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Scienze

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Esperti in Geologia con il pallino per l'ambiente
Gli studenti del corso di laurea di primo livello in Scienze geologiche imparano a studiare i rischi, le risorse e le caratteristiche dell'ambiente e imparano come preservarle. Il lavoro? I posti ci sarebbero, soprattutto nell'amministrazione, ma ancora oggi vengono occupati da altre figure


Attivato da due anni il corso di laurea di primo livello in Scienze geologiche, presieduto dalla professoressa Giovanna Lo Cicero, conta già circa 160 iscritti, 80 per ogni anno e avrà i suoi primi laureati nel 2003-2004. Con 24 materie obbligatorie e 9 facoltative il Corso prevede sia lezioni frontali che attività di laboratorio e sul campo per fornire le competenze pratiche e teoriche necessarie per accedere al mondo del lavoro. Nel triennio è contemplata anche la scelta tra diversi curricula, ciascuno con obiettivi specifici. “Gli indirizzi sono tre, ma ho notato che la decisione degli studenti è ancora basata sull’incertezza. Molti, infatti, scelgono il curriculum che ha più materie applicative e che unisce la geologia e la mineralogia, cioè il profilo C”, dice la professoressa Lo Cicero. L’indirizzo A, in Geologia e esplorazione geologica, ha l’obiettivo di ampliare le conoscenze dello studente nei campi della geologia e della geofisica al fine di formare una figura professionale orientata all’esplorazione geologico-strutturale di superficie e del sottosuolo. Il curriculum B, in Chimica e fisica della terra, non è stato scelto ancora da nessuno degli studenti, “forse perchè prevede un lavoro più legato a materie fondamentali, ma un po’ più difficili come la Chimica - afferma Lo Cicero - che è inoltre uno degli scogli del primo anno di corso. Solo 4-5 su 80 riescono a superare l’esame”. Questo profilo prevede la conoscenza e la quantificazione di processi fisici e chimici e la valutazione delle risorse naturali, dei rischi ambientali e del degrado dei beni culturali. Infine, il curriculum C, è quello che la maggior parte dei ragazzi ha deciso di seguire. Ambiente, georisorse e rischi geologici sono le materie principali di questo indirizzo che ha tra i suoi obiettivi l’analisi e la catalogazione delle risorse dell’ambiente fisico e l’utilizzazione delle tecniche d’intervento nei casi dei principali rischi geologici, come terremoti e eruzioni vulcaniche.
Prima di accedere alla laurea di primo livello, però, i nuovi iscritti potranno frequentare un precorso dal 22 settembre al 3 ottobre, per colmare le lacune nelle materie fondamentali. Sempre all’interno dei tre anni di Corso gli studenti potranno frequentare stage e tirocini formativi organizzati dalla Facoltà in collaborazione con enti pubblici e privati. “Il Ccl (Consiglio di corso di laurea) – dice la professoressa Lo Cicero – ha firmato diverse convenzioni per provvedere all’offerta di stage tra le aziende coinvolte ci sono l’Amap, l’Amia, la Protezione civile e l’Azienda forestale della Regione Siciliana. Inoltre stiamo cercando un accordo anche con l’Ordine dei geologi”. Infine per coloro che volessero frequentare uno stage nella zona di origine è necessaria solamente l’approvazione del presidente del Corso.
I laureati in Scienze geologiche potranno trovare lavoro presso enti pubblici, istituzioni, aziende e studi professionali. Il problema però “è di cultura, più che strutturale – dichiara il presidente del Corso di laurea –. Se tutte le amministrazioni, i comuni e le imprese provvedessero ad occupare i posti di ruolo che sono previsti in organico e che prevedono anche la presenza di geologi, tutti i laureati di oggi e quelli che verranno nei prossimi 10 anni avrebbero un posto di lavoro assicurato. La difficoltà che incontrano oggi i nuovi geologi – continua Lo Cicero – dipende dalla convinzione che un professionista, come un ingegnere, possa avere massima competenza anche in materia di Geologia e quindi non richiedere il parere di un esperto. Il lavoro, quindi c’è, ma non si trova”, conclude la professoressa.
Daniela Mogavero
rev-rova/cave

(4 agosto 2003)

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