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Un roseto in onore della Santuzza e della scienza Tutte le specie di rose glorificheranno Santa Rosalia in un monumeto floreale che sorgerà all'interno dell'Istituto Castelnuovo sotto Montepellegrino. Il progetto, di grande valore scientifico, è stato realizzato da Alfonso Sciortino, docente di Floricoltura alla facoltà di Agraria col patrocinio del Comune di Palermo. Che ora dovrebbe finanziare l'opera Un'opera di immenso valore scientifico
per l'Ateneo e di grande valore simbolico per tutti i palermitani. Questo
sarà il roseto che verrà realizzato dal Comune in collaborazione
con il dipartimento di Agronomia, coltivazioni erbacee e pedologia. "Il
Comune ha espresso la volontà di dedicare un giardino a S. Rosalia,
protettrice di Palermo - afferma Alfonso Sciortino, docente di Floricoltura
alla facoltà di Agraria e autore del progetto- e ha scelto di realizzarlo
presso l'Istituto Castelnuovo, una villa storica con un parco di circa
13 ettari, alle falde del Monte Pellegrino". Il progetto, spiega
il professore, prevede di impiantare tutte le specie esistenti di rose:
"E' stata realizzata una planimetria divisa in dodici settori, in
ognuno di essi verrà impiantato un tipo di rosa diverso. Si parte
delle specie spontanee, le più antiche, fino ad arrivare agli ibridi
moderni. I settori sono dodici perché di questo numero sono le
sezioni botaniche del fiore e le rose che compongono il diadema della
Santuzza. Il progetto prevede, inoltre, che la forma del campo rappresenti
la planimetria della vecchia città di Palermo, con due assi principali
(che ricordano corso Vittorio Emanuele e via Maqueda) che si incrociano
in un punto realizzato in modo da ricordare piazza Vigliena, cioè
i Quattro canti. Da questa specie di piazza si dipartono le varie sezioni,
che hanno ognuna una dimensione diversa poiché composte da un numero
di specie e ibridi diversi". Un'opera, il cui intento è quello
di studiare le specie di rose per la prima volta tutte insieme e valutare
la loro risposta nell'ambiente palermitano, facendo uno screening il più
completo possibile. "La superficie è molto vasta - continua
il docente - e l'opera potrebbe diventare un punto di attrazione non indifferente,
soprattutto dal punto di vista scientifico. Tra questi viali, si potrà
percepire nettamente l'evoluzione che la rosa ha avuto nel corso di migliaia
di secoli. Bisogna ricordare, infatti, che questo fiore è la prima
specie rinvenuta alla stato fossile, ben cinque milioni prima della comparsa
dell'uomo".
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