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AP - Architettura

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L'industrial design adesso è globale
La progettazione di oggetti di uso quotidiano ha raggiunto ormai livelli internazionali, inglobando anche le fasi dei piani di marketing e di comunicazione. In un mondo sempre più globalizzato, Italia e America non sono più le sole regine del disegno industriale: altri Paesi si affacciano all'orizzonte

La comunicazione entra a far parte dell'idea e del concetto di disegno industriale. Negli ultimi anni, la globalizzazione, infatti, non ha significato solo l'allargamento della produzione e il coinvolgimento mondiale nella progettazione, ma anche l'evoluzione del design, che comprende anche le fasi di costruzione dell'immagine del prodotto oltre che dell'oggetto in sé.
"Nell'ultimo periodo - afferma il professore Vanni Pasca, presidente del corso di laurea in Disegno industriale - il nocciolo del cambiamento non ha riguardato i vari trend che vanno e che vengono, ma l'allargamento del mercato produttivo del design. Se negli ultimi 50 anni, soprattutto dopo il secondo dopoguerra, i leader nel settore erano Italia, Giappone, Paesi scandinavi e Stati Uniti, adesso il design si sviluppa in tutto il mondo. Questo accade per il semplice fatto che questo tipo di prodotti vengono venduti anche a livello mondiale e non più solamente sui mercati locali".
Il disegno industriale nasce e si sviluppa a partire dalla Rivoluzione industriale. La parola inglese "design", significa progetto e quindi quel particolare tipo di prodotto che non è frutto dell'inventiva dell'artigiano e non ha la peculiarità dell'esclusività. "Spesso, prima della Rivoluzione industriale, i piccoli artigiani tramandavano di padre in figlio l'idea dell'oggetto da realizzare e ne seguivano passo passo la nascita e la costruzione. Adesso - continua Pasca - gli oggetti vengono invcece realizzati in fabbrica da operai che non hanno partecipato all'elaborazione del progetto, che è stato concepito dall'industrial designer".
La tendenza rilevabile nell'ultimo periodo, quindi, non riguarda aspetti formali del disegno industriale, ma un modo diverso di concepirlo.
"Quando si pensa al progetto di un oggetto - afferma il professore Pasca - adesso non si valuta solo il prodotto in sé, ma anche tutto ciò che gli ruota attorno. Come verrà e dovrà essere percepito dal consumatore, quale sarà la strategia di comunicazione da adottare e quali gli eventi da organizzare per promuovere l'oggetto". Ma il disegno industriale non è solo oggettistica, mobili e prodotti di uso quotidiano, fare design "significa anche saper progettare un piano di comunicazione di spazi e luoghi - dice il presidente del Corso di laurea - rendere appetibile al pubblico uno luogo storico, uno spazio adibito a eventi culturali è design". "Per questo - conclude Pasca - è in fase di progettazione lo studio per l'attivazione di una laurea specialistica in Disegno industriale per i beni culturali, in collaborazione con il Politecnico di Milano e a facoltà di Architettura di Napoli. E' inoltre previsto a breve un master di cui ancora non sono pronte però le specifiche precise".
Il corso di laurea si secondo livello servirà a formare esperti in comunicazione museale. Gli studenti saranno in grado di progettare lo spazio storico, archeologico e culturale in base a percorsi illustrativi che guidino i visitatori. Dagli allestimenti veri e propri, i compiti dei futuri designer per i beni archeologici riguarderanno anche la creazione della segnaletica e delle indicazioni per fruire nel modo più completo il luogo storico.

Daniela Mogavero
rev. pima/sian


(7 agosto 2003)





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