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Supercoppa Italiana alla Juventus
Milan sconfitto ai rigori, vendicata Manchester

Al Giants Stadium di New York, rossoneri e bianconeri si danno battaglia per 120 minuti, in una gara equlibrata e con molti errori. Rete di Pirlo, su rigore, al 105'. Pareggio di Trezeguet al secondo minuto di recupero del primo tempo supplementare. Si va ai rigori e l'errore dell milanista Brocchi
consegna il trofeo ai bianconeri

Vendetta compiuta. Nell'insolita cornice del Giants Stadium di New York, la Juventus batte il Milan nella finale di Supercoppa italiana e cancella l'onta dell'Old Trafford di Manchester, dove nel maggio scorso aveva dovuto cedere la Champions league proprio ai rivali rossoneri. Una rivincita completa non solo nel risultato finale ma anche nella dinamica: la vittoria bianconera si è infatti concretizzata ai calci di rigore, da quel dischetto che, appena tre mesi fa, era stato fatale alla Signora .
Stavolta, però, le due squadre non sono giunte alla spietata lotteria a secco di reti nei tempi regolamentari e supplementari, come in quel di Manchester. Terminati sullo zero a zero i novanta minuti, per Juventus e Milan si è prospettata la soluzione dell'extra time con il meccanismo del silver gol: chi chiude in vantaggio i primi 15 minuti di gioco vince il match.
I rossoneri hanno subito provato ad avvantaggiarsi di questa regola, realizzando un calcio di rigore (atterramento di Ambrosini) con Pirlo, proprio al 15' del primo tempo supplementare.
Rete beffarda, di quella che taglia le gambe all'avversario perchè fa pensare che non ci sia più modo di rimediare. E invece la Juventus, con il suo solito cuore, ha saputo reagire trovando al 17' la rete sottoporta di Trezeguet, su errore imperdonabile dei difensori milanisti.
Dunque 1- 1 e tutto da rifare. Ma nella seconda frazione supplementare le squadre si controllano e non succede più nulla fino alla fine.
Si va ai rigori. Nella sequenza di tiri andati a segno l'unico a fallire dagli undici metri è il milanista Brocchi. Il rigore decisivo è, invece, quello di Ciro Ferrara, ancora una volta esempio di spirito agonistico e professionalità.
La Juve alza la coppa, in una sfida tutto sommato molto equilibrata. Il Milan ha proposto la stessa formazione della finale di Manchester, con la sola variante del nuovo arrivato Cafù al posto del veterano Costacurta.
La Juventus, invece, ha azzardato una formazione decisamente d'attacco. Lippi ha messo Del Piero e Miccoli alle spalle di Trezeguet, con Nedved a cercare incursioni e cambi di passo a gò gò e Zambrotta ad imperversare sulla fascia sinistra. Di questo impianto, però, il solo a funzionare a dovere è stato il biondo Pavel, che ha dimostrato la tutta sua forza nonostante un polpaccio dolorante. Sotto tono Del Piero e Miccoli, ancora imballati per la preparazione. Lippi li ha sostituiti con Di Vaio e Camoranesi, trovando un assetto più equilibrato ed efficace. In evidenza anche il ghanese Appiah, inesauribile a centrocampo.
Il Milan, invece, ha faticato molto nei primi 45 minuti di gioco, soffrendo l'arrembanza dei bianconeri. Ma quando, nella ripresa, i ritmi sono calati, la maggior qualità degli uomini di Ancelotti è venuta fuori e i rossoneri hanno preso il pallino del gioco. Particolarmente pericolosi sono risultati i soliti Shevchenko e Inzaghi, contro i cui tiri si è esaltato un attento Buffon. Cafù, sulla destra, ha messo in mostra un buon ritmo per le sue frequenti discese.
In generale, la gara ha vissuto della preparazione ancora acerba delle due formazioni e ha subito gli effetti del gran caldo. Per Lippi, "bisogna fare i complimenti a tutte e due le squadre che hanno giocato questa partita in condizioni climatiche difficili". Ancelotti, invece, non può che recriminare: "Con un briciolo di attenzione in più avremmo vinto noi".
I 54 mila spettatori accorsi al Giants Stadium hanno assistito ad un ottimo incontro, avvincente e ricco di emozioni, grazie agli spazi che le due squadre si sono concesse a vicenda.
Ma si tratta sempre di calcio agostano e benchè la Juve si sia aggiudicata il primo trofeo ufficiale della stagione, il lavoro per mantenersi vincenti durante l'intera annata è ancora lungo e faticoso.
Fabio Giacalone


Tabellino
JUVENTUS-MILAN 6-4 rig (0-0, 0-0, 1-1, 1-1)
MARCATORI:
106' rig. Pirlo (M), 107' Trezeguet (J). Questa la sequenza dei calci di rigore: Di Vaio: rete. Pirlo: rete. Trezeguet: rete. Serginho: rete. Birindelli: rete. Brocchi: parato. Camoranesi: rete. Nesta: rete. Ferrara: rete.
Juventus (4-2-3-1 poi 4-4-2):
Buffon; Birindelli, Legrottaglie, Iuliano (109' Ferrara) Zambrotta; Tacchinardi, Appiah, Nedved; Del Piero (63' Di Vaio), Miccoli (53' Camoranesi); Trezeguet. A disp. Chimenti, Davids, Pessotto, Conte. All. Lippi.
Milan (4-4-2):
Abbiati; Cafu, Nesta, Maldini, Kaladze; Rui Costa (80' Brocchi), Gattuso (44' Ambrosini), Pirlo, Seedorf (66' Serginho); Inzaghi, Shevchenko. A disp. Dida, Simic, Borriello, Roque Junior. All. Ancelotti.
Arbitro:
Pierluigi Collina (Ita)
Ammoniti:
Tacchinardi e Maldini per gioco falloso.
rev.nifi/

(4 luglio 2003)

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