news, per cui è gia stato previsto un canale dedicato esclusivamente
alle notizie. Chiamati già circa 80 giornalisti. Il prezzo degli
abbonamenti va dai 22 euro mensili per il pacchetto di base Primosky sino
ai 55 euro per vedere tutti i canali.
Ora ci si chiede se davvero limpero di Murdoch riuscirà a
spazzar via la concorrenza, a cominciare proprio dalla Rai, che di fronte
ad unofferta tanto smisurata, dovrà certamente cambiare qualcosa
nella sua programmazione e puntare di più sulla qualità
dei suoi prodotti. Ma a temere dellinfluenza che potranno avere
i programmi di Murdoch è anche lUlivo, che, già bersagliato
dalle reti private, adesso dovrà fare i conti con la preponderante
informazione targata Sky. Ma Murdoch ha già promesso uninformazione
presentabile e soprattutto neutrale.
Comunque, sarà difficile che il suo passaggio in Italia non passi
inosservato: in tutti i paesi in cui ha imposto il suo impero mediatico,
che comprende anche i giornali, oltre alla casa di produzione cinematografica
Twenty Century Fox e alla casa editrice Harper Collins, qualcosa è
cambiata di certo. Il magnate si è imposto persino nel giornalismo
anglosassone dove è sbarcato dallAustralia negli anni 70.
Qui, seguendo una linea editoriale esplicitamente di destra e opportunistica,
ha, prima, appoggiato il governo della Thatcher, poi, ha mollato i Tories,
quando, nel 97, si rese conto che il vento era cambiato. Appoggio
incondizionato a Tony Blair da parte delle sue testate, cominciando dai
temi caldi: leuro, la situazione in bilico del Medio Oriente e la
guerra in Iraq.
Anche in Usa il suo arrivo ha provocato un terremoto politico. Murdoch
ha immediatamente schierato il suo potente impero mediatico a favore dei
neoconservatori, lala più rivoluzionaria e aggressiva
della destra americana, in quanto nata dalla delusione e dal pentimento
di alcuni uomini di sinistra, che, negli anni 70, avevano militato
nella contestazione studentesca e contro la guerra in Vietnam. Con l11
settembre, poi, è stata avviata una controffensiva imponente, per
cui sabotare Bush e la sua politica estera equivale a schierarsi dalla
parte dei terroristi. Con la propaganda nazionalistica e i toni spregiudicati
adottati in particolare durante lultima guerra in Iraq, la Fox News
è riuscita anche a superare gli ascolti della liberal Cnn.
Noemi
Brugarino
(8 agosto 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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1/6/2001
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