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Facoltà di scienze matematiche fisiche e naturali

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Ecologia, la chiave per il nostro futuro
"Gli italiani? santi, poeti e navigatori, ma poco ecologisti". Silvano Riggio, ordinario di Ecologia, ha presentato, nel corso dell forum italo-russo che si è svolto nell'Aula magna di Ingegneria, i passi avanti compiuti negli ultimi anni nel campo della tutela dell'
ambiente in Italia


"L'Italia non è certo un paese che vanta una primogenitura nei settori legati all'Ecologia e alle Scienze naturali. Tuttavia, negli ultimi trent'anni il Belpaese ha fatto grandi passi in avanti rispetto al passato", questo è il giudizio di Silvano Riggio, docente di Ecologia alla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali di Palermo. Il professore ha fatto il punto della situazione sulla tutela dell'ambiente nel nostro paese durante il convegno tenutosi in occasione del Forum italo-russo.
Secondo la storica massima, gli italiani sono "santi, poeti e navigatori", ma purtroppo - come ha continuato Riggio - "non ecologisti".
"Anche se storicamente l'Italia vanta un numero di famosi scienziati - ha ricordato il professore - come Archimede, Giordano Bruno, Leonardo da Vinci e Galileo Galilei, per anni l'influenza della Chiesa ha pesato sugli studi biologici e naturali. In anni più recenti il pensiero del filosofo Benedetto Croce, caratterizzato da un atteggiamento anti-scientifico, ha influenzato la cultura italiana".
Il primo Corso di Ecologia fu attivato in Italia nei primi anni Settanta. Il numero degli iscritti era esiguo e pochi i fondi a disposizione per fare studi sul campo. Ma già nei primi anni Ottanta la situazione era diversa, infatti, furono istituite tre società italiane legate a tematiche ambientali: la società italiana di Biologia marina, quella di Ecologia e quella di Limnologia e Oceanografia. Furono creati, inoltre, molti parchi naturali.
Un grande ruolo per la formazione di una coscienza ambientalista l'hanno giocato, anche, le associazioni come il Wwf e Legambiente. Un esempio è l'area protetta di Capo Gallo a Palermo, che è oggetto di studio soprattutto nell'ambito della fauna marina di tipo sub-tropicale. In questa zona Legambiente, in collaborazione con il Cnr, sta portando avanti una campagna per il ripopolamento e il restauro del fondali marini.
I corsi legati agli studi sull'ambiente e sulla natura tenuti presso l'Ateneo di Palermo hanno un approccio olistico. Il corso di laurea in Scienze naturali comprende studi di botanica, zoologia e geologia. I laureandi devono fare pratica in laboratorio, o meglio, attraverso gite ed escursioni, che sono organizzate in ambienti di particolare interesse ambientale. Le zone privilegiate per gli studi sul campo sono parchi naturali, aree boschive e soprattutto riserve naturali. Ma vere e proprie zone di attrazione per gli studiosi sono anche gli ecosistemi urbani degradati e inquinati.
Le esperienze sul campo vengono organizzate anche per gli studenti già laureati, e si tengono annualmente in aree marine protette, come quella dell'isola di Ustica. Il corso di Bentonologia, della durata di dieci giorni, è aperto a circa quindici studenti ed è organizzato in collaborazione con l'Università di Napoli. "Gli studenti simulano il lavoro di una vera équipe facendo ricerca sul campo per circa dodici ore al giorno - ha spiegato Riggio - metà della giornata viene trascorsa sott'acqua e l'altra in laboratorio".
Un altro esempio di ricerca con un respiro più internazionale è quella condotta in collaborazione con l'Università di Heidelberg. "Ogni anno - ha sottolineato il professore - viene organizzata una crociera a bordo di una nave chiamata Floretta, lunga trentadue metri e attrezzata per svolgere ricerche sottomarine". L'obiettivo delle escursioni è osservare gli splendidi fondali del Mar Tirreno, dove sono presenti formazioni corallifere di particolare interesse scientifico. Questo tipo di ricerche consente un continuo feedback tra studenti e professori, che permette anche una elaborazione di testi che riportano il lavoro svolto sul campo.
Silvia Iacono

rev damo/sian


(6 agosto 2003)

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