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Sicilia
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030804mari
Donnafugata
da il via alla vendemmia notturna
Straordinaria
si preannuncia l'annata del vino appena iniziata. Stanotte è toccato
a Contessa Entellina inaugurare la stagione, dove Donnafufata possiede
grandi estensioni di viti. "Il futuro economico dell'azienda sta
nella selezione clonale" dichiara il responsabile marketing
Stanotte è
stato reciso il primo grappolo di Chardonnay nella tenuta di Contessa
Entellina, un piccolo comune in bilico fra le province di Trapani, Agrigento
e Palermo. Si è inaugurata così l'annata siciliana, che
si prevede ottima sia da un punto di vista qualitativo che da un punto
di vista quantitativo dicono gli esperti.
Da 5 anni l'azienda di Donnafugata (nella foto i figli di Josè Rallo, tenutaria dell'azienda) che proprio a Contessa gestisce 230 ettari di vigneto aspetta che faccia buio per compiere il tradizionale rito della vendemmia. La vendemmia notturna consente di risparmiare il 70 per cento di energia, un fatto non indifferente se consideriamo che Donnafugata proprio lo scorso anno ha investito in un impianto fotovoltaico per la produzione di elettricità. L'azienda, che per descrivere i propri progetti ha coniato la formula "impresa-natura-cultura" ha aderito al "Kyoto club", costituito da aziende sensibili a temi ambientali. Donnafugata fattura 11 milioni di euro l'anno e produce un milione e 700 mila bottiglie. Il 20 per cento della produzione è destinata ai mercati esteri. Josè Rallo, responsabile della sezione marketing dell'azienda ha dichiarato che molto poco si è fatto in merito alla selezione clonale: "Dall'estero arrivano continue richieste per i nostri vigneti autoctoni, come il nero d'Avola e l'ansonica. La selezione consentirebbe di internazionalizzarli creando le condizioni per poterli trapiantare in altre latitudini e climi come è avvenuto con i grandi vitigni francesi".
Maria
Catena Salerno
rev. rube/anme
(4 agosto 2003)
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