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Scoperta una nana bruna
Osserviamo le stelle seduti davanti al computer
Un nuovo sistema informatico, il National virtual observatory, consente
l'analisi incrociata dei dati sulle osservazioni, contenute in diverse banche
dati. Si lavora sulle informazioni rilevate attraverso telespopi, spettroscopi
e satelliti. La stella scoperta è un ibrido fra stella e pianeta
ed emette poca luce
Avreste
mai pensato che si potessero scoprire nuove stelle e altri corpi celesti
senza scrutare il cielo?
Pare che questa possibilità non sia poi così inverosimile.
Un gruppo di astrofisici, infatti, ha scoperto una nana bruna attraverso
l'analisi dei dati incamerati in un computer.
La notizia giunge dai lavori per la realizzazione di un osservatorio virtuale
della volta celeste, chiamato National virtual observatory (Nvo).
Questo nuovo meccanismo informatico sfrutta l'intero bagaglio d'informazioni
sulle rilevazioni astronomiche finora effettuate e raccolte nelle banche
dati dei diversi centri di ricerca. Comparando, in maniera incrociata,
i parametri relativi alle rilevazioni compiute da strumenti diversi, si
ottiene un monitoraggio dettagliato della volta celeste e nei casi più
fortunati la scoperta di corpi celesti prima sconosciuti. Questi ultimi
emergono all'attenzione dei ricercatori grazie all'occorrenza di particolari
dati, come quelli sulla banda di frequenza della loro emissione luminosa.
Tutto questo è possibile oggi perchè gli strumenti di cui
si avvalgono l'astronomia e l'astrofisica, telescopi, spettroscopi, satelliti
e quant'altro, hanno raggiunto un alto livello di perfezionamento tecnologico
e consentono un'elevata precisione nelle rilevazioni. Inoltre la quantità
di dati raccolti su computer è enorme e consente di effettuare
analisi del genere più agevolmente.
Nel caso in questione, la nuova tecnica ha rivelato tutte le sue potenzialità
rivelando l'esistenza di una stella difficile da osservare. Le nane brune,
infatti, sono oggetti celesti ibridi, a metà strada tra una stella
e un pianeta. Hanno una massa troppo piccola per sviluppare la temperatura
necessaria all'innesco delle reazioni nucleari che fanno brillare le stelle.
Le nane brune non possono essere considerate neppure pianeti. Sono, infatti,
più massicce ma, come i pianeti, non brillano di luce propria.
Per questo sono molto difficili da osservare.
Si pensa però che questi oggetti siano tanto numerosi da costituire
una buona fetta della materia oscura che permea il nostro universo.
Fabio Giacalone
(8 agosto 2003)
(nella foto ecco come potrebbe apparire una nana bruna,
una stella mancata che non è neppure un pianeta)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
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